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Il metodo classico

Il metodo classico è il primo metodo appositamente studiato per ottenere un vino effervescente e quello che garantisce ancora i migliori risultati dal punto di vista qualitativo, tanto è vero che non solo nella Champagne, ma anche nelle legislazioni di indicazione geografica dei vini più importanti viene imposto al fine di ottenere i migliori spumanti.

di Redazione

26 gennaio 2012

La storia del metodo classico

Come tutta l'enologia primordiale, il Metodo Classico, per lo Champagne metodo Champenoise, nacque dal caso e dall'osservazione dei fenomeni di fermentazione, che lentamente nei secoli, portarono quelli che erano dei difetti delle vinificazioni a delle vere e proprie metodologie utilizzate per ottenere un determinato tipo di vino. I primi spumantizzati venivano spesso ottenuti per errore nell'antichità, per l'usanza di aggiungere elementi zuccherini nel vino al fine di migliorarne i gusti. Spesso queste sostanze zuccherine facevano ripartire la fermentazione, ottenendo così un vino maggiorato in alcol in cui si riaffacciava l'anidride carbonica, che se non lasciata espellere dal contenitore, restava intrappolata. Successivamente, a partire dal medioevo e più specificatamente dal Rinascimento, nell'Italia centrale si iniziò a cercare di ottenere una spumantizzazione del vino, utilizzando antiche tecniche romane. Ma quello che più cambiò fu la percezione con cui veniva valutato il vino effervescente, che da vino di seconda categoria, iniziò ad essere considerato un vino curativo e corroborante per il corpo. La pensava così la corte papale del quattro e cinquecento, e alcune corti nobili toscane. Il metodo classico moderno nasce però alla fine del seicento, grazie a Dom Pérignon che per primo fece delle ricerche per ottimizzare la spumantizzazione dello Champagne che era già praticata in modo molto approssimativo a Londra dai commercianti inglesi, che intendevano così aumentare il basso grado alcolico di questi vini.

I principi del metodo classico

Il principio del metodo classico o champenoise nacque nella Champagne sfruttando il semplice effetto della fermentazione, che trasforma gli zuccheri delle uve in alcol e anidride carbonica, grazie all'azione dei lieviti naturalmente presenti nell'aria. Se si imprigiona l'anidride carbonica all'interno del vino, si ottiene l'effervescenza delle bollicine, che trasforma il vino fermo in un prodotto vivace e gioioso, fresco e celebrativo, da utilizzare nelle occasioni festive e commemorative. Il metodo classico fu il primo metodo scientifico messo a punto per ottenere questi effetti sul vino. Il vino fermo viene fatto riposare per alcuni mesi, e una volta eliminati i depositi, al vino viene aggiunta una soluzione di lieviti e elementi zuccherini per far ripartire la fermentazione direttamente nella bottiglia.

Il metodo classico oggi

Per ottenere la seconda fermentazione in bottiglia una volta si aggiungevano semplicemente degli zuccheri, mentre oggi, grazie alla chimica, queste selezioni vengono preparate in laboratorio in modo da ottimizzare i risultati. Il principio della spumantizzazione utilizzando il metodo champenoise è rimasto fondamentalmente invariato, mentre la tecnologia è notevolmente migliorata, tanto che oggi ogni singolo aspetto della spumantizzazione è completamente sotto il controllo del vinificatore. Oltre ai lieviti da laboratorio sono numerosi gli elementi, che pur essendo concettualmente del secolo scorso, utilizza i nuovi materiali e le nuove conoscenze scientifiche del mondo moderno.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il metodo classico e altri metodi di produzione dello spumante?
    Il metodo classico, noto anche come metodo champenoise, si distingue perché la seconda fermentazione alcolica avviene esclusivamente all'interno della singola bottiglia. Questo processo permette alle bollicine di formarsi gradualmente e di integrarsi armoniosamente con il vino, creando una struttura complessa e fine. A differenza di metodi industriali come il Charmat, dove la fermentazione avviene in grandi autoclavi, il metodo classico richiede tempi lunghi e interventi manuali delicati, garantendo una qualità superiore e caratteristiche organolettiche più raffinate, motivo per cui è lo standard d'eccellenza per lo Champagne e molti altri spumanti di pregio.
  • Chi ha inventato il metodo classico e qual è stato il suo ruolo storico?
    Sebbene le prime esperienze di spumantizzazione siano avvenite accidentalmente nel Medioevo e nel Rinascimento, il metodo classico moderno è attribuito a Dom Pérignon, monaco benedettino attivo alla fine del Seicento. Egli perfezionò le tecniche per controllare la fermentazione nello Champagne, allora praticata in modo approssimativo. Inizialmente usato dai commercianti inglesi per correggere il basso tenore alcolico dei vini francesi, il suo lavoro trasformò un difetto produttivo in una metodologia scientifica precisa. Oggi, il suo nome è sinonimo di eccellenza nella viticoltura, rappresentando l'apice della tradizione enologica francese.
  • Cosa succede durante la seconda fermentazione nel metodo classico?
    Dopo aver imbottigliato il vino base, si aggiunge una 'liqueur de tirage', composta da zucchero e lieviti selezionati. Questa miscela innesca una nuova fermentazione all'interno della bottiglia chiusa ermeticamente. I lieviti consumano gli zuccheri aggiunti producendo alcol e anidride carbonica (CO2). Poiché la CO2 non può disperdersi, rimane disciolta nel liquido, creando le preziose bollicine. Contemporaneamente, il vino matura a contatto con i lieviti morti (autolisi), sviluppando aromi complessi di pane tostato, biscotto e crema, tipici degli spumanti di alta gamma. Questa fase è cruciale per definire il carattere finale del vino.
  • Perché il metodo classico è considerato il migliore per la qualità dello spumante?
    Il metodo classico è preferito perché offre un controllo totale sulla maturazione del vino. La lunga permanenza sui lieviti in bottiglia permette uno sviluppo aromatico unico e complesso, impossibile da replicare con metodi rapidi. Inoltre, la pressione interna generata dalla fermentazione naturale crea bollicine fini e persistenti, che migliorano la freschezza e la struttura del vino. Le normative internazionali impongono questo metodo per le Denominazioni di Origine Protetta più prestigiose proprio perché garantisce standard qualitativi elevati, distinguendo gli spumanti di lusso da quelli di consumo comune prodotti industrialmente.
  • Come è evoluta la tecnica del metodo classico rispetto al passato?
    Mentre il principio fondamentale della fermentazione in bottiglia rimane immutato, la tecnologia moderna ha rivoluzionato il processo. Un tempo si aggiungevano semplici zuccheri, oggi si utilizzano miscele di lieviti selezionati in laboratorio per garantire fermentazioni più pulite e prevedibili. I vinicoltori controllano ogni variabile, dalla temperatura alla composizione della liqueur, grazie a strumenti scientifici avanzati. Questo ha permesso di eliminare difetti comuni del passato, come l'ossidazione o fermentazioni bloccate, assicurando una coerenza qualitativa eccellente anno dopo anno, mantenendo però l'autenticità del processo tradizionale.

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