un grappolo delle preziose uve

Curiosità champagne

Costo Champagne

Lo Champagne è tra i vini piu costosi del mondo, e questi costi sono dovuti a numerosi fattori che differiscono dai normali spumanti. In quest'articolo cercheremo di dare degli indirizzi utili per comprendere perché gli champagne hanno costi più elevati, con dei raffronti con altre denominazioni di origine controllata, come la Franciacorta.

di Redazione

03 febbraio 2012

Da cosa dipende il prezzo

È noto che gli Champagne sono generalmente dei vini molto costosi, con prezzi sempre più alti rispetto alle stesse tipologie di altri paesi, nonostante le qualità raggiunte da alcuni vini, come i Franciacorta italiani, sia ormai spesso pari ai migliori champagne. Il prezzo dello Champagne però dipende da molti fattori, che includono i prezzi dei terreni, sia di acquisto che di affitto; i prezzi delle uve, nel caso la cantina non abbia dei terreni propri; il costo di produzione e commercializzazione, incluso il metodo di lavorazione; i costi amministrativi; le strategie commerciali dell'azienda e il costo della pubblicità. A tutto questo bisogna aggiungere il valore aggiunto che una proprietà nella champagne ha, per le potenzialità di mercato.

Il prezzo dei terreni

Rispetto ad altri vini, gli champagne sono molto considerati già da più di un secolo e mezzo, quindi si può già stimare che i prezzi dei terreni hanno subito numerosissime rivalutazioni nel corso di tutti questi decenni, mentre ad esempio in Franciacorta questi incrementi sono iniziati da solo circa venti, trentanni. Si deve considerare infatti che il prezzo stimato medio di un ettaro nella Champagne è di un milione di euro, quando invece in Franciacorta o nella denominazione del Prosecco ad esempio è di trecentomila euro, mentre nel Barolo raggiunge i 400 mila euro e nella zona del Brunello circa 350 mila euro. Come si può ben osservare il costo di un ettaro nella Champagne è più del doppio rispetto a un terreno della Franciacorta, forse i migliori spumanti al mondo con gli Champagne. Certamente questi costi sono ampiamente stati ammortizzati dalle vecchie maison nel 1800 e nel novecento, ma per chi ha comprato i terreni successivamente, l'ammortamento non è un costo indifferente, inoltre bisogna considerare la rarità dei terreni disponibili al giorno d'oggi.

Il prezzo delle uve

Non va meglio alle cantine che non possedendo terreni acquistano direttamente le uve dai viticoltori. Oggi un chilogrammo di uve della champagne destinate alla produzione dello Champagne è di circa 6 euro in media, con punte molto più alte per quelle provenienti da vigneti classificati come gran cru e così via. Anche in questo caso la differenza con la Franciacorta, dove si spendono invece circa 1 euro e 50 centesimi al chilo, è evidente. Per comprendere meglio l'importanza di questi prezzi basti pensare che per uno Champagne o un Franciacorta normale si deve vinificare 1,2 kg di uve per ottenere un litro di vino, mentre per gli Champagne più ricercati e pregiati si impiegano 1,6 kg di uva per litro.

Il costo di produzione

Per costo di produzione si intendono tutti quei processi che dal ciclo vegetativo delle uve arriva fino al prodotto finito. La legislazione francese è molto rigida al riguardo, e ad esempio fissa anche il numero massimo di filari piantati in un vigneto e molte altre limitazioni che mantengono la produzione più bassa rispetto ad altri vini, cosa che si tramuta in costi maggiori di produzione. Inoltre il metodo di produzione classico, il famoso metodo champenoise prevede dei costi maggiori sia in termine di vinificazione che di presa di schiuma, con tempi di invecchiamento di almeno 18 mesi, molto più lunghi rispetto agli altri vini. Questi invecchiamenti fanno lievitare i costi di un 5% annuo almeno, da calcolare per tutti gli anni d'invecchiamento che devono superare i 7 anni in caso di millesimati. Inoltre la seconda fermentazione in bottiglia richiede delle spese molto maggiori rispetto al metodo Charmat-Martinotti generalmente utilizzato negli spumanti più commerciali. Anche questo incide sul prezzo, con la commercializzazione che avviene in tempi più lunghi e quindi con costi di stoccaggio e conservazione anche maggiori. Costi aggiuntivi si hanno sempre da alcuni obblighi di legge, come la vendemmia manuale o la resa delle uve in vino, che non deve superare i 100 litri per 160 kg di uve.

Gli altri costi

Poi naturalmente ci sono numerosi altri costi di gestione comuni a tutte le aziende e di pubblicità, che incidono sul prezzo finale del prodotto. Inoltre le aziende dello Champagne, almeno le più importanti, decidono dei prezzi anche in base al prestigio e il target di clientela che si vogliono raggiungere. Un prezzo alto infatti indirizzerà l'acquisto del vino solo verso target esclusivi, con maggiore prestigio per l'azienda, che in cambio dovrà naturalmente fornire un prodotto di primissima qualità. Queste sono comunque scelte che appartengono esclusivamente alle aziende, con scelte commerciali che spesso differiscono notevolmente, se non proprio agli antipodi, rispetto agli altri vini.

Il costo totale

Dalle inchieste annuali che vengono svolte dalle associazioni di viticoltori e produttori risulta che il costo medio per l'azienda di una bottiglia di buona marca si aggira tra i 20 e i 30 euro. Naturalmente ci sono aziende che riescono a produrre a costi inferiori, così come altre che producono vini splendidi ma a costi molto superiori. Il solo costo a bottiglia delle uve è di circa 2,50 euro, trasporti inclusi, con i successivi costi di vinificazione che si aggirano intorno ai 2 euro, a cui si deve aggiungere un 5% in più per l'invecchiamento e la permanenza sui lieviti. I costi pubblicitari sono quelli che incidono maggiormente, con costi compresi tra i 5 e i 10 euro a bottiglia, mentre per i costi aziendali si stimano 3 euro a bottiglia. Poi ci sono molti costi, come l'etichettatura e altri, molto variabili, a seconda delle scelte aziendali.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori che rendono lo Champagne significativamente più costoso rispetto ad altri spumanti?
    Il prezzo elevato dello Champagne deriva da una combinazione complessa di fattori strutturali e produttivi. Innanzitutto, il costo dei terreni è proibitivo, con una media di un milione di euro per ettaro, contro i 300mila della Franciacorta.其次,葡萄采购成本极高,优质葡萄每公斤可达数欧元。此外,严格的法国法律规定了低产量限制、手工采摘义务以及必须使用昂贵的“香槟法”(二次发酵在瓶中)进行酿造。漫长的陈酿要求(至少18个月)增加了仓储和资金占用成本,而高昂的品牌营销策略 e i costi pubblicitari finali incidono ulteriormente sul prezzo di vendita al pubblico.
  • Come si confronta il costo dei terreni vitati in Champagne rispetto ad altre zone italiane famose?
    La disparità economica è marcata. Nella regione dello Champagne, il valore medio di un ettaro di vigna si attesta attorno al milione di euro, riflettendo oltre un secolo e mezzo di prestigio internazionale e scarsità di offerta. Al confronto, nelle zone italiane di eccellenza come la Franciacorta, il prezzo medio è di circa 300.000 euro, mentre nel Barolo si avvicina ai 400.000 euro e nel Brunello di Montalcino a 350.000 euro. Questa differenza strutturale nei costi immobiliari storici spiega gran parte del divario di prezzo iniziale tra le cantine storiche francesi e quelle italiane emergenti.
  • Quanto costa effettivamente produrre una singola bottiglia di Champagne di buona qualità?
    Secondo le indagini delle associazioni di categoria, il costo medio di produzione per una bottiglia di un buon marchio si colloca tra i 20 e i 30 euro. Questo importo include circa 2,50 euro solo per le uve (trasporti inclusi), 2 euro per la vinificazione e ulteriori costi legati all'invecchiamento sui lieviti. Una voce di spesa cruciale è quella pubblicitaria, che varia dai 5 ai 10 euro a bottiglia, seguita dai costi aziendali generali stimati in 3 euro. A questi costi diretti si aggiungono etichettatura e margini distributivi, portando il prezzo finale al consumatore a livelli molto più alti.
  • Perché il metodo di produzione 'Champenoise' influisce così tanto sul prezzo finale?
    Il metodo tradizionale o 'Champenoise' impone standard rigorosi che aumentano i costi operativi. Richiede una seconda fermentazione naturale in bottiglia, un processo laborioso e rischioso rispetto al metodo Charmat usato per gli spumanti economici. Inoltre, la normativa obbliga a periodi di invecchiamento minimi: almeno 15 mesi per gli non-millesimati e 3 anni per i millesimati. Durante questi anni, il vino rimane fermo in cantina, generando costi di stoccaggio, assicurazione e immobilizzo finanziario. L'invecchiamento fa lievitare i costi del 5% annuo, rendendo la produzione lenta e dispendiosa rispetto ai competitori internazionali.

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