Il Veuve

Curiosità champagne

Colore Champagne

Il colore nello Champagne è un aspetto molto importante per i degustatori e i professionisti che riescono dal suo esame anche ad individuare alcune delle caratteristiche di vinificazione e taglio del vino. Gli addetti ai lavori ne riconoscono otto tonalità per individuare queste caratteristiche. Il novizio dovrà fare molta pratica prima di raggiungere questi livelli nella degustazione.

di Redazione

10 febbraio 2012

I colori dello Champagne

Lo Champagne viene vinificato in due colori, il bianco e il rosato, dalle tre uve Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier. Per i rosati in genere si utilizza il Pinot Noir che garantisce una gamma olfattiva e una struttura eccellenti e aristocratiche, secondo due metodi di vinificazione, a seconda del grado qualitativo e della spesa che l'azienda vuole affrontare. Il primo metodo, quello tradizionale, prevede la permanenza per alcune ore, massimo ventiquattro, sulle vinacce e sulle bucce, in modo da estrarre il colore. Questo è un metodo utilizzato raramente e solo dalle grandi case, in quanto comporta sia dei costi che un'attenzione maggiori, con possibile incostanza nella produzione. Il secondo metodo, più economico e facile da eseguire, ma giudicato anche meno elegante, è l'aggiunta di vino rosso. Questo metodo è il più utilizzato, da quasi tutte le marche commerciali.

Le varie sfumature dello Champagne

Lo Champagne come visto viene prodotto nei due colori, bianco e rosso, caratteristici di un vino spumante, ma come tutti gli spumanti e i vini, ha varie tonalità di colore da cui spesso, se la colorazione dello champagne è ottenuta con il metodo tradizionale visto nel primo paragrafo, si può intuire grazie alla profonda esperienza degli addetti ai lavori, l'uva principale con cui è stato ottenuto il vino. La colorazione infatti può indicare il vitigno principale, anche in considerazione del fatto che questi vini non vengono invecchiati in botti, ma in bottiglia, fattore che non lascia in nessun modo nessuna presa di colore da parte del vino dal contenitore in quanto il vetro, come noto, è un materiale inerte, al contrario del legno che invece, essendo una materia organica, cede parecchi elementi al vino durante la maturazione. Si ha quindi un prodotto, che una volta vinificato e imbottigliato, non subisce nessuna influenza esterna, e a parte la normale maturazione delle uve, resta inalterato. Certamente l'analisi del colore e la deduzione dell'uvaggio da quest'analisi è difficile e complicata, e necessita di molta esperienza, tanto che risulta complicata anche per chi di champagne ha fatto la sua ragione di vita. Per cui chi volesse allenarsi anche a questo esercizio nella degustazione deve necessariamente investire molto tempo e attenzione nella pratica.

Le varie sfumature e gli assemblaggi

Lo Champagne è un vino che deve avere un colore assolutamente limpido e brillante, e se si trovasse uno champagne torbido, questo sarebbe probabilmente fallato. I colori hanno varie tonalità sia in bianco che in rosato. In bianco si passa dal colore limone al paglierino, fino al bronzo e all'oro. I riflessi verdi in genere indicano una certa vivacità e buone condizioni del vino, mentre la presenza di sfumature brune generalmente indicano che lo spumante ha ormai passato il tempo evolutivo e potrebbe iniziare a decadere. Si riconoscono comunque otto diverse tonalità di colore negli Champagne riconducibili alla varietà dell'uva, con cui gli esperti si confrontano e cercano di indicare l'uvaggio utilizzato. La prima tonalità è il giallo paglierino che indicherebbe l'utilizzo del Pinot Meunier. La seconda tonalità è il paglierino pieno, che indicherebbe una alta percentuale di Pinot Noir. La terza è il paglierino con riflessi dorati pieni ed intensi, a indicare una maturazione in legno. La quarta è il rosa salmone delicato, con cui si riesce a supporre che il vino sia stato attenuto con un modesto taglio di vino rosso. La quinta tonalità è il rosato intenso, generalmente ottenuto con il metodo tradizionale, con un buon contatto con le bucce durante la fermentazione del mosto. La sesta tonalità è il rosato vecchio, che indica vecchie annate, di cui si ricorda favorevolmente il 1985 in cui compaiono splendidi riflessi ramati. La settima tonalità è il dorato intenso, ottenuto con lo Chardonnay coltivato nella zona di Le Mesnil con un grado di maturazione pieno delle uve, con vigneti di circa 15 anni. L'ottava e ultima tonalità è il giallo paglierino con i riflessi limone che generalmente indica i giovanissimi Blanc de Blancs.

L'analisi del colore

Per una buona analisi del colore è necessario versare lo Champagne in un bicchiere ben pulito, riempito per circa la metà, se non leggermente meno della metà, e posto in alto alla testa davanti ad una buona fonte di luce. Bisogna porre il bicchiere davanti a un fondo bianco, ben illuminato e inclinare il bicchiere sui 45° per una migliore decodifica del colore. Per i novizi è molto importante confrontare almeno una decina di Champagne prima di iniziare ad abbozzare una scheda di valutazione. Per un'analisi certa e corretta naturalmente bisognerà avere un esperienza di qualche anno almeno. Un altro aspetto dell'analisi visiva è la spuma, che deve essere soffice, compatta, vivace e di colore bianco candido come la neve appena caduta.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i due metodi principali per produrre lo Champagne rosato e quali differenze comportamentali presentano?
    La produzione dello Champagne rosato avviene principalmente attraverso due tecniche distinte. Il metodo tradizionale, più raro e costoso, prevede la macerazione delle vinacce (bucesse) per un periodo limitato, solitamente massimo ventiquattr’ore, durante la fermentazione del mosto. Questa procedura estrae il colore naturale dalla buccia del Pinot Noir, garantendo eleganza e struttura, ma richiede grande attenzione per evitare incostanze. Il secondo metodo, molto più diffuso tra le marche commerciali per la sua economicità e semplicità, consiste nell’aggiungere una piccola quantità di vino rosso fermo al vino base già fermentato. Sebbene efficace, questa tecnica è spesso considerata meno nobile rispetto all’estrazione diretta dalle bucce.
  • Come si interpreta il colore dello Champagne per capire quale vitigno prevale nell'assemblaggio?
    L'analisi cromatica permette agli esperti di ipotizzare la composizione dell'uvaggio, poiché i diversi vitigni influenzano la tonalità finale. Ad esempio, un giallo paglierino chiaro con riflessi limone indica solitamente giovani Blanc de Blancs (prevalentemente Chardonnay), mentre un giallo paglierino pieno suggerisce un'alta percentuale di Pinot Noir. Il rosa salmone delicato fa pensare a un taglio minimo di vino rosso, mentre un rosato intenso e strutturato deriva dal metodo tradizionale di macerazione. Infine, tonalità dorate piene possono indicare una maturazione prolungata o l'uso di uve Chardonnay coltivate in zone specifiche come Le Mesnil-sur-Oger, caratterizzate da una piena maturazione.
  • Cosa indicano i riflessi verdi o bruni nel colore dello Champagne bianco?
    Le sfumature cromatiche offrono indizi preziosi sullo stato di salute e sull'invecchiamento del vino. Nei Champagnes bianchi, che variano dal limone al paglierino, fino all'oro, la presenza di riflessi verdi è un segnale positivo: indica vivacità, freschezza e ottime condizioni generali del vino. Al contrario, l'apparire di sfumature brune o ramate è un campanello d'allarme. Queste tonalità suggeriscono che lo spumante ha superato il suo picco evolutivo e sta iniziando un processo di ossidazione o decadimento, perdendo quelle note fruttate e fresche tipiche della giovinezza. Un'eccezione storica riguarda annate antiche come il 1985, dove i riflessi ramati erano considerati un pregio.
  • Quale è la procedura corretta per analizzare visivamente il colore e la spuma dello Champagne?
    Per un'analisi accurata, è fondamentale versare lo Champagne in un bicchiere cristallino perfettamente pulito, riempiendolo per circa la metà o leggermente meno. Il bicchiere va posizionato davanti a una superficie bianca e ben illuminata, preferibilmente inclinato a 45 gradi per osservare meglio il corpo del liquido contro la luce. È cruciale valutare anche la spuma, che dovrebbe apparire soffice, compatta, vivace e di un bianco candido, simile alla neve fresca. Una schiuma scura o irregolare potrebbe segnalare difetti. Questa pratica richiede allenamento: si consiglia ai principianti di confrontare almeno dieci etichette diverse per sviluppare un occhio critico capace di distinguere le sottili sfumature.
  • Perché il colore dello Champagne non cambia a causa del contenitore di invecchiamento?
    A differenza di molti altri vini che maturano in botti di legno, lo Champagne invecchia esclusivamente in bottiglia. Il vetro è un materiale inerte che non cede sostanze al vino né ne assorbe, a differenza del legno che rilascia tannini e composti aromatici influenzando colore e sapore. Di conseguenza, l'evoluzione cromatica dello Champagne dipende esclusivamente dai processi interni alla fermentazione e dall'ossidazione controllata durante l'affinamento sui lieviti, non da influenze esterne del contenitore. Questo rende l'analisi del colore ancora più significativa, poiché riflette fedelmente la selezione delle uve e i metodi di vinificazione adottati, senza alterazioni dovute al materiale di stoccaggio.

Potrebbe interessarti anche