L'Harry's Bar di Roma

Curiosità champagne

Champagne Roma

Il rapporto tra Roma e lo champagne non è dei più eccelsi, certamente non per demerito ne dell'una e ne dell'altro, ma grazie alla qualità dei vini effervescenti italiani. Non è semplice trovare un bicchiere di champagne nella capitale al di fuori dei circuiti classici e, come scopriremo nell'articolo, ci fu un periodo della sua storia in cui Roma ha addirittura bandito questo vino per quasi due secoli.

di Redazione

21 febbraio 2012

La capitale e lo Champagne

A differenza di molte capitali europee e d'oltreoceano, Roma e l'Italia subì in ritardo il fascino dello champagne, grazie alla grande tradizione italiana per i vini. Le case reali degli Stati preunitari infatti preferivano i vini locali, forti di secoli di storia vinicola che facevano dell'Italia un paese di grandi produzioni. I vini francesi erano per lo più esportati in Inghilterra e in Germania, due paesi amanti del vino ma con dei climi e dei territori che ne rendevano difficoltosa la produzione. Soprattutto l'Inghilterra doveva importare quasi tutto il vino, e la vocazione mercantilista dei Britannici portarono le loro navi a lunghi viaggi da Londra fino al Mediterraneo con vari scali in Francia, Portogallo, Spagna e Italia per l'approvvigionamento. Tornando indietro nel tempo, nell'antica Roma, dopo la conquista della Gallia, inizialmente si iniziò a importare i vini prodotti dalle popolazioni locali, soprattutto dal sud dell'attuale Francia, ma poi, con una decisione che intendeva proteggere i prodotti italiani, l'imperatore Domiziano decise nel 85 d.C. di sradicare le viti nella Champagne. Il divieto di coltivazione durò addirittura fino al 282, quando un suo successore figlio di giardinieri, Probo, tolse il bando ai vini della Champagne, che così tornarono ad essere serviti nei salotti romani. Dopo la caduta dell'Impero Romano i vini della Champagne presero altre strade, quella tedesca soprattutto, per poi lentamente diffondersi in tutto il nord Europa. Roma visse così molti secoli senza importare questi vini, e anche quando lo champagne divenne il fantastico vino che tutti oggi conosciamo, la corte papale preferì comunque i vini italiani. Fu solo con l'Unità d'Italia, e con una corte regnate di origine francese, i Savoia, che lo champagne cominciò ad affacciarsi nella capitale. I Savoia infatti conservavano come lingua ufficiale il francese, e i loro legami con i cugini d'oltralpe rimasero forti anche nelle scelte dei vini per la corte. Oggi naturalmente lo champagne non ha bisogno di presentazioni “reali”, ma comunque l'Italia, grazie alla qualità dei propri effervescenti, rimane meno sensibile a questo affascinante vino. Lo champagne è affiancato così dal Prosecco e dai Franciacorta, che certamente non sfigurano di fronte al re degli spumanti. Ma comunque i bar e i ristoranti più forniti, dispongono di buone liste anche per gli champagne, e quelli di lusso naturalmente non vogliono sfigurare di fronte alle liste dei famosi locali parigini.

I migliori posti romani per lo champagne

Naturalmente Roma significa anche salotti politici e finanziari, dove lo champagne è di casa, e alcuni dei locali più in vista della capitale, solo per quel target di clientela, sono i posti ideali per degustare i grandi champagne. E così, in un ambiente suggestivo e ricco di storia dove sono passati centinaia di personaggi esclusivi, si può andare sulla famosa via Veneto e ritrovarsi all'Harry's Bar, uno dei cocktail bar e ristorante più famosi ed esclusivi del mondo, dove potrete, avendo a disposizione abbastanza denaro, assaggiare l'aria di aristocrazia dell'ambiente. È facile qui incontrare personaggi famosi, come gente normale, e a questo serve anche l'esclusività del luogo. Qui lo champagne è parte dell'ambiente, e ordinarne un bicchiere porta il profano in un tuffo nella storia, quando questo vino era solo ad appannaggio delle corte reali. Ancora nel bellissimo centro della capitale, in una piazza conosciuta in tutto il mondo, piazza di Spagna, basta salire una famosa scalinata, Trinità dei Monti, per ritrovarsi in uno dei migliori alberghi al mondo, con una delle viste più suggestive che si possano trovare in una capitale ricca di storia. L'Hassler Hotel Villa Medici dispone di un bellissimo roof garden con ristorante, da dove si può ammirare tutto il centro della città eterna dall'alto della collina del Pincio. Bere una coppa di champagne qui appare come un viaggio nei secoli della storia, con le cupole più belle della Roma papalina tutte in mostra davanti agli occhi. Una sensazione unica, che abbina il peso della storia all'aristocratico del vino.

Lo Champagne e la città

La capitale nel suo insieme comunque, non offre una grande disponibilità di champagne, rispecchiando quella che è la tendenza nazionale. In soccorso dei pigri delle nuove tendenze sono venute in soccorso la globalizzazione e e le esportazioni, meno costose e più semplici del passato. Fortunatamente oggi inizia ad essere possibile acquistare a prezzi abbordabili anche dello champagne al bicchiere, e sia qualche avventore che qualche gestore della ristorazione inizia ad accorgersene e ad offrire una scelta, che seppur limitata e sempre attorno alle solite marche, permette allo champagne di costruire una piccola Parigi anche nella città eterna. Soprattutto nella parte nord della città, tra Ponte Milvio e la collina Fleming, accanto a due piccoli locali storici della zona, si stanno affacciando lentamente nuove realtà dove incontrare gli amici per bere in compagnia anche lo champagne, come a Saint-Germain-des-Prés.

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Domande frequenti

  • Perché lo champagne è stato bandito a Roma per quasi due secoli?
    Nel 85 d.C., l'imperatore Domizian emanò un decreto che ordinava di sradicare le viti nella regione della Champagne. Questa misura drastica aveva uno scopo puramente protezionistico: difendere l'economia vitivinicola italiana, allora fiorente e dominante, dalla concorrenza dei vini gallici. Il divieto rimase in vigore fino al 282 d.C., quando l'imperatore Probo, noto per la sua passione per il giardinaggio e l'agricoltura, revocò il bando. Questo episodio storico spiega perché Roma abbia sviluppato un legame tardivo con lo champagne rispetto ad altre capitali europee, privilegiando storicamente i vini locali.
  • Quali sono i luoghi simbolo per bere champagne a Roma?
    Roma offre esperienze esclusive legate alla storia dello champagne, principalmente in due zone iconiche. Sulla Via Veneto, l'Harry's Bar rappresenta il punto di riferimento per l'aristocrazia e la celebrità, offrendo un'atmosfera d'altri tempi dove il vino è parte integrante dell'ambiente. Un'altra location prestigiosa è l'Hassler Hotel Villa Medici, situato in cima alla Scalinata di Trinità dei Monti. Il suo roof garden offre una vista mozzafiato sulle cupole di Roma, permettendo ai visitatori di abbinare la bellezza storica della città all'eleganza dello champagne in un contesto unico al mondo.
  • Perché l'Italia e Roma hanno adottato lo champagne più lentamente rispetto ad altre capitali?
    L'Italia possiede una tradizione vinicola millenaria e diversificata, che ha storicamente soddisfatto le esigenze delle corti e dei mercati interni. A differenza di paesi come l'Inghilterra o la Germania, dove il clima ostacolava la produzione locale, l'Italia poteva contare su vini robusti e affermati. Inoltre, la Corte Papale continuò a preferire i vini italiani anche dopo che lo champagne divenne famoso in Francia. Solo con l'Unità d'Italia e l'arrivo dei Savoia, famiglia di origine francese, lo champagne iniziò a guadagnare spazio nella capitale, rimanendo comunque un prodotto di nicchia rispetto ai grandi spumanti nazionali.
  • Dove si trova la maggiore concentrazione di locali che servono champagne a Roma oggi?
    Sebbene la disponibilità sia ancora inferiore rispetto ad altre capitali europee, c'è una crescita significativa nella parte nord della città. L'area compresa tra Ponte Milvio e la collina Fleming sta vedendo emergere nuove realtà enogastronomiche. Qui, accanto a storiche osterie, si stanno aprendo locali moderni dedicati alla convivialità e all'offerta di champagne al bicchiere. Questa zona sta diventando un piccolo polo di riferimento per chi cerca alternative eleganti ma accessibili, sfruttando la globalizzazione che ha reso l'importazione più semplice e i prezzi più competitivi.
  • Lo champagne viene sostituito da altri spumanti italiani a Roma?
    Sì, l'Italia rimane molto sensibile alla propria produzione di vini effervescenti di alta qualità. A Roma, lo champagne è spesso affiancato o preferito da Prosecco e Franciacorta, che offrono eccellenti alternative senza sfigurare rispetto al 're degli spumanti'. Mentre i locali di lusso mantengono liste ampie per non perdere credibilità internazionale, la cultura enologica romana e nazionale tende a valorizzare i prodotti domestici. Tuttavia, la domanda per lo champagne cresce tra i turisti e gli appassionati, spingendo molti ristoranti a migliorare le proprie offerte specifiche.

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