Vigneti nel Sulcis

Vino rosso sardo

Carignano del Sulcis

Il Sulcis è stato per secoli una zona di vini da taglio prima di aprirsi alla vinificazione moderna per produrre vini incredibilmente ricchi e intensi. Il Carignano è eletto qui vitigno nobile ed offre vini che stanno conquistando non solo i mercati, ma anche le degustazioni più importanti.

di Redazione

22 settembre 2011

La zona del Sulcis

Il Sulcis è una larga parte di territorio nella regione sud occidentale della Sardegna, suddiviso in due zone distinte, una settentrionale con una densità abitativa maggiore denominata Alto Sulcis e l'altra meridionale, meno abitata del Basso Sulcis. L'Alto Sulcis è caratterizzato dal Parco Minerario già sfruttato nell'antichità dai Fenici che per primi coltivarono la vite nella zona. Il territorio vinicolo si estende fino al mare ed è molto vario geologicamente parlando, interessando anche l'Isola di Sant'Antioco. Il clima risente dei venti marini e le uve coltivate devono essere resistenti alla notevole percentuale di salsedine che essi trasportano da sud ovest.

I vitigni rossi coltivati

La varietà regina della zona è certamente il Carignano, allevato con i vitigni Monica, Alicante e Pascale per produrre i vini DOC del Sulcis. Il Carignano è un vitigno dai risultati qualitativi buoni e dalle rese eccezionali che arrivano a essere anche cinque volte maggiori di uve tradizionali. Apporta una notevole astringenza al vino ed è un vitigno molto resistente alle avverse condizioni atmosferiche. I vini derivati da quest'uva sono vivaci e molto saporiti, con buoni tannini, acidità e colore, con aromi e fascino. La Monica da vini mediocri, da bere giovani e raramente è vinificata per i vini mono varietali. Si ritiene sia di origine spagnola ed è utilizzata soprattutto in assemblaggio. Il Pascale, dagli acini grandi e rotondi, viene assemblato per apportare carattere al vino e raramente vinificato solo nel cagliaritano. La coltivazione più importante si trova comunque in provincia di Sassari. L'Alicante è molto diffuso per i tagli per la sua polpa rosso intenso che apporta colore ai vini. Le rese sono elevate e comunque dai risultati alcolici sui vini.

Il Carignano del Sulcis DOC rosso

La denominazione di origine controllata fu autorizzata nel 1977 per la produzione di vini rossi dal Carignano per almeno il 90% dell'assemblaggio, a cui possono concorrere anche il Pascale, il Monica e l'Alicante. Inizialmente utilizzato solo per il taglio, il Carignano in Sardegna ha iniziato ad assumere fattura e fama internazionale grazie al lavoro certosino e scientifico dei suoi viticoltori che ne hanno rinnovato gli assemblaggi e la vinificazione e iniziato a vinificare grandi rossi. La produzione è autorizzata nei comini di Sant'Antioco, Villaperuccio, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Maisainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratallas, Villaperuccio, in provincia di Carbonia-Iglesias, Teulada, In provincia di di Cagliari. Le sotto denominazioni includono il Rosso, Rosso Riserva, Rosso Superiore, il Novello, il Passito oltre al Rosato. Dall'iscrizione all'albo sono esclusi i vigneti posti nei territori particolarmente umidi e quelli al di sopra dei 400 metri sul livello del mare e quelli che utilizzano sistemi di allevamento espansi come il tendone, le palmette e le pergole. Per la tipologia superiore è obbligatorio il sistema di allevamento ad alberello e/o alberello appoggiato. È vietata la pratica della forzatura, mentre l'irrigazione di soccorso è consentita solo per un massimo di due volte l'anno solo in primavera e in estate entro ferragosto. Le rese sono limitate a 11 tonnellate per ettaro per tutte le tipologie ad eccezione del Passito e del Superiore che non possono superare le 7,5 tonnellate. Il grado alcolico deve essere di 12% vol e 12,5% vol per il Superiore e il Riserva, mentre il Novello deve avere almeno 11% vol. L'invecchiamento obbligatorio di 40 giorni deve arrivare ai due anni per il Riserva e il Superiore, mentre per il Passito si autorizzano invecchiamenti di almeno sei mesi. Per la produzione del passito, l'appassimento può essere effettuato parzialmente con aria ventilata. Il colore è rubino, più intenso per il Riserva e tendente al granato nel Superiore. I profumi sono vinosi ed eleganti, più intensi e caratteristici se invecchiati. Il gusto è secco e astringente, tendente al pieno corpo e armonica nei superiori. Il Novello possiede colori rubino e profumi fruttati, vinosi, con bocca asciutta e sapida. Nella versione Passito il colore rosso assume riflessi ambrati, con profumi intensi e un palato dolce e vellutato, mediamente morbido.

Le aziende

La Cantina Santadi, che prende il nome dall'omonima cittadina in provincia di Cagliari, vinifica il Carignano del Sulcis in tipologia generica, Riserva e Superiore con risultati qualitativi notevoli che giustificano il costo medio alto delle bottiglie. Il suo Superiore del 2002 ha conquistato i cinque grappoli per la sua esplosione olfattiva e gustativa. Vinificato con il 95% di Carignano il naso è morbido e croccante di linfa, resine balsamiche, funghi, pomodori canditi, pellame e pane cotto a legna. Il palato è polposo con china calissaia, con sentori di grafite in un equilibrio perfetto con tannini preponderanti. Il finale è lunghissimo e l'alcolicità elevata lo abbina a grandi piatti di selvaggina in umido. Il Riserva è altrettanto nobile nel suo colore rubino, con profumi intensi e potenti di fiori macerati, minerali, alloro, tabasco, ginepro, prugna secca e legna bruciata. La bocca altrettanto forte richiama la terra umida e i tannini sono ottimamente strutturati. Ideale per agnelli alle erbe aromatiche con le forti olive nere per spegnere l'alta gradazione alcolica. Le viti antichissime della cantina Sárdus Pater coltivate su terreni sabbiosi producono un vino eccellente vinificato esclusivamente dal Carignano che in tipologia Riserva offre colori violacei dai sentori di mora di gelso, mallo di noce, visciole, pepe e cuoio sui fondi minerali e vegetali. Il grado alcolico elevato consiglia di arieggiarlo un po prima di servirlo con capretto al forno con patate. Offre un corpo medio e una buona freschezza. Il Carignano Doc rosso generico invece ha un colore rosso rubino vivace, con profumi di fresia, amarena e muschio con un palato mediamente strutturato dai tannini equilibrati. Carni rosse alle olive e salse piccanti in abbinamento.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Carignano del Sulcis DOC?
    Il Carignano del Sulcis si presenta con un colore rosso rubino vivace, che tende al granato nelle versioni Superiore e diventa più intenso nel Riserva. Al naso offre profumi vinosi ed eleganti, spesso arricchiti da note di frutti di bosco, spezie e sentori balsamici o minerali, specialmente negli invecchiamenti. Al palato è un vino secco, inizialmente astringente ma che evolve verso un corpo pieno e armonioso, con tannini ben strutturati e una buona acidità. Le versioni Superiore e Riserva mostrano una maggiore complessità e persistenza, mentre il Novello è più fruttato e immediato, ideale per un consumo giovane.
  • Come si differenziano le varie sotto-denominazioni del Carignano del Sulcis DOC?
    La denominazione comprende diverse tipologie: il Rosso base richiede un minimo di 40 giorni di invecchiamento; il Novello è un vino giovane, fresco e fruttato con almeno l'11% di alcol; il Rosato è prodotto dalla stessa uva ma con macerazione breve. Il Riserva e il Superiore richiedono un invecchiamento obbligatorio di due anni e un titolo alcolometrico superiore (12,5%). Il Superiore impone inoltre l'allevamento ad alberello e rese più basse (7,5 t/ha), garantendo maggiore concentrazione. Esiste infine il Passito, ottenuto da uve appassite, dal colore ambrato, sapore dolce e vellutato, con almeno sei mesi di invecchiamento.
  • Perché il Carignano del Sulcis è considerato un vitigno particolare e resistente?
    Il Carignano è noto per la sua eccezionale resistenza alle avversità climatiche e alla salsedine trasportata dai venti marini tipici del Sud-Ovest della Sardegna. Questa robustezza permette rese produttive molto elevate, fino a cinque volte superiori rispetto ad altre uve tradizionali, senza compromettere la qualità. Tuttavia, per ottenere i vini DOC di pregio, i produttori limitano volontariamente le rese (massimo 11 tonnellate per ettaro) e utilizzano sistemi di allevamento specifici come l'alberello, che protegge la pianta e favorisce una maturazione ottimale, trasformando un tempo vitigno da taglio in una varietà nobile capace di grandi vini strutturati.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Carignano del Sulcis?
    Grazie alla sua struttura, ai tannini marcati e all'elevata gradazione alcolica, il Carignano del Sulcis, specialmente nelle versioni Riserva e Superiore, si abbina perfettamente a carni rosse robuste e piatti di selvaggina in umido. È ideale per agnelli cotti con erbe aromatiche e olive nere, che aiutano a bilanciare l'intensità del vino, oppure per capretto al forno con patate. Le versioni più giovani e fruttate, come il Novello o il Rosso base, si prestano bene a carni rosse semplici con olive o salse piccanti, mentre il Passito, dolce e vellutato, chiude il pasto con formaggi stagionati o dolci secchi.
  • Quali sono i criteri di produzione obbligatori per il Carignano del Sulcis Superiore?
    Per ottenere la dicitura Superiore, il vino deve rispettare norme severe: il Carignano deve costituire almeno il 90% dell'assemblaggio, integrato da Monica, Pascale o Alicante. È obbligatorio l'allevamento delle viti ad alberello o alberello appoggiato, vietando sistemi espansi come il tendone. Le rese sono limitate a 7,5 tonnellate per ettaro e il titolo alcolometrico naturale deve raggiungere almeno il 12,5%. Inoltre, è previsto un invecchiamento minimo di due anni. Questi parametri garantiscono una concentrazione aromatica superiore e una struttura tannica più marcata rispetto alle altre tipologie della denominazione.

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