La terra del Biferno

Vino rosso molise

Biferno

Il Molise produce molti vini di ottima qualità, con discreta fama, tra cui il conosciuto Biferno, esempio di vino elegante e robusto, dal Montepulciano e l'Aglianico.

di Redazione

10 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area vinicola del Biferno comprende larga parte della provincia di Campobasso, sulla zona collinare, dal litorale costiero fino alla parte più interna e fredda del Molise, ad esclusione della zona appenninica a forte tendenza montuosa. La natura del territorio è di tipo argilloso, con forte prevalenza di rocce calcaree e, nelle piane alluvionali, da sabbie. È inoltre forte la presenza di sedimenti marini fossili, soprattutto nelle zone alluvionali, presenza dovuta all'emersione della terra dalle profondità marine durante la formazione della regione nel periodo Mesozoico tra i 130 e i 30 milioni di anni fa. Quest'epoca fu caratterizzata dalla chiusura dello Stretto di Gibilterra, che rese il Mar Mediterraneo un grande lago salato, paludoso e salmastro, poco profondo. Il nome Biferno è quello di uno dei simboli della regione, il fiume Biferno, il più importante che scorre interamente nella regione, già conosciuto in epoca romana e descritto da Plinio e Mela. Lungo i sui 85 chilometri di lunghezza attraversa una valle rocciosa ricca di calanchi e falesie prima di sfociare nel mar Adriatico, ed è caratterizzato da una portata molto importante in inverno, che spesso dava in passato problemi di inondazioni e straripamenti, mentre in estate soffre del problema inverso, trasformandosi in un rigagnolo. Questi problemi sono stati oggi risolti con la costruzione del bacino artificiale conosciuto come il Lago di Gualdalfiera, costruito tra gli anno sessanta e settanta, che consente di alimentare anche l'acquedotto campano. Il clima è di tipo semi continentale in inverno, con temperature che spesso precipitano sotto lo zero e abbondanti nevicate, e più temperato sulla costa.

I vitigni rossi

Il vitigno principale per la produzione del Biferno è il Montepulciano, a cui si affianca l'Aglianico e altri vitigni scuri. Il Montepulciano è un vitigno a bacca nera dall'origine ancora incerta, coltivato in larga parte nell'Italia centrale e anche a sud dove però è utilizzato prevalentemente nei tagli. Di forma e acino medio, la buccia, spessa e compatta, è ricoperta da abbondante pruina, sostanza cerosa di origine naturale che frutti e foglie producono per la protezione dai raggi ultravioletti e la prevenzione della disidratazione. Uva e susine, con le piante grasse, sono le specie che ne fanno più uso. L'Aglianico è probabilmente originario della Grecia, introdotto verso il V secolo a.C. nella fase di colonizzazione che contraddistinse l'Italia meridionale prima dell'affermazione del dominio di Roma. Ha una produttività abbondante, predilige i terreni di origine vulcanica ma si adatta a tutti i tipi di suolo senza particolari problemi ed esigenze, anche se è particolarmente sensibile al freddo. Per questa ultima caratteristica è stato recentemente piantato anche in Australia dove il clima è particolarmente soleggiato e caldo.

Il Biferno DOC rosso

La denominazione di origine controllata Biferno è stata istituita per decreto il 26 aprile 1983, decreto poi interamente sostituito dal nuovo disciplinare del 7 agosto 2006, per cui si può parlare di un DOC completamente nuovo, anche se basato su una legislazione già esistente. Il disciplinare autorizza la produzione di vini bianchi, rossi e rosati nei comuni di Acquaviva Collecroce, Campobasso, Campodipietra, Campomarino, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Collotorto, Ferrazzano, Gambatesa, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Limonano, Lucito, Lupara, Macchia Val Fortore, Mirabello Sannitico, Mafalda, Montagano, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montelongo, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio dei Frentani, Palata, Petacciato, Petrella Tifernina, Pietracatella, Portocannone, Rotello, Santa Croce di Magliano, San Felice del Molise, San Giacomo degli Chiavoni, San Giovanni in Caldo, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Tavenna, Termoli, Toro, Tufara e Ururi, tutti in provincia di Campobasso. Il vitigni autorizzati per la produzione di questo vino sono il Montepulciano, che deve essere presente nella misura che va da un minimo del 70% a un massimo del 80% nell'assemblaggio, l'Aglianico, da un minimo del 10% a un massimo del 20% e altri vitigni a bacca scura non aromatici autorizzati nella provincia di Campobasso per un massimo del 20%. È possibile iscrivere all'albo unicamente i vigneti collinari i cui terreni siano di orientamento adatto e di altitudine non superiore ai 500 metri sul livello del mare. Le rese massime delle uve sono fissate a 14 tonnellate per ettaro per i rossi e 12,5 esclusivamente per il Rosso Riserva Superiore. Le tipologie disciplinate sono il Rosso, il Rosso Riserva e il Rosso Riserva Superiore. Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo per i rossi è del 11,50% vol.; per la tipologia «Biferno» rosso riserva del 13,00% vol., e per la tipologia «Biferno» rosso superiore del 12,50% vol. Il Biferno Rosso è di colore rubino con riflessi granati se invecchiato. L'odore è gradevole, caratteristico, con profumo etereo se invecchiato. In bocca risulta asciutto, armonico, vellutato e giustamente tannico anche nelle versione Riserva e Riserva Superiore, con quest'ultimo molto robusto e strutturato. Il Biferno Rosso Riserva deve subire un periodo d'invecchiamento di almeno 3 anni a far data dal 1° novembre dell'anno di raccolta delle uve. Il Rosso generico si abbina con arrosti di carne rossa, formaggi duri ed erborinati, risotti alle allodole e Sartù napoletano. Il Riserva si accosta anche con la pasta al forno mentre il Superiore incontra tra gli altri la pasta e fagioli e il riso al gorgonzola.

Le aziende

Le Masserie Flocco producono il Sangue di Buoi da terreni argillosi e di medio impasto dal 80% di Montepulciano e il 20% di Aglianico. Il colore è rubino brillante con riflessi granati nell'invecchiamento. Al naso sono forti i profumi di cuoio e resina, con un palato asciutto e morbido; la raccolta delle uve è manuale con macerazione a freddo prima e dopo la fermentazione. Viene affinato per il 50% in acciaio e il restante 50% in botti di rovere francese prima di essere servito a tavola. Borgo di Colledoro produce a Capomarino, su terreni franco argillosi ad altitudini di 100 metri sul livello del mare, il Gironia Biferno DOC affinato per 24 mesi in botti. Il colore è rubino tendente al granata, con gamma olfattiva di marmellata di ciliegie e prugne su note di tabacco. Al palato è intenso e tannico, da servire con zuppe di legumi, caponata, coniglio alla cacciatora e maiale ai peperoni.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Biferno DOC rosso?
    Il Biferno DOC rosso è un vino strutturato ottenuto principalmente dall'assemblaggio di due vitigni autoctoni e internazionali. Il componente dominante è il Montepulciano, che deve costituire dal 70% all'80% dell'assemblaggio, apportando corpo, colore rubino intenso e tannicità morbida. A supportarlo vi è l'Aglianico, presente in percentuale compresa tra il 10% e il 20%, che conferisce acidità, struttura e note aromatiche complesse. È consentito aggiungere fino al 20% di altri vitigni a bacca nera non aromatici autorizzati nella provincia di Campobasso, permettendo ai produttori di bilanciare ulteriormente il profilo organolettico del vino.
  • Quali sono le differenze tra le tre tipologie di Biferno Rosso (Rosso, Riserva e Superiore)?
    Le tre tipologie si distinguono per tempi di invecchiamento, gradazione alcolica e intensità strutturale. Il Biferno Rosso standard richiede un titolo alcolometrico minimo del 11,50% e offre un profilo immediato, ideale per abbinamenti versatili. Il Biferno Rosso Riserva impone un affinamento di almeno 3 anni dal 1° novembre dell'annata e una gradazione minima del 13,00%, sviluppando maggiore complessità aromatica e morbidezza tannica. Infine, il Biferno Rosso Riserva Superiore, pur avendo un titolo alcolometrico minimo leggermente inferiore (12,50%), è definito dal disciplinare come 'molto robusto e strutturato', offrendo la massima concentrazione e capacità di invecchiamento, adatto a piatti molto sapidi.
  • In quali comuni della provincia di Campobasso viene prodotto il Biferno DOC?
    La zona di produzione del Biferno DOC è ampia e comprende quasi tutta la provincia di Campobasso, ad eccezione delle aree appenniniche più elevate. Sono inclusi comuni collinari e costieri come Campobasso, Termoli, Larino, Guardialfiera, Campomarino e Sant'Angelo del Pesco, fino a località interne come Monacilioni e Ururi. Il disciplinare specifica che possono essere iscritti all'albo solo i vigneti situati su terreni collinari con orientamento favorevole e un'altitudine massima di 500 metri sul livello del mare. Questa estensione geografica permette di sfruttare diverse microclimi, dal fresco interno al più mite litoraneo, influenzando le caratteristiche finali del vino.
  • Come si presenta il colore e l'odore del Biferno Rosso in base all'invecchiamento?
    Al momento del consumo, il Biferno Rosso giovane si presenta con un colore rubino vivace e brillante. Man mano che il vino invecchia, specialmente nelle versioni Riserva e Superiore, i riflessi evolvono verso sfumature granate, segno di una corretta maturazione. L'olfatto rivela un profumo gradevole e caratteristico del territorio; nelle annate giovani predominano i frutti rossi, mentre con l'invecchiamento emergono note eteree, speziate e talvolta di cuoio o resina, tipiche dei vini che hanno trascorso tempo in botte. Il palato rimane asciutto, armonico e vellutato, con una tannicità ben integrata che garantisce longevità.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Biferno Rosso e le sue varianti?
    La versatilità del Biferno Rosso lo rende adatto a numerosi piatti della tradizione molisana e non solo. Il Biferno Rosso base accompagna perfettamente arrosti di carne rossa, formaggi duri ed erborinati, risotti alle allodole e il classico Sartù napoletano. Salendo di livello, il Biferno Riserva, grazie alla sua maggiore struttura, si abbilia bene anche con la pasta al forno e piatti più elaborati. Il Biferno Superiore, essendo molto robusto, trova il suo partner ideale in preparazioni sapide e intense come la pasta e fagioli o il riso al gorgonzola, dove la sua tannicità e corporeità possono sostenere i sapori decisi del condimento senza risultare sovrastato.

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