Il metodo classico

La storia del metodo classico

Come tutta l'enologia primordiale, il Metodo Classico, per lo Champagne metodo Champenoise, nacque dal caso e dall'osservazione dei fenomeni di fermentazione, che lentamente nei secoli, portarono quelli che erano dei difetti delle vinificazioni a delle vere e proprie metodologie utilizzate per ottenere un determinato tipo di vino.

I primi spumantizzati venivano spesso ottenuti per errore nell'antichità, per l'usanza di aggiungere elementi zuccherini nel vino al fine di migliorarne i gusti. Spesso queste sostanze zuccherine facevano ripartire la fermentazione, ottenendo così un vino maggiorato in alcol in cui si riaffacciava l'anidride carbonica, che se non lasciata espellere dal contenitore, restava intrappolata.

Successivamente, a partire dal medioevo e più specificatamente dal Rinascimento, nell'Italia centrale si iniziò a cercare di ottenere una spumantizzazione del vino, utilizzando antiche tecniche romane. Ma quello che più cambiò fu la percezione con cui veniva valutato il vino effervescente, che da vino di seconda categoria, iniziò ad essere considerato un vino curativo e corroborante per il corpo. La pensava così la corte papale del quattro e cinquecento, e alcune corti nobili toscane.

Il metodo classico moderno nasce però alla fine del seicento, grazie a Dom Pérignon che per primo fece delle ricerche per ottimizzare la spumantizzazione dello Champagne che era già praticata in modo molto approssimativo a Londra dai commercianti inglesi, che intendevano così aumentare il basso grado alcolico di questi vini.

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I principi del metodo classico

Una fase della seconda fermentazioneIl principio del metodo classico o champenoise nacque nella Champagne sfruttando il semplice effetto della fermentazione, che trasforma gli zuccheri delle uve in alcol e anidride carbonica, grazie all'azione dei lieviti naturalmente presenti nell'aria.

Se si imprigiona l'anidride carbonica all'interno del vino, si ottiene l'effervescenza delle bollicine, che trasforma il vino fermo in un prodotto vivace e gioioso, fresco e celebrativo, da utilizzare nelle occasioni festive e commemorative.

Il metodo classico fu il primo metodo scientifico messo a punto per ottenere questi effetti sul vino. Il vino fermo viene fatto riposare per alcuni mesi, e una volta eliminati i depositi, al vino viene aggiunta una soluzione di lieviti e elementi zuccherini per far ripartire la fermentazione direttamente nella bottiglia.


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Il metodo classico oggi

Per ottenere la seconda fermentazione in bottiglia una volta si aggiungevano semplicemente degli zuccheri, mentre oggi, grazie alla chimica, queste selezioni vengono preparate in laboratorio in modo da ottimizzare i risultati.

Il principio della spumantizzazione utilizzando il metodo champenoise è rimasto fondamentalmente invariato, mentre la tecnologia è notevolmente migliorata, tanto che oggi ogni singolo aspetto della spumantizzazione è completamente sotto il controllo del vinificatore. Oltre ai lieviti da laboratorio sono numerosi gli elementi, che pur essendo concettualmente del secolo scorso, utilizza i nuovi materiali e le nuove conoscenze scientifiche del mondo moderno.




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