un vigneto della champagne classificato premier cru

Curiosità champagne

Classifica Champagne

Gli Champagne per legge hanno varie classificazioni per indirizzare il consumatore verso il tipo di vino che vorrebbero bere. Ecco quindi che quando si compra un brut bisogna sapere che non è la tipologia più secca a disposizione. Conoscere anche la classificazione dei cru è molto importante per riconoscere i prodotti migliori.

di Redazione

30 gennaio 2012

Come classificare gli Champagne

Gli Champagne possono essere classificati secondo vari criteri, tra cui i più utilizzati sono il grado zuccherino residuo e il cru, dove il grado zuccherino residuo è deciso dal produttore a seconda del tipo di champagne che vuole produrre, mentre per la classificazione del cru c'è bisogno di un'analisi molto più approfondita dei terreni che sia poi verificata e certificata da una commissione che si occupa del rispetto della legislazione vigente e delle eventuali modifiche che possono essere necessarie nel tempo. Queste sono le due classificazioni di riferimento per questi vini, ma si possono classificare anche in base ad altre esigenze, non obbligatorie per legge, a seconda di numerosi criteri. Per quanto riguarda il grado di dolcezza la classificazione è quella classica, con le menzioni brut, demi-sec etc che vengono normalmente utilizzate ormai in tutto il mondo. La legge stabilisce di utilizzare diverse menzioni a seconda della quantità di zuccheri residui, quindi, a seconda di quello che troviamo scritto in etichetta, sappiamo se uno Champagne è più o meno secco. La menzione pas dosé indica una quantità di zuccheri residui inferiore ai 3 grammi per litro, extra-brut per zuccheri tra i 3 e i 6 grammi per litro, brut per quelli inferiori ai 12 grammi, extra dry tra i 12 e i 17 grammi, sec o dry tra i 17 e i 32 grammi, demi sec tra i 32 e i 50 grammi e il doux per quelli superiori ai 50 grammi, che corrispondono agli champagne dolci, ormai rarissimi.

La classificazione dei cru

La classificazione per cru è molto importante e radicata nel mondo vinicolo francese, e nell'immaginario collettivo dei cugini d'oltralpe. Questo tipo di classificazione è utilizzato già da due secoli in molte regioni della Francia, prima per tutti ad utilizzarla il Bordolese, dove la prima legislazione moderna per la protezione dei vini tipici fu emanata già nel 1855, sotto Napoleone III. Ogni regione ha una sua commissione che, a seconda dello specifico disciplinare geografico, sviluppa i criteri di scelta dei terreni classificati in cru. Anche questa classifica va dal grand cru al premier cru e via via scendendo. Nel Bordolese ad esempio queste classificazioni vengono rivalutate ogni 5 anni, mentre nella champagne ogni 10 anni. Della commissione fanno parte sia enti governativi che rappresentanti dei produttori.

La classifica degli Champagne

Se poi si intende la classifica come una specie di gara annuale a chi produce lo Champagne migliore, questo tipo di valutazione non è ben definibile per i vini. Un vino infatti, va valutato non solo per le sue qualità organolettiche, ma anche per le sue potenzialità di abbinamento, o ambientali. Riuscire a mettere d'accordo tutti gli addetti ai lavori su un unico vino da eleggere come migliore è molto improbabile, soprattutto perché ogni degustatore aggiunge poi una sua impronta personale alla degustazione, e la scelta è anche molto impegnativa tra i vari grandi vini a disposizione.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Brut e Extra Dry nello Champagne?
    La distinzione fondamentale risiede nella quantità di zuccheri residui presenti nel vino, che ne determina il profilo di dolcezza. Lo Champagne Brut contiene meno di 12 grammi di zucchero per litro, risultando generalmente secco e fresco, ideale per l'aperitivo. L'Extra Dry, nonostante il nome che potrebbe trarre in ingasso suggerendo una maggiore secchezza, contiene invece una quantità di zuccheri compresa tra 12 e 17 grammi per litro. Questa leggera aggiunta di dose rende l'Extra Dry leggermente più morbido e arrotondato al palato rispetto al Brut, offrendo una struttura diversa pur mantenendo un carattere prevalentemente secco. È cruciale leggere l'etichetta per capire esattamente quale stile si sta acquistando.
  • Cosa significa la dicitura 'Pas Dosé' sull'etichetta dello Champagne?
    La dicitura 'Pas Dosé', spesso accompagnata dalle diciture 'Brut Nature' o 'Zero Dosage', indica uno Champagne estremamente secco, caratterizzato da una quantità di zuccheri residui inferiore ai 3 grammi per litro. In pratica, al mosto fermentato non viene aggiunto quasi nulla dopo la seconda fermentazione in bottiglia, preservando l'espressione più pura e cruda del vitigno e del territorio. Questo stile evidenzia acidità e mineralità, rendendolo un vino complesso e adatto a chi cerca la massima espressività tecnica. Essendo privo della dolcezza compensativa della dose, richiede uve di eccellente maturità e salute per bilanciare la percezione acida, rappresentando la forma più autentica e meno manipolata dello Champagne.
  • Come funziona la classificazione dei Cru nello Champagne e quali sono i livelli?
    La classificazione dei Cru nello Champagne si basa sulla qualità intrinseca dei vigneti, valutata attraverso un'analisi approfondita dei terreni, del clima e delle pratiche viticole. Il sistema attribuisce un punteggio percentuale a ciascun villaggio (commune): i Grand Cru ottengono il punteggio massimo di 100%, indicando la qualità eccelsa del suolo e delle uve, mentre i Premier Cru si collocano tra il 90% e il 99%. I villaggi inferiori al 90% non ricevono alcuna menzione specifica sui cru. Questa scala, nota come Échelle des Crus, viene aggiornata ogni dieci anni da una commissione composta da autorità governative e rappresentanti dei produttori, garantendo che la classificazione rifletta le condizioni attuali e le evoluzioni del territorio champenois.
  • Esiste una classifica ufficiale annuale che stabilisce qual è il miglior Champagne?
    Non esiste una classifica ufficiale o una gara annuale che designi un singolo 'miglior' Champagne assoluto. A differenza di altri settori, la valutazione del vino è soggettiva e multidimensionale: oltre alle qualità organolettiche, entrano in gioco fattori come il potenziale di invecchiamento, l'idoneità all'abbinamento alimentare e l'impatto ambientale. Ogni critico o degustatore applica il proprio palato e le proprie preferenze, rendendo impossibile un consenso unanime. Pertanto, parlare di 'classifica' negli Champagne si riferisce principalmente alla gerarchia dei territori (Grand e Premier Cru) o alle scale di dolcezza, piuttosto che a una competizione diretta tra marche o annate specifiche.
  • Quanto varia il contenuto zuccherino tra uno Champagne Demi-Sec e uno Doux?
    La differenza di dolcezza tra Demi-Sec e Doux è significativa e li colloca in fasce distinte della gamma di sapori. Lo Champagne Demi-Sec presenta un contenuto di zuccheri residui compreso tra 32 e 50 grammi per litro; è un vino percepito come moderatamente dolce, spesso consigliato per accompagnare piatti dolci o dessert leggeri. Al contrario, lo Champagne Doux è estremamente dolce, con oltre 50 grammi di zuccheri per litro. Oggi il Doux è diventato raro, poiché il mercato globale predilige stili più secchi. Mentre il Demi-Sec può trovare spazio in contesti specifici, il Doux rappresenta un prodotto di nicchia, storico e poco comune nelle produzioni contemporanee mainstream.

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