Il Belle Epoque

Champagne Francese

Le annate dello Champagne

Più che mai l'annata è uno dei fattori determinanti per lo Champagne. Il clima freddo della regione influisce infatti in modo decisivo sulla riuscita dei vini, e per questo è molto importante sapersi orientare tra i diversi millesimati, con un occhio particolare alle condizioni metereologiche specifiche dei vari anni.

di Redazione

20 gennaio 2012

La decisione del millesimo

Nella Champagne il clima piuttosto freddo crea spesso problemi di maturazione delle uve, con risultati quindi molti diversi tra loro a seconda dell'anno di raccolta delle uve. Non è certamente obbligatorio dichiarare l'annata, o il millesimo, dal francese millésime, in etichetta. Questa è prerogativa esclusiva del produttore, ricordando che la legislazione francese, a differenza degli altri paesi, prevede che se ci si vuole fregiare in etichetta dell'annata di produzione, l'assemblaggio deve essere composto al 100% dall'anno menzionato. Ovviamente le grandi aziende, quelle che favoriscono in assoluto la qualita, sono molto attente a dichiarare il millesimato, e spesso nel caso di annate “cattive”, preferiscono non fregiarsene in etichetta, evitando così critiche da parte degli addetti ai lavori e le conseguenti ricadute d'immagine. Discorso diverso per le case minori, che spesso usano l'annata, anche se non buona, come specchietto per le allodole per i consumatori meno esperti. Comunque i professionisti del settore sanno già quali sono state le annate più favorevoli per lo Champagne, millesimati che descriveremo di seguito. La dichiarazione del millesimato a seconda dell'anno di produzione dipende da molte variabili, a cominciare dal clima. Piogge abbondanti sono nocive allo Champagne ad esempio. È quindi essenziale tenere d'occhio la meteorologia della regione.

Le annate migliori per lo Champagne nel dopoguerra

Nel dopoguerra sono state considerate le migliori annate il 1947, 1949, 1953, 1955, 1959, 1964, 1966, 1971, 1982, 1985, 1989 e il 1990. Queste ultime quattro sono forse le più considerate, forse perché più recenti ben bilanciate e ricche di aromi ed acidità per l'invecchiamento. Del 1985 si segnalano il Bollinger Grande Année, il Dom Pérignon e il Perrier-Jouet Belle Epoque. Il 1982 è considerato invece l'anno del Krug. Gli addetti ai lavori più anziani invece ci parlano molto bene del 1966 e del 1971, con vini di una grande eleganza, quasi perfetti.

Le annate rare dei primi del secolo

Ormai molti dei grandi sommelier dell'epoca sono morti, ma le bottiglie dei primi del novecento, rarissime, ancora esistono nelle cantine di pochi facoltosi. Le cronache ci parlano dei grandi Champagne del 1904, 1911, 1914, 1919, 1921, 1928, 1929 e del 1934. Purtroppo è veramente raro, se non impossibile, degustare una di queste bottiglie, con prezzi decisamente inimmaginabili, e comunque sia ormai vendute soltanto nelle aste.

Le annate discrete

Tra le annate discrete, in cui si possono trovare ottimi Champagne a prezzi inferiori dei grandi millesimati, abbiamo il 1969, il 70, il 73 considerato invece l'annata del secolo per i bianchi francesi fermi, il 75, 76 e 79, il 1981, l'83 e l'88. Per il 1969 si possono trovare ancora ottimi Champagne, grazie all'elevata acidità che ha caratterizzato quest'annata, conservando i vini in ottimo stato finora. Il Salon Le Mesnil di quest'anno è meraviglioso. Stesso discorso per il 1973, con un occhio speciale al Krug, eccezionale. Per il 1975 ormai sembra troppo tardi, con vini che stanno purtroppo deteriorandosi ormai, dopo essere stati messi tra i migliori. Il 1979 e il 1983 sono ora molto rivalutati, dopo un'iniziale acidità troppo elevata, mentre il 1988 è considerato molto ben bilanciato, con vini più secchi del solito che sembra avranno una grossa tenuta.

Le annate da evitare

alcune annate sono decisamente da evitare, e non sembra abbiano nemmeno qualche rara buona riuscita. Si sconsigliano quindi il 67 e 68. il 1972 è considerato addirittura orribile, mentre per il 74 si considerano solo rari rosé. Da evitare il 77, il 78 e l'80, considerati poveri di gusti. Il 1984 è considerato il peggiore del decennio, mentre l'87 è decisamente scialbo, tranne che per il POmmery e il Jacques Selosse . Mediocri il 91, 92 e il 93. Le successive annate sono ancora in attesa di un'attenta valutazione.

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Domande frequenti

  • Perché non tutte le bottiglie di Champagne riportano l'anno di produzione sull'etichetta?
    La dichiarazione del millesimo è una scelta discrezionale del produttore, regolata dalla legge francese che impone che il vino sia composto al 100% dalle uve dell'anno indicato. Le grandi maison evitano spesso di etichettare gli annate considerate 'cattive' o poco equilibrate per tutelare la propria reputazione e la coerenza stilistica del brand. Al contrario, alcuni produttori minori potrebbero utilizzare l'etichettatura annuale anche per anni mediocri come strategia commerciale verso i consumatori meno esperti. Di conseguenza, la maggior parte degli Champagne è un assemblaggio di diverse annate creato per garantire uno stile costante anno dopo anno.
  • Quali sono considerate le annate storiche migliori per lo Champagne nel secondo dopoguerra?
    Le annate più celebrate nel periodo post-bellico includono il 1947, 1949, 1953, 1955, 1959, 1964, 1966, 1971, 1982, 1985, 1989 e 1990. Tra queste, il 1985 e il 1982 spiccano particolarmente: il primo è associato a eccellenze come Bollinger, Dom Pérignon e Perrier-Jouët, mentre il secondo è universalmente riconosciuto come l'anno di riferimento per Krug. Anche il 1966 e il 1971 sono lodati dagli esperti per la loro eleganza e perfezione strutturale, offrendo vini ricchi di aromi e acidità ideali per l'invecchiamento.
  • È possibile acquistare e degustare Champagne delle prime decadi del Novecento oggi?
    Bottiglie di annate come il 1904, 1911, 1914, 1919, 1921, 1928, 1929 e 1934 esistono ancora, ma sono estremamente rare e custodite principalmente in collezioni private o cantine di investitori facoltosi. La loro disponibilità sul mercato è limitata quasi esclusivamente alle aste specializzate, dove i prezzi raggiungono livelli inimmaginabili per il consumatore medio. Degustarle richiede quindi non solo risorse economiche significative, ma anche l'accesso a circuiti elitari, rendendo queste annate oggetti di culto più che bevande comuni.
  • Cosa rende speciali alcune annate considerate 'discrete' rispetto a quelle top?
    Annate come il 1969, 1973, 1975, 1979, 1983 e 1988 offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo rispetto ai grandi millesimati. Il 1969 e il 1973, ad esempio, devono la loro longevità all'elevata acidità naturale, che ha permesso a vini come il Salon Le Mesnil o il Krug di conservarsi magnificamente. Il 1979 e il 1983, inizialmente criticati per l'acidità eccessiva, sono stati rivalutati positivamente col tempo. Il 1988, invece, è apprezzato per il suo equilibrio e la struttura secca, promettendo una lunga tenuta in bottiglia.
  • Quali annate dello scorso secolo dovrebbero essere evitate per qualità scadente?
    Alcuni anni hanno prodotto vini considerati strutturalmente deboli o sbilanciati. In particolare, il 1972 è descritto come orribile, mentre il 1967, 1968, 1977, 1978 e 1980 sono generalmente poveri di gusti. Il 1984 è ritenuto il peggiore del decennio, e il 1987 risulta scialbo, con l'unica eccezione di produzioni specifiche come Pommery e Jacques Selosse. Anche il 1974 è sconsigliato se non si cerca un rosé raro. Infine, gli anni 1991, 1992 e 1993 sono classificati come mediocri, offrendo risultati deludenti per la maggior parte dei produttori.

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