San Severo

La zona vinicola

La zona vinicola del San Severo è pianeggiante, al centro dell'Alto Tavoliere, a 86 metri sul livello del mare, geologicamente appartenente al Quaternario antico, con forte presenza di sabbia e argilla e fossili di origine marina. La zona segue un andamento altimetrico decrescente da ovest (163 m s.l.m.) a est (23 m s.l.m.), mutando progressivamente dalle lievi crespe collinose occidentali alla più regolare piana a oriente.

I corsi d'acqua, come nel resto della regione, sono pochi con il solo fiume Candelaro, i torrenti Triolo, Salsola, Radicosa, Vènolo, Ferrante, Santa Maria e Potesano. Alla scarsità di acque in superficie, quasi del tutto assenti nella stagione estiva, corrisponde una notevole presenza di acque freatiche salmastre, soprattutto nel sottosuolo. Questo perché il Tavoliere delle Puglie ha una forte presenza calcarea, che con i millenni ha subito forti corrosioni e fessurizzazioni come nel resto della regione.

Il clima è mediterraneo, con inverni relativamente freddi, anche se le nevicate sono rare, ed estati molto calde, con forti escursioni termiche. I venti sono frequenti e a volte piuttosto forti.

La leggenda vuole che la città di San Severo, centro di questa denominazione, sia stata fondata dall'eroe greco Diomede col nome di Castrum Drionis (Casteldrione), e sarebbe rimasta pagana fino al 536 d.C., quando la chiesa impose all'abitato un fantomatico governatore Severo, che la convertì al cristianesimo.

Successivamente la città cambiò nome in onore della chiesa di San Severino, al centro dell'antico abitato pagano di cui ci sono innumerevoli stracce archeologiche.

Il San Severo di D'Alfonso del Sordo

Memorie storiche della città di San Severo (rist. anast. Napoli, 1875)

Prezzo: in offerta su Amazon a: 42€


I vitigni rossi

I vitigni rossi coltivati per la produzione di questa denominazione di origine sono il Montepulciano e il Sangiovese con il primo utilizzato come principale.

Il Montepulciano è vigoroso e matura tardi, ma ha produzioni costanti di colore profondo, con un buon grado alcolico e un succo estratto ricco e complesso, tanto da essere ormai considerato dagli enologi uno dei vitigni rossi a più alta qualità.

Predilige terreni a medio impasto, profondi e con buona esposizione, clima caldo e asciutto, inoltre sopporta bene le gelate primaverili, il che lo pone in posizione di favore nel clima della zona che subisce forti escursioni termiche. È abbastanza sensibile all'oidio, meno alla peronospora e alla botrite ed è anche soggetto all'acinellatura verde.


  • Una bottiglia di Aleatico L'Aleatico è prodotto in tutta la regione Puglia, che è divisa in otto subregioni geograficamente differenti, con due zone montuose, il Gargano e l'Appennino Dauno, con i loro 1000 metri circa di alti...
  • Il Solise Riserva, tra i migliori Brindisi DOC L'area vinicola di brindisi è conosciuta fin dai tempi micenei, con una tradizione antichissima continuata poi da Greci e Romani, che ne fecero uno dei vini più famosi dell'Impero, ricercato e prezios...
  • Castel del Monte L'area a nord di Bari è famosa nella zona per il suo Castel del Monte, residenza e fortezza dell'Imperatore normanno Federico II che lo fece costruire nel XIII secolo sulle Murge a 560 metri sul livel...
  • Cacc'e Mmitte La zona vinicola interessata dalla produzione del Cacc'e Mmitte è nell'Alto Tavoliere delle Puglie, nel nord della Puglia, 40 chilometri ad est di Foggia. Una zona pianeggiante quindi, storicamente vo...

Napoli, la Cappella San Severo. La storia, le opere, gli artisti

Prezzo: in offerta su Amazon a: 12,75€
(Risparmi 2,25€)


Il San Severo DOC rosso

Le zone di coltivazione del Montepulciano Il San Severo è una delle prime denominazione di origine controllata approvate da un decreto della Repubblica Italiana. Nacque infatti il 19 aprile del 1968 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rosati e rossi nei territori comunali di San Severo (comprese le due frazioni denominate Salsola e Vulganello del comune di San Severo ricadenti in territorio di Foggia), Torremaggiore (compresa la frazione di Castelnuovo della Daunia, Masseria Monachelle, inclusa nel territorio di Torremaggiore), San Paolo di Civitate e parte dei territori dei comuni di Apricena, Lucera, Poggio Imperiale e Lesina, tutti in provincia di Foggia.

Le uve autorizzate dal disciplinare sono il Montepulciano nella percentuale dal 70 al 100% dell'assemblaggio, e l'eventuale partecipazione del Sangiovese per un massimo del 30%.

Le rese massime autorizzate sono fissate a 12 tonnellate per ettaro e le uve devono garantire un grado alcolico minimo di 11,00% vol.

È prevista per questa denominazione la sola produzione del Rosso generico (oltre naturalmente ai già citati bianchi e rosati) senza nessuna altra menzione.

Il vino San Severo Rosso ha colore rosso rubino che tende al mattone con l’invecchiamento, o rosato tendente al rubino. Il profumo è vinoso e gradevole, con sapore asciutto ed armonico, di buon corpo. Si abbina bene con le carni bianche arrostite, l'abbacchio al forno, le minestre asciutte e i formaggi duri.


Le aziende

A San Severo D'Alfonso del Sordo ha tra la sua ottima produzione anche il San Severo Rosso (oltre al bianco e al rosato) dal 70% di Montepulciano e il 30% di Sangiovese. Ha profumi di ciliegia sotto spirito e rose. Al palato si mantiene fruttato, con tannini giovani e schietti. L'abbinamento ideale è con il filetto.

Cantina Ariano vinifica il Terra Quadra dal colore rubino e i profumi intensi di vaniglia e il gusto di caffè tostato. La vinificazione è al 100% dal Montepulciano e viene affinato prima nelle barrique di rovere francese e poi in un'elegante bottiglia. Ottimo per i secondi piatti dal sapore deciso quali gli arrosti e le carni speziate, ma anche i formaggi molto stagionati. Da servire tra i 18 e i 20°C.

L'Antica Cantina San Severo vinifica due buoni San Severo Rosso, che hanno già vinto numerosi premi e alcune medaglie d'oro in molti concorsi, fin dal 1° premio alla fiera internazionale di Tripoli del 1939.

Da segnalare anche l'azienda Teanum, che vinifica il suo San Severo Rosso Favùgne, dal nome del vento caldo e afoso che spesso spira sul Tavoliere e che sembra caratterizzò la famosa battaglia di Canne tra i Romani e i Cartaginesi di Annibale.



Guarda il Video

COMMENTI SULL' ARTICOLO