Botti per l'invecchiamento

Vino rosso pugliese

Rosso Canosa

Nell'antico comune di Canosa di Puglia si vinificano dei buoni vini dall'Uva di Troia e dal Montepulciano, a volte con il Sangiovese. Il terreno è ideale con notevole presenza di calcare e argilla.

di Redazione

07 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area vinicola del Rosso Canosa è collocata sul margine nord-occidentale dell’altopiano delle Murge da cui domina la valle dell’Ofanto e l’estesa pianura del Tavoliere delle Puglie. L'area è molto piccola, geologicamente e morfologicamente del tutto uguale al resto della Puglia. Le Murge sono una zona collinare di tipologia carsica, con notevole presenza di argille e terre rosse, con strati sedimentati di fossili marini, emersi dai fondali del mar Adriatico durante la formazione della regione nata per sollevamento dovuto allo scontro tra le placche africana ed europea. Il territorio, molto livellato, è attraversato dal piu importante fiume pugliese, l'Ofanto, con un'altitudine media di 120 metri sul livello del mare, a 20 chilometri dall'Adriatico. Il versante su cui è edificata la città è prevalentemente argilloso e sabbioso sulla superficie e copre uno strato calcareo (Calcareniti di Gravina) che costituisce il tipico tufo di colore bianco-giallastro e facilmente disgregabile. La caratteristica carsica del territorio ha permesso la formazione di numerose cavita e grotte, un tempo usate anche come cantine, ma anche posto un problema di dissesto e sprofondamento dovuto ad esse e allo spietramento per nuovi campi coltivabili. Il clima è mite e temperato, con estati lunghe e brevi periodi freddi in inverno. Le primavere e gli autunni sono molto confortevoli. La zona è abitata già dal neolitico (circa 6000 a.C.) ed è forse il sito archeologico più antico della Puglia. Successivamente la leggenda dice che la città fu poi fondata dall'eroe omerico Diomede, per poi far parte della Magna Grecia e con i Romani, dal 88 a.C. beneficiò dello status di Municipium. In seguito, tra il 110 e il 150 d.C., il passaggio della via Traiana e la costruzione dell'acquedotto Erode Attico ne svilupparono notevolmente la già fiorente agricoltura e commercio.

I vitigni rossi

Il vitigno principale utilizzato per questa denominazione è l'Uva di Troia, con le secondarie Montepulciano e Sangiovese. Si suppone dal nome che l'Uva di Troia sia originaria della famosa citta distrutta nel poema di Omero e importata successivamente degli esuli, ma non ci sono fonti storiche a testimonianza di questa ipotesi che sembra anche piuttosto inverosimili vista l'eventuale precipitosa fuga che questi dovrebbero aver subito e la sua origine è tuttora incerta. La sua presenza in Puglia è comunque molto antica. Ha una buccia spessa e consistente con alte concentrazioni di pruina e colori violetti. Mediamente produttiva ha molta resistenza ai climi caldi, ma la sua produzione è limitata alla sola Puglia.

Il Rosso Canosa DOC

La denominazione di origine controllata Rosso Canosa fu istituita per decreto il 24 febbraio 1979 per autorizzare la produzione di vino rosso nel territorio comunale di Canosa di Puglia in provincia di Bari. Le uve autorizzate sono l'Uva di Troia che deve essere presente per almeno un minimo del 65% nell'assemblaggio a cui possono concorrere alla produzione del vino anche le uve provenienti dai vitigni Montepulciano e Sangiovese presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 35% con la presenza del vitigno Sangiovese limitata al 15% del totale delle viti. E’ consentita inoltre la presenza nei vigneti degli altri vitigni autorizzati per la provincia fino ad un massimo del 5% del totale delle viti. Le rese massime autorizzate sono di 14 tonnellate per ettaro e le operazioni di vinificazione possono essere effettuate anche nei territori dei comuni limitrofi Andria, Barletta e Minervino Murge, sempre nel rispetto del disciplinare. Le uve devono garantire un grado alcolico minimo di 11,50% vol. Sono autorizzate le tipologie Rosso e Rosso Riserva; quest'ultimo deve garantire un grado alcolico minimo di 12,50% vol e deve essere invecchiato per almeno due anni di cui almeno uno in botte a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia. Il Rosso Canosa ha colore rosso rubino più o meno intenso con un profumo vinoso,gradevole e caratteristico. Al palato è asciutto, sapido, di buon corpo, giustamente tannico e armonico. A tavola incontra le carni rosse al forno, le minestre di verdure e i formaggi semi stagionati. Il vino Rosso Canosa Riserva è di colore rosso rubino intenso tendente all’aranciato con l’età. Al naso è intenso, etereo, alcolico, caratteristico. Il gusto è asciutto, vellutato, sapido, giustamente tannico e con retrogusto piacevolmente amarognolo. Più indicato per carni rosse anche elaborate.

Le aziende

A Canosa l'azienda Cefalicchio produce i suoi vini secondo la tradizione dell'agricoltura biodinamica. Produce un buon Rosso Canosa al 100% dall'Uva di Troia dal colore rubino sfumato. Il naso è franco, dai profumi di ciliegia matura e violetta, carruba e pepe con sfumature animali. Al palato è fresco, equilibrato. Invecchia un anno in botte grande e si abbina bene con la pasta e fagioli. Azienda Vinicola Due L.M. vinifica dal 65% di Uva di Troia e 35% di Montepulciano su terreni calcarei argillosi un Rosso austero ed elegante con i sentori di mandorlo. Si abbina ottimamente agli arrosti, alla cacciagione e ai formaggi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni obbligatori e permessi nel Rosso Canosa DOC?
    Il Rosso Canosa DOC richiede un assemblaggio basato principalmente sull'Uva di Troia, che deve costituire almeno il 65% del blend. Alla produzione possono concorrere altri vitigni a bacca rossa, specificamente Montepulciano e Sangiovese, che insieme non possono superare il 35% del totale. È importante notare che la quota di Sangiovese è ulteriormente limitata al massimo del 15% rispetto alle uve totali. Inoltre, il disciplinare consente la presenza fino al 5% di altri vitigni bianchi o rossi autorizzati nella provincia di Bari, garantendo così una certa flessibilità per i produttori nel creare profili aromatici unici pur mantenendo l'identità territoriale del vino.
  • Qual è la differenza tecnica e organolettica tra Rosso Canosa e Rosso Canosa Riserva?
    La distinzione principale risiede nell'invecchiamento e nel titolo alcolometrico. Il Rosso Canosa standard richiede un minimo di 11,5% vol e presenta note fresche di ciliegia e viola. Il Rosso Canosa Riserva, invece, impone un invecchiamento obbligatorio di almeno due anni, di cui uno in botti di legno, a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia. Questo affinamento conferisce al vino un colore rosso rubino intenso che tende all'aranciato con l'età, un profumo più etereo e complesso, e un gusto vellutato con un retrogusto piacevolmente amarognolo. Inoltre, il Riserva deve raggiungere un titolo alcolometrico minimo superiore, pari a 12,5% vol, offrendo una struttura più adatta a carni rosse elaborate e cacciagione.
  • Come influiscono il suolo e il clima delle Murge sulle caratteristiche del vino?
    Il territorio di Canosa si trova sul margine nord-occidentale delle Murge, caratterizzato da un suolo carsico ricco di argille, terre rosse e uno strato profondo di calcare (Calcareniti di Gravina). Questa composizione pedologica, unita a un clima mite mediterraneo con estati lunghe e inverni brevi, favorisce una maturazione graduale delle uve. La presenza di fossili marini e la natura drenante del terreno stressano moderatamente la vite, concentrando gli aromi. L'Uva di Troia, vitigno principe della zona, sviluppa così bucce spesse e ricche di antociani, garantendo al vino finale una buona struttura, sapidità e quel carattere tannico giusto che lo rende armonico e longevo.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Rosso Canosa DOC?
    Grazie alla sua struttura sapida e al giusto equilibrio tannico, il Rosso Canosa si abbina perfettamente a primi piatti robusti come la pasta e fagioli, tipica della tradizione locale, o a minestre di verdure. Per quanto riguarda i secondi, è ideale con carni rosse cotte al forno, arrosti e cacciagione, dove la sua acidità e struttura aiutano a sgrassare il palato. Si accompagna egregiamente anche a formaggi semi-stazionati. Se si opta per la versione Riserva, l'affinamento in legno e la maggiore complessità aromatica permettono di accompagnare piatti di carne ancora più elaborati, cacciagione selvatica e formaggi a pasta dura o stagionati, sfruttando le note eteree e il retrogusto amarognolo.
  • Cosa distingue le produzioni biodinamiche come quella di Cefalicchio?
    Aziende come Cefalicchio applicano principi di agricoltura biodinamica, un approccio olistico che considera il vigneto come un organismo vivente autosufficiente, evitando input chimici esterni e rispettando i ritmi cosmici. Nel caso specifico del loro Rosso Canosa 100% Uva di Troia, questo metodo si traduce in un vino dal colore rubino sfumato e un naso franco che evidenzia note di ciliegia matura, violetta, carruba e pepe, con possibili sfumature animali tipiche di una vinatura pulita e naturale. Al palato risulta fresco ed equilibrato, dopo un invecchiamento di un anno in grandi botti. Questo approccio preserva l'espressione autentica del terroir murges, offrendo un vino elegante e pronto per abbinamenti semplici ma genuini.

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