Conero

La zona vinicola

L'area di interesse vinicolo del Conero DOCG appartiene alla provincia di Ancona, su un territorio in massima parte collinare con assenza di cime particolarmente elevate, con il solo Monte Conero (572 metri sul livello del mare) a dare il nome alla denominazione.

La geologia del territorio coinvolge numerose ere, a partire dall’inizio del Cretaceo (140-105 milioni di anni fa ) quando inizia a formarsi la sedimentazione carbonatica per un livellamento parziale del fondo marino, simile sia nei bacini sia nei rilievi. In questo periodo si forma la maiolica, costituita da tipici calcari compatti, a grana finissima ,e selci grigiastre. Qui si rinvengono piccoli fossili come Radiolari, Crossicollarie e Calpionelle e in alcuni strati macrofossili di pesci e Ammoniti.

Nel Cretaceo inizia l’apertura tramite lo Stretto di Gibilterra all’Oceano Atlantico come conseguenza dell’avvicinamento dell’Africa all’Europa; nel bacino marchigiano si interrompe la sedimentazione prevalentemente carbonatica ed inizia quella con apporto argilloso, con la formazione anche delle marne a fucoidi, e le rocce a scaglia rosa, caratterizzata da strati piccoli e grandi di calcari e argilla (calcari marnosi) di colore rossastro dovuto alla presenza di ossidi, soprattutto di ematite. Successivamente, 45 milioni di anni fa, si assiste a un progressivo aumento della frazione argillosa nella scaglia rosata. Sono presenti anche sedimenti di natura lavica, legati all’attività vulcanica del fondo del mare.

Anche nelle Marche si manifesta un ambiente evaporitico dovuto alla successiva richiusura dello Stretto di Gibilterra e la conseguente salinizzazione con la scomparsa degli animali bentonici, che vivono sul fondo, e vanno aumentando quelli che galleggiano sulle acque superficiali (specialmente Diatomee dal guscio siliceo) ed organismi più grandi acquatici che esistono all'alta salinità (Molluschi). Si deposita la formazione gessosa-solfifera costituita da marne argillose scure, marne tripolacee (Diatomee), argille bituminose e rocce solfatiche.

La sequenza sedimentaria finisce nel Pleistocene inferiore con sabbia di spiaggia e, superiormente con depositi ghiaiosi riferibili ad elementi fluviali o di piene alluvionali.

Il clima è tipico mediterraneo, con temperature miti, quando, durante la stagione invernale le temperature difficilmente scendono sotto lo zero assestandosi intorno ai 7°-8° gradi di media.

In estate solo in alcuni casi superano i 35°, ma la presenza di una forte umidità rende il clima molto umido e umido.

Una cantine marchigiana

Marche. Ancona, il Cònero, le spiagge, Urbino e il Montefeltro, Ascoli Piceno e i Sibillini

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I vitigni rossi

L'etichetta del Cùmaro di Umani Ronchi Il vitigno principale per la vinificazione del Conero DOCG è il classico Montepulciano, vitigno principe del centro Italia, accompagnato dall'altro protagonista indiscusso di questa macro area del bel paese, il Sangiovese.

Il Montepulciano è dall'origine incerta, coltivato in larga parte nell'Italia centrale e anche a sud dove è maggiormente utilizzato nei tagli.

L'acino è medio, dalla buccia, spessa e compatta, con alte concentrazioni di pruina, sostanza cerosa di origine naturale prodotta da molti frutti e piante in protezione dai raggi ultravioletti e della disidratazione.

Il Montepulciano, nel passato utilizzato solo per i tagli, producono vini di eccellenza per potenza, eleganza e gamma olfattiva ormai riconosciuti a livello mondiale. I sono tannini fitti e morbidi e al naso si caratterizza per i sentori di ciliegia e di marasca, con finali pieni e strutturati e una notevole alcolicità.

Il Sangiovese è uno dei vitigni italiani più antichi d'Italia, come attesta l'etimologia “pagana” della parola che significa “sangue di Giove" già noto agli Etruschi e senz'altro di origine toscana. E' senz'altro l'uva a bacca rossa più diffusa in Italia, diviso in due categorie: il Sangiovese Grosso, il più pregiato, del quale viene coltivata una quantità limitata e il Sangiovese Piccolo, il più comune.

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Il Conero DOCG

Il Montepulciano La denominazione di origine controllata e garantita Conero è stata istituita il 1° settembre 2001 per autorizzare la produzione di vini rossi nei territori comunali di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo Numana e parte dei comuni di Castelfidardo ed Osimo, tutti in provincia di Ancona.

L'uva autorizzata per la produzione dei vini è il Montepulciano, presente per un minimo del 85% nell'assemblaggio, a cui può concorrere fino a un massimo del 15% il Sangiovese.

L'iscrizione nell'Albo è riservata ai vigneti bene esposti, con esclusione di quelli impiantati in terreni umidi e non soleggiati.

La resa massima dell'uva ammessa non deve essere superiore alle 13 tonnellate per ettaro, e si deve assicurare un titolo alcolometrico naturale minimo di 11,50% vol.

Le operazioni di vinificazione possono essere effettuate anche nelle frazioni di Barcaglione e Guastuglia del comune di Falconara Marittima, sempre in provincia di Ancona.

Il Conero DOCG ha colore rosso rubino con odore gradevole e vinoso. Il sapore è armonico, asciutto e ricco di corpo.

Il vino prima di essere commercializzato deve essere sottoposto ad un periodo d'invecchiamento di almeno 2 anni a decorrere dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve. Per questo vino gli abbinamenti sono gli stessi del DOC.


Le aziende

La più famosa è l'azienda Umani Ronchi che vinifica il Conero Riserva DOCG Cùmaro dal colore rosso rubino fitto, con sentori ben fruttati e maturi di prugna, ribes e marasca su basi speziate di pepe nero, vaniglia e tabacco. Al palato è morbido, con tannini levigati e finale al cioccolato. Per lui ragù e piccoli uccelli in umido.




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