Aleatico

Vitigni rossi

Aleatico

L'Aleatico è un antico vitigno utilizzato quasi esclusivamente per l'appassimento e per produrre ottimi vini dolci da dessert o da meditazione. La Toscana, sua probabile terra d'origine, e la Puglia sono le due regioni che lo producono in Italia, seppur in quantità limitata.

di Redazione

26 agosto 2012

La varietà

L'Aleatico è un vitigno rosso particolare e aromatico della Toscana, forse importato nella regione dai Greci al tempo delle loro colonizzazioni nella penisola italiana. La sua origine rimane comunque incerta e il suo forte aroma di Muscat suggerisce anche una diversa provenienza come mutazione rossa, naturale e spontanea, del Muscat Blanc à Petit Grain. Le prime testimonianze scritte risalgono al trecento quando veniva chiamato, nell'opinione del De Crescenzi, Livatica. La sua provenienza greca troverebbe valore dal testo di metà del novecento di Logothesis in cui si fa riferimento al Liatico di Creta conosciuto ed apprezzato già nel XVI secolo, quando Francesco Redi, poeta e scienziato dei Medici, ne tesseva le lodi nel Bacco in Toscana. Sempre un artista protetto da casa Medici, il pittore Bartolomeo del Bimbo, lo raffigurò in un suo quadro nel seicento con il nome di Liatico della Villa de' Biadori. Altre testimonianze storiche lo descrivono tra i protagonisti delle Colline Pisane (Giovanni Mariti, 1797) , e tra quelli della Val di Nievole (Sismondi 1801), come uva moscato rossa. Di Rovasenda a fine ottocento invece lo colloca in provincia di Lucca descrivendolo come Aleatico ciliegino noto anche con il nome Occhio di Pernice. Tra i vari sinonimi con cui è stato descritto troviamo Aleatico di Portoferraio, Uva Liatica, Leatico, Aliatico, Aleatica, Aleatico nero di Firenze e Aleatico gentile. Le testimonianze riguardano anche le isole del Tirreno come la Corsica dove veniva assemblato nel Rappu, un vino di alta alcolicità e struttura. Non è comunque molto diffusa, anche la si trova in piccole superfici anche nel Lazio e in Puglia. In Toscana occupa circa 65 ettari di cui una quarantina nelle aree a denominazione di origine. La si trova soprattutto all'isola d'Elba e in provincia di Grosseto. Negli ultimi anni anche grazie a vinificazioni più attente nella versione dolce e passito sta leggermente ampliando la sua superficie vitata. Presenta un grappolo di medie dimensioni, alato e compatto, con acino sempre di medie dimensioni, sferico, con buccia blu leggermente spessa, molto concentrata in pruina. Il germogliamento è abbastanza precoce, mentre la maturazione è di medio periodo, a volte leggermente precoce, comunque nelle prime due settimane di settembre. Ha un buona tolleranza alle malattie anche se può soffrire di acinellatura. Viene coltivata su terreni collinari sciolti di buona esposizione e temperature calde. La sua terra d'elezione resta comunque l'Elba, dove viene generalmente appassita.

I vini dell'Aleatico

L'Aleatico viene principalmente appassito per ottenere vini dolci da dessert. Fa parte comunque anche di numerosi assemblaggi nella versione secca come nel DOC Bolgheri rosato, nell'Elba rosso, nel Vinsanto Occhio di Pernice, nel Monteregio, nel Parrina e negli IGT Maremma toscana e Toscano. Al di fuori della Toscana lo si trova nel Aleatico di Gradoli, nel Aleatico di Puglia, nel Gioia del Colle, nel Salice talentino, nell'Orvieto, nel Val di Cornia e nel Sovana. Può, in queste denominazioni, essere vinificato anche in purezza. Dall'Aleatico si vinifica un passito rosso rubino intenso con sfumature violacee che tendono all'ambrato con l'invecchiamento. Ha un buon impianto olfattivo persistente, dove predomina l'aroma di sottobosco, finito dalla rosa e dall'amarena. Il palato è generalmente morbido e setoso, con richiami gustativi all'impianto olfattivo sfumato nella frutta secca. Gli aromi di Moscato sono ugualmente presenti, per cui se ne presuppone l'origine da questo vitigno.

I produttori

Un ottimo Aleatico in purezza è vinificato da Petricci e Del Pianta nel suo Val di Cornia Aleatico Stillo Passito di 15% vol di un bel rubino porpora. Bei profumi di ciliegia sotto spirito con sfumature di iris aprono alle more in confettura e allo smalto. Dolce, morbido e fresco il palato ha un buon equilibrio. Da provare con le crepes ai lamponi. Ottimo anche l'Elba Aleatico DOC di Cecilia, puro, dolce, di 15% vol con begli aromi di mirtilli, fragole e gerani sorretti da note di noce moscata. Struttura piena ed equilibrata al palato per le sfogliatine alle fragole. Da Bulichella invece l'ottimo Aleatico IGT ancora più alcolico, 16% vol, ancora con le ciliege sotto spirito in primo piano aperte da nette sensazioni di rosa e chiuse da toni iodati. Strutturato e ben dolce, dai tannini ben modellati, il palato si associa bene alle crostate di frutta rossa. Sempre un buon Elba Aleatico viene da Acquabona, puro da 14% vol. Un vino dai toni porpora, con frutti rossi in confettura, fiori di gelso e spezie dolci e nere nell'impianto olfattivo. Bel palato avvolgente e dolce con una bella persistenza. Ottimo con il cioccolato speziato o al peperoncino. Al di fuori della Toscana è la Puglia l'altra regione protagonista per l'Aleatico, vinificato ottimamente in assemblaggio con la malvasia Nera da Valle dell'Asso nel suo Il Macàro S.A. IGT, un bel vino dolce da 15% vol vestito di arancio scuro. Alla frutta sotto spirito nel naso seguono la frutta secca e le spezie con toni leggermente tostati. Il palato è caldo e sapido. Dopo sei anni d'invecchiamento si degusta con il pecorino di fossa. Santi Dimitri invece vinifica un puro Aleatico Passito Serra dei Santi con aperture ai frutti di bosco, profumi di rosa finiti da tocchi minerali. Il corpo è solido, ben strutturato, con una buona freschezza da associare alla pasta frolla ai frutti di bosco e gelatina.

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Domande frequenti

  • Qual è l'origine botanica e storica dell'Aleatico?
    L'Aleatico è un vitigno rosso antico, probabilmente introdotto in Toscana dai Greci durante le colonizzazioni, anche se la sua origine esatta rimane incerta. Molti esperti ipotizzano sia una mutazione rossa spontanea del Muscat Blanc à Petit Grain, dato il suo marcato aroma moscato. Le prime testimonianze scritte risalgono al Trecento, quando era noto come 'Livatica'. Nel corso dei secoli, è stato celebrato da figure illustri come Francesco Redi e ritratto da artisti medicei, confermandosi come uva moscato rossa nelle zone collinari pisane, lucchesi e, soprattutto, sull'Isola d'Elba.
  • Come si presenta fisicamente il grappolo e l'acino di Aleatico?
    Il vitigno produce un grappolo di medie dimensioni, alato e compatto. L'acino è anch'esso di media grandezza, di forma sferica, caratterizzato da una buccia blu piuttosto spessa e ricca di pruina. La pianta ha un germogliamento precoce e una maturazione che avviene mediamente, talvolta leggermente anticipata, nelle prime due settimane di settembre. Sebbene mostri una buona tolleranza generale alle malattie, può essere soggetto ad acinellatura, richiedendo quindi attenzione nella gestione del vigneto per garantire una vendemmia sana e di qualità.
  • In quali regioni italiane si coltiva l'Aleatico e qual è la zona principale?
    La Toscana è la patria storica e principale area di coltivazione dell'Aleatico, con circa 65 ettari totali, di cui una quarantina destinati a denominazioni di origine controllata. Le zone più significative sono l'Isola d'Elba e la provincia di Grosseto. Fuori dalla Toscana, il vitigno è presente in piccole quantità nel Lazio e in Puglia, quest'ultima considerata la seconda regione produttrice importante. Nonostante la sua rarità, negli ultimi anni la superficie vitata è in leggera espansione grazie a migliori tecniche di vinificazione, specialmente per le versioni dolci e passito.
  • Che caratteristiche organolettiche hanno i vini prodotti con Aleatico?
    I vini all'Aleatico, spesso ottenuti per appassimento, presentano un colore rosso rubino intenso con sfumature violacee che tendono all'ambrato con l'invecchiamento. L'aroma è persistente e complesso, dominato da note di sottobosco, rosa e amarena, con evidenti richiami al Moscato. Al palato si mostra morbido, setoso e dolce, con sentori di frutta secca e frutti rossi. La struttura è equilibrata, con tannini ben modellati, offrendo una buona freschezza e persistenza finale che lo rende ideale per accompagnare dolci o formaggi stagionati.
  • Quali sono gli abbinamenti gastronomici consigliati per l'Aleatico?
    Grazie alla sua natura dolce e aromatica, l'Aleatico si abbina perfettamente ai dolci da dessert. È eccellente con crepes ai lamponi, sfogliatine alle fragole, crostate di frutta rossa e paste frolla ai frutti di bosco. La sua versatilità permette abbinamenti insoliti ma efficaci, come il cioccolato speziato o al peperoncino, dove le note speziate del vino esaltano quelle del cacao. Per le versioni pugliesi o invecchiate, può accompagnare formaggi di media stagionatura come il pecorino di fossa, bilanciando sapidità e dolcezza.

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