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Sant'Agata dei Goti

Aggiornato il 14 gennaio 20144 capitoli5 domande frequenti
Sant Agata dei Goti

La zona vinicola

L'area di vinificazione del Sant'Agata dei Goti DOC riguarda una ristretta area corrispondente al territorio comunale dell'omonimo comune, in una zona al centro dell'Irpinia, ne pieno della catena montuosa dell'Appennino Campano. Geologicamente il territorio è costituito nella parte nord-occidentale da litologie parte delle Unità Sannitiche in cui si vi sono conformazioni calcaree, arenarie e marnose, con marne di Campoli. La parte sud del territorio è costituito da litologie delle Unità Tettoniche Carbonatiche, con calcari a Radiolaritidi ed altri. Oltre a queste conformazioni si trovano anche dei depositi vulcanici. Vi è chiaramente la presenza di faglie a carattere regionale ben note data la natura sismica dell'Irpinia. L'area si è conformata dall'emersione dell'Appennino dal fondo marino dell'antica Tetide, di origine cenozoica. Questa emersione, dopo aver subito successive immersioni alterne, trova la sua conformazione naturale dall'azione degli agenti atmosferici e naturali. Vi sono infatti anche forme di origine torrentizia dove alcuni pendii sono costituiti da terrazzi vulcanica dovuti alla sedimentazioni delle Ignimbriti Campane espulse da antichi vulcani. I torrenti hanno naturalmente anche scavato solchi e valli. Alcune colline della zona si presentano a forma piramidale con inclinazioni di circa 30 gradi, dove sono stati ricavati dei terrazzamenti artificiali a scopo agricolo già nei secoli passati. Il clima dell'Irpinia è di tipo continentale, classico degli Appennini con estati fresche e inverni rigidi, spesso nevosi. Questa è infatti la zona delle uve amanti del freddo, o che comunque vi si trovano a loro agio.

I vitigni bianchi

I vitigni utilizzati per questa produzione sono infatti il Falanghina e il Greco, due vitigni che pur non essendo “nordici”, non soffrono particolarmente il freddo. Entrambi sono antichissimi e presenti sul territorio già dai tempi antichi. Come facilmente intuibile il Greco risale alla prima colonizzazione ellenica del VIII secolo avanti Cristo, e la Falanghina dovrebbe essere o contemporanea o immediatamente successiva. Il suo nome infatti deriva da Falangos, che in greco riassume nel significato il modo per allevarla, ovvero con il supporto di legacci fissati ai pali. Questo metodo dall'allevamento in verità non viene più usato da qualche decennio e questa decisione ha sancito il grande successo che la Falanghina ha riscontrato negli ultimi tempi, migliorando nettamente la sua qualità. Anche il Greco esprime una grande qualità, in particolare in Campania ed in Calabria, anche se in questa ultima regione non ha ancora avuto quel lancio pubblicitario degno della sua bontà. I vini sono molto aromatici, per entrambi i vitigni, e trovano numerosi abbinamenti, nelle varie tipologie.

Il Sant'Agata dei Goti

I vini a DOC Sant’Agata dei Goti sono nati con il decreto del 6 agosto 1993 che autorizza la produzione di vini bianchi, rossi e rosati nel solo comune omonimo di Sant'Agata dei Goti in provincia di Benevento. I vini bianchi devono avere una base ampelografica composta dal 40 al 60% di Falanghina e dal 40 al 60% di Greco, a cui possono essere aggiunti altri vitigno autorizzati in regione. Vengono prodotte anche le tipologie monovarietali per entrambi i vitigni che devono essere presenti per almeno il 90% nell'assemblaggio. Viene prodotta anche la tipologia Falanghina Passito. Possono essere sfruttati solo i vigneti posti su terreni argillosi, calcarei e tufacei coltivati in collina. Le rese massime delle uve sono di 10 tonnellate per ettaro per il generico bianco e di 11 per le tipologie poi vinificate monovarietali. Le gradazioni alcoliche naturali minime invece sono fissate e 11,00% vvol per il Sant’Agata dei Goti bianco e di 10,50% vol per le due tipologie monovarietali. Il Sant’Agata dei Goti bianco è un vino di colore paglierino chiaro, con una gamma olfattiva intenso e penetrante, molto presente. Al palato risulta asciutto e delicato, con un corpo pieno e strutturato. Il Sant’Agata dei Goti Falanghina è sempre paglierino con venature verdognole e profumi fruttati, con palato asciutto e fresco. Anche il Sant’Agata dei Goti Greco ha queste caratteristiche ma in bocca risulta più vivace. Il Sant’Agata dei Goti Falanghina passito è di colore ambrato e profumi aromatici dolci, con un palato amabile o dolce, molto alcolico, sui 15,00% vol.

I produttori

Mustilli è una delle poche aziende, a causa della ristrettissima zona geografica di produzione e imbottigliamento, che vinifica il Sant'Agata dei Goti e lo fa con un ottimo Falanghina Vigna Segreta con il vitigno in purezza di buon tenore alcolico: 13,50% vol. Bello il colore dorato carico del vino, con una gamma aromatica complessa e matura ai frutti esotici e secchi. Al miele millefiori e al cioccolato bianco. Ottimo palato equilibrato e morbido, dopo 9 mesi passati in barrique. L'abbinamento perfetto è con le fettuccine al tartufo. Mustilli vinifica anche un Sant'Agata Falanghina meno pregiato ma di un bel colore paglierino e profumi di mela renetta e fiori di campo. Bella sapidità al palato, ottima per la pasta con i totani.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali e le percentuali obbligatorie per il Sant'Agata dei Goti bianco?
    Il vino bianco Sant'Agata dei Goti DOC è definito principalmente dall'assemblaggio di due vitigni autoctoni campani: Falanghina e Greco. Per la versione base, la normativa impone che ciascun vitigno costituisca tra il 40% e il 60% del blend, garantendo un equilibrio armonioso tra le caratteristiche aromatiche della Falanghina e la struttura del Greco. È consentito l'aggiunta di altri vitigni bianchi autorizzati in regione fino al massimo residuo. Esistono inoltre le versioni monovitigno, dove Falanghina o Greco devono rappresentare almeno il 90% dell'assemblaggio, permettendo agli appassionati di apprezzare le specificità individuali di ciascuna uva. Questa flessibilità ampelografica riflette la tradizione locale e l'adattamento ai diversi microclimi del territorio.
  • Come influisce il terreno vulcanico e geologico sulla qualità del vino?
    La zona di produzione si distingue per una complessa stratificazione geologica che include litografie calcaree, arenarie, marnose e significativi depositi vulcanici derivanti dalle antiche eruzioni campane (Ignimbriti). Questi terreni, spesso ricchi di tufo e argilla, conferiscono ai vini una mineralità distintiva e una buona acidità naturale, elementi cruciali per la longevità e la struttura. La presenza di pendii ripidi, talvolta terrazzati artificialmente, garantisce un'esposizione ottimale al sole e un drenaggio efficace, stressando moderatamente la vite e concentrando gli zuccheri e gli aromi nelle bacche. Questa combinazione unica di suolo e pendenza contribuisce a dare ai vini del Sant'Agata dei Goti quella personalità intensa e penetrante tipica della Denominazione.
  • Che differenza c'è tra il profilo sensoriale del Greco e quello della Falanghina?
    Sebbene entrambi siano vini bianchi aromatici e adatti al clima fresco dell'Irpinia, mostrano profili sensoriali differenti. Il Sant'Agata dei Goti Falanghina si presenta con colori paglierini e venature verdognole, offrendo al naso profumi fruttati e al palato una sensazione fresca e asciutta. Il Greco, invece, tende a essere più vivace e strutturato in bocca, mantenendo comunque un'eleganza aromatica marcata. Quando assemblati, creano un vino completo, corposo e delicatocome descritto per la versione base. La Falanghina porta freschezza e frutta, mentre il Greco aggiunge tensione e persistenza, risultando ideale per chi cerca un bianco con più carattere e capacità di invecchiamento.
  • Cosa caratterizza il Sant'Agata dei Goti Falanghina Passito?
    La tipologia Passito rappresenta l'eccellenza dolce della denominazione, ottenuta da uve Falanghina appassite. Si distingue visivamente per il suo colore ambrato intenso e olfattivamente per una gamma aromatica dolce e complessa, ricca di note aromatiche concentrate. Al palato si presenta come un vino amabile o dolce, con una struttura piena e una gradazione alcolica elevata, che può raggiungere il 15% vol. Questa concentrazione è dovuta al processo di appassimento che riduce l'acqua nelle uve, aumentando zuccheri e sapori. È un vino da meditazione o da accompagnamento a dessert specifici, capace di esprimere la massima maturità fenolica della Falanghina in un contesto di eleganza e potenza simultanea.
  • Perché Mustilli è citata come riferimento importante per questo vino?
    Mustilli emerge come punto di riferimento per il Sant'Agata dei Goti a causa della rarità della denominazione e della sua capacità di elevare la qualità attraverso pratiche vinicole raffinate. Un esempio emblematico è il 'Falanghina Vigna Segreta', un monovitigno che raggiunge il 13,50% vol e subisce un affinamento di 9 mesi in barrique. Questo trattamento conferisce al vino un colore dorato carico e una complessità aromatica che spazia dalla frutta esotica secca al miele millefiori e al cioccolato bianco. L'azienda dimostra come, lavorando su vigneti selezionati, si possa ottenere un bianco strutturato e morbido, capace di abbinamenti sofisticati come quello con le fettuccine al tartufo, superando gli stereotipi del vino bianco leggero.

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