Il Dogliani e le sue Zone di Produzione
La zona di produzione del Dolcetto di Dogliani è rappresentata dai comuni di Bastia, Belvedere Langhe, Clavesana, Ciglié, Dogliani, Farigliano, Monchiero, Rocca di Ciglié ed in parte dal territorio dei comuni di Roddino e Somano, in provincia di Cuneo. Il Dolcetto di Dogliani fu il vino del Presidente Einaudi, nativo di queste terre, che da convinto estimatore nonché produttore lui stesso, fu tra i primi a gettare le premesse per una concreta valorizzazione e affermazione di questo vino. La coltivazione di questo vitigno in zona risale al lontano 1500, come si evince da citazioni negli ordinati comunali. È senza dubbio il Dolcetto che più si avvicina alla perfezione ideale del carattere di vinosità, giovane e gioviale, fresco e fragrante, di moderata acidità, sincero e immediato, che rivela la sua nascita sui versanti forse più alti delle terre di Langa, dove trova condizioni di grande favore.
Il Dogliani e le sue Caratteristiche Organolettiche
Il vino piemontese Dolcetto viene prodotto anche nella tipologia Superiore, che prevede un titolo alcoolometrico minimo di 12,5 % vol. e un periodo minimo di affinamento pari a 14 mesi. Il Dolcetto di Dogliani d’Alba ha una struttura meno ricca rispetto al Dolcetto d’Alba e di Diano d’Alba, con un carattere più giovane e semplice. Il Dolcetto di Diano d’Alba annovera tra le sue caratteristiche organolettiche le seguenti peculiarità: un colore rosso rubino vivace con un profumo vinoso e fruttato. Il sapore del Dolcetto Dogliani è secco e fresco, più morbido di quello del Dolcetto di Alba e di Diano d’Alba. Il Dolcetto Dogliani Superiore necessita di un invecchiamento pari ad almeno di un anno, mentre la tipologia normale di questo vino necessita di un invecchiamento che va da uno a tre anni. La sua temperatura alcoolica è pari a 11,5 % vol. e va servito ad una temperatura ambiente pari a 16-18°C. Il Dolcetto Dogliani va accompagnato da pietanze quali salumi, primi piatti con sughi di carne, carpacci, paste ripiene o al ragù, zuppe di legumi, bolliti misti e formaggi stagionati.
Marenco Aldo e la produzione del Dogliani
L’azienda vitivinicola è gestita dalla famiglia Marenco, radicata saldamente a Dogliani, paese delle Langhe legato alla viticoltura da secoli. Da generazioni si sono occupati della viticoltura puntando al miglioramento delle tecniche di produzione, senza mai abbandonare minimamente lo spirito contadino, né il rispetto per la natura: l’intera famiglia ha sempre cercato di portare avanti la loro passione per la coltura senza forzature, ricercando la miglior esposizione alla luce per i propri vitigni. Tra i loro prodotti possiamo annoverare la creazione di vini quali: Langhe Arneis, Langhe Nebbiolo, Barolo, Barbaresco, Suri, Pirun, Bric, Pirona, Balin, Sole Luna, Parlapà, Chichet, Dulcis in Fundo, La Cugnà d’ra Nona.
Marc de Grazia: valorizzazione dei vini prodotti
Dal 1980 la Marc de Grazia Selections promuove e valorizza i vini italiani in tutto il mondo. Oggi la sua azienda fa da rappresentante per circa ottanta aziende ubicate in quattordici regioni della penisola italiana, privilegiando quelle che si occupano dei vitigni autoctoni: Sangiovese, Nebbiolo, Aglianico, Verdicchio, Montepulciano, Fiano, Greco, Nero d'Avola e molti altri. La cura e la passione con le quali i produttori seguono i lavori in vigna ed in cantina hanno portato nel corso degli anni ad un miglioramento costante della qualità, come testimoniano i numerosi riconoscimenti e le ottime recensioni sulla stampa specializzata.
L’Azienda vitivinicola Del Tufo
Nel territorio di Dogliani si trova l’azienda vinicola Del Tufo, la quale è circondata dai propri vigneti, coltivati con passione e ben soleggiati. L’azienda è a conduzione familiare e si estende su una superficie di 13 Ha coltivati biologicamente, avvalendosi di competenze acquisite che tuttora utilizza perfezionandole sempre più al fine di migliorare qualitativamente i propri prodotti. L’azienda Del Tufo si occupa, dunque, della produzione di vini rispettando per quanto possibile la natura circostante. Tutto ciò non ha impedito di garantire un’eccelsa qualità dei loro prodotti, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Le verifiche periodiche della maturazione dell’uva attraverso controlli analitici portano ad individuare l’esatto periodo della vendemmia. In quest’occasione si effettua l’ultima accurata selezione dei grappoli e degli acini migliori che deciderà il livello qualitativo dei futuri vini ai quali il consumatore si potrà accostare in funzione delle proprie esigenze. I grappoli, raccolti da mani esperte, vengono posti in piccole ceste e trasportati con ogni attenzione sino alla cantina dove verranno pigiadiraspati poche ore dopo. La vinificazione viene effettuata con lo scopo di realizzare dei vini caratterizzati dalla finezza, complessità ed equilibrio, con uno spiccato carattere legato al territorio ed una buona attitudine a maturare nel tempo, conservando nelle sfumature e nei caratteri dell'alternanza delle varie annate tutte le caratteristiche di genuinità ed ineguagliabile pregio.
La Cantina di Einaudi
La cantina, che già nei primi anni Venti imbottigliava e distribuiva il Dolcetto, è stata rinnovata nel 1993 e completata nel 2001. Il corpo principale della cantina è quasi completamente interrato per ridurre l'impatto ambientale e un impianto di termocondizionamento assicura nell'ambiente temperatura e umidità costanti. La vinificazione avviene in fermentatori d'acciaio con controllo computerizzato dei rimontaggi e della temperatura di fermentazione. Il vino matura in botti di rovere francese di medio e piccolo volume e conclude l'affinamento in vetro. La produzione annuale è compresa tra le 240 e le 270 mila bottiglie.
Domande frequenti
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Qual è la differenza principale tra il Dolcetto di Dogliani e gli altri Dolcetti piemontesi?Il Dolcetto di Dogliani si distingue per un carattere più giovane, semplice e immediato rispetto alle altre denominazioni. A differenza del Dolcetto d’Alba, che risulta strutturato ma talvolta aspro, o del Dolcetto di Diano d’Alba, noto per la sua ricchezza e il colore rubino vivace, il Dogliani offre un profilo più morbido, fresco e fragrante. Presenta una moderata acidità e una vinosità sincera, ideale per chi cerca un vino giovane e gioviale. Questa specificità deriva dalle condizioni pedoclimatiche dei versanti più alti delle Langhe cuneesi, dove il vitigno raggiunge la sua espressione più pura e accessibile.
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Come si presenta il Dolcetto di Dogliani Superiore e quali requisiti tecnici deve rispettare?La tipologia Superiore del Dolcetto di Dogliani rappresenta l'elevazione qualitativa del vitigno, richiedendo un titolo alcoolometrico minimo di 12,5% vol., superiore al 11,5% del normale. Per ottenere questa denominazione, il vino deve subire un periodo di affinamento obbligatorio di almeno 14 mesi, contro l'invecchiamento variabile da uno a tre anni della versione base. Questo processo permette al vino di sviluppare maggiore complessità e struttura, mantenendo comunque le note fruttate tipiche del vitigno, ma con una morbidezza accentuata e una migliore attitudine alla conservazione nel tempo.
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A quali temperature va servito il Dogliani e quali abbinamenti gastronomici consiglia?Il Dolcetto di Dogliani va servito idealmente a una temperatura ambiente compresa tra 16 e 18°C, per esaltare i suoi aromi freschi e la sua morbidezza senza nascondere la struttura. È un vino estremamente versatile in tavola, perfetto per accompagnare i sapori rustici del Piemonte. Si abbina eccellentemente con salumi locali, primi piatti con sughi di carne o ragù, pasta ripiena, zuppe di legumi, bolliti misti e formaggi stagionati. La sua acidità moderata e la tannicità delicata lo rendono anche ottimo con carpacci e antipasti leggeri, fungendo da ponte ideale tra il cibo e il piacere del bere.
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Qual è il legame storico tra il Presidente Einaudi e il Dolcetto di Dogliani?Il Dolcetto di Dogliani vanta un legame indissolubile con Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica Italiana e nativo di queste terre. Einaudi, oltre che politico, era un convinto estimatore e produttore di questo vino. Il suo ruolo fu determinante nel gettare le basi per la concreta valorizzazione e affermazione del Dogliani sul mercato, trasformandolo da prodotto locale a realtà riconosciuta. La sua passione per la viticoltura in zona, dove la coltivazione del vitigno risale almeno al XV secolo, ha contribuito a elevare lo status del vino, celebrandone le qualità di freschezza e immediatezza tipiche dei versanti langaroti.
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Cosa distingue le aziende vitivinicole di Dogliani per qualità e approccio produttivo?Le cantine di Dogliani, come quella di Aldo Marenco o Del Tufo, si distinguono per un approccio che bilancia tradizione e innovazione tecnica. Molte aziende, spesso a conduzione familiare, puntano sulla sostenibilità, adottando pratiche biologiche e rispettose dell'ecosistema, come dimostra Del Tufo con i suoi 13 ettari coltivati biologicamente. La selezione accurata dell'uva, raccolta a mano e lavorata rapidamente in cantina, garantisce vini fini ed equilibrati. Altre realtà, come la Cantina di Einaudi, integrano tecnologie avanzate, come fermentatori controllati e barrique francesi, per garantire costanza qualitativa e una corretta maturazione, producendo annualmente centinaia di migliaia di bottiglie di alto pregio.



