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Vino Bianco · Vino bianco toscano

Ansonica Costa dell'Argentario

Aggiornato il 29 settembre 20265 capitoli5 domande frequenti
Il panorama nei dintorni di Porto Ercole

La zona vinicola

L'area di produzione dell'Ansonica Costa dell'Argentario è quella parte del territorio toscano in provincia di Grosseto che abbraccia tutta la zona collinare costiera delle famose località turistiche come Porto Santo Stefano, della zona circostante il promontorio dell'Argentario fino ad arrivare all'Isola del Giglio. Il promontorio dell'Argentario era una volta un'isola poi unitasi alla terraferma, che ha un'origine diversa dall'Isola del Giglio. Mentre sulla piccola isola la conformazione del territorio è prevalentemente calcarea, con presenza di argilloscisti, la costa è invece rappresentata da arenarie e marne, sempre con presenza di scisti. In quest'area vi è una buona presenza anche di silicio e rocce carbonatiche e granitiche dovute all'azione preistorica di attività vulcaniche che hanno lavorato la massa terrestre successivamente emersa con alte temperature e pressioni. Anche il clima, pur essendo comunque mediterraneo e temperato per entrambi, risente di piccole differenze, con una ventilazione ed escursione termica maggiore nell'isola rispetto alla costa della penisola. L'Isola del Giglio ha lontane e antiche tradizioni vinicole che risalgono al tempo dei Romani che furono i costruttori dell'attuale ed unico porto ancora esistente. Essi importarono la cultura della vite e del vino, nella splendida isola che abbellirono anche con numerose ville e monumenti.

Il vitigno

L'Ansonica, pur essendo maggiormente coltivata in Sicilia occidentale, trova qui una seconda patria, con la Toscana che detiene la seconda estensione di superficie coltivata, anche se molto minore rispetto alla bella isola meridionale. In questa particolare area il vitigno trova condizioni favorevoli per essere vinificato quasi in purezza, vista la componente acida che riesce a fornire al vino come supporto strutturale del corpo, tanto da meritarsi una sua denominazione propria. Fornisce anche buoni aromi di noce. Nell'Isola del Giglio viene chiamato Ansonico, e coltivato su delle terrazze che gli abitanti hanno ricavato sugli aspri rilievi a strapiombo sul mare, utilizzando metodi molto antichi, con scarso utilizzo dei macchinari anche dovuto alla difficoltà di manovra su questo aspro territorio. Purtroppo nell'Isola la coltivazione si sta sempre più riducendo a causa del turismo che occupa parte del territorio per ricavare gli impianti e gli alloggi per le vacanze, attività certamente redditizia e meno faticosa della coltivazione manuale del terreno senza l'ausilio delle macchine.

L'Ansonica Costa dell'Argentario DOC

La denominazione di origine controllata Ansonica Costa dell'Argentario nasce dal decreto ministeriale del 28 aprile 1995 per autorizzare la produzione di vini bianchi che contengano almeno l'85% della varietà Ansonica nei territori comunali di Orbetello, Capalbio, Manciano, Monte Argentario e dell'Isola del Giglio, tutti appartenenti alla provincia di Grosseto. Le rese massime delle uve sono fissate a 10 tonnellate per ettaro, con gradazioni alcoliche naturali che devono arrivare ad almeno il 10,5% vol. I vini sono di colore paglierino con gamme olfattive abbastanza fruttate, sia di frutta secca che bianca, e palato che si esprime con una morbida sensazione di secco, e anche una certa briosità. Gli abbinamenti sono abbastanza classici, con il mare in primo piano, dagli antipasti ai primi piatti e i secondi delicati. Si può anche abbinare al cuscus livornese, oltre che ai crostacei e ai molluschi. Un altro abbinamento possibile è con le carni bianche delicate e la panzanella, mentre per fine pasto è un ottimo compagno della frutta esotica.

Le aziende

La Parrina vinifica a Orbetello, sotto il promontorio dell'Argentario, l'Ansonica Costa dell'Argentario paglierino luminoso, con belle sensazioni di frutta esotica, acacia e erbe aromatiche. Il palato è morbido, ben sapido e fruttato, per essere associato al dentice in crema di patate. Dall'Azienda Agricola Biologica Il Cerchio abbiamo l'Ansonica biologico con un bel colore oro, brillante. Il naso esprime aromi di frutta, fiori di campo e vene speziate dolci. È un vino fresco e morbido, ben equilibrato nel suo tocco sapido, di ottima struttura con un finale persistente e lungo di gusto dolce. Gli abbinamenti suggeriti sono con il polpo e i calamari. L'Azienda Santa Lucia produce l'Ansonica paglierino con una gamma olfattiva lievemente fruttata, in cui spiccano i frutti esotici. Classico palato sapido e fresco, anche morbido per gli usuali abbinamenti con i molluschi e i crostacei, ma anche piatti più saporiti come i risotti e le triglie.

Il vino in piazza

Molte le occasioni per degustare questo vino nelle piazze. Una è organizzata all'Isola del Giglio, nella splendida cornice di Giglio Castello, dove alcune cantine offrono la possibilità di assaggiare i vini del luogo, a partire dall'Ansonica. Un'altra occasione è rappresentata dalla “Sagra gastronomica di fine estate” che si tiene la terza settimana di agosto a Capalbio, con degustazione dei piatti e dei vini locali, sponsorizzata anche dai quotidiani locali.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali dell'Ansonica Costa dell'Argentario?
    L'Ansonica Costa dell'Argentario si presenta con un colore paglierino più o meno intenso. Al naso offre una gamma olfattiva fruttata, distinguendosi per note di frutta bianca, frutta secca (come la nocciola) e talvolta accenni di frutta esotica e fiori di campo. Al palato è caratterizzato da una struttura corpulenta ma morbida, con una marcata sapidità che ne sostiene il corpo e una piacevole briosità. Il finale è generalmente persistente, con un tocco secco che può lasciare una leggera sensazione dolce in bocca, rendendolo un vino elegante e ben bilanciato.
  • Come si abbina idealmente l'Ansonica Costa dell'Argentario?
    Essendo un vino bianco di struttura, trova la sua massima espressione nell'abbinamento con i sapori del mare. È perfetto per antipasti, primi piatti leggeri e secondi a base di pescato delicato, crostacei e molluschi. Grazie alla sua sapidità, si sposa egregiamente anche con piatti più complessi come il cuscus livornese, i risotti e le triglie. Non disdegna le carni bianche delicate e la classica panzanella toscana. Per concludere il pasto, può accompagnare piacevolmente la frutta esotica, sfruttando le sue note aromatiche fruttate.
  • In quali comuni è prodotta la Denominazione di Origine Controllata Ansonica Costa dell'Argentario?
    La DOC Ansonica Costa dell'Argentario copre un'area specifica della provincia di Grosseto, comprendendo i territori comunali di Orbetello, Capalbio, Manciano, Monte Argentario e l'Isola del Giglio. Questa zona geografica varia dalle coste arenacee e marnose del promontorio argentarino alle formazioni prevalentemente calcaree e argilloscistose dell'Isola del Giglio. La normativa richiede che il vino contenga almeno l'85% di uve Ansonica, garantendo così un profilo tipico legato a questi specifici microclimi e terreni.
  • Perché l'Ansonica sull'Isola del Giglio è considerata unica e difficile da produrre?
    Sull'Isola del Giglio, il vitigno è noto come 'Ansonico' e la sua coltivazione presenta sfide significative dovute alla conformazione del territorio. Le viti sono spesso coltivate su terrazze scavate su ripidi rilievi a picco sul mare, un paesaggio che rende impossibile l'uso di macchinari agricoli moderni. Questo costringe i vignaioli a lavorare manualmente il suolo, un processo faticoso e antico. Inoltre, la riduzione delle superfici coltivate è accelerata dalla pressione turistica, che trasforma parte del territorio in strutture ricettive, rendendo la produzione di questo vino un atto di preservazione culturale e artigianale.
  • Quali sono le origini storiche della viticoltura in questa zona?
    Le radici della viticoltura nell'area dell'Argentario e dell'Isola del Giglio risalgono all'epoca romana. I Romani introdussero la cultura della vite e del vino in queste terre, lasciando tracce durature come il porto di Giglio Castello, ancora oggi esistente e utilizzato. L'arrivo della vite fu accompagnato dalla costruzione di ville e monumenti che abbellivano il territorio. Sebbene la Sicilia rimanga la regione principale per la coltivazione dell'Ansonica, la Toscana, e in particolare questa fascia costiera grossetana, ha sviluppato una seconda patria importante per il vitigno, mantenendo vive tradizioni secolari nonostante le moderne sfide economiche e ambientali.

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