Picolit Nero

Vitigni rossi

Piculit Nero

Il Piculit Neri è uno sconosciuto vitigno autoctono friulano dai gusti spiccati e fruttati che può essere un ottimo compagno a tavola delle carni arrosto ma anche di minestre calde. Piccole produzioni si hanno solo in una zona limitata di territorio.

di Redazione

24 settembre 2012

La varietà

Il Piculìt Neri è un vitigno a bacca rossa autoctono friulano, antichissimo e spesso dimenticato, la cui coltivazione risale a molti secoli or sono, in particolare nell'area collinare di Valeriano, Pinzano al Tagliamento e Castelnuovo del Friuli. Più comunemente chiamato Piculit Nero, questa varietà di vite prende il nome Piculit per la caratteristica di avere bacche dalle dimensioni molto ridotte, così come quelle dei grappoli. Qui i terreni sono di tipo sassoso, con forte presenza di argilla. Il vitigno viene allevato con il sistema del cordone speronato e vendemmiato in generalmente a mano verso i primi di ottobre. Il vitigno si presenta con grappoli e bacche di dimensioni piccole e forma cilindrica, abbastanza compatta, e in alcuni casi alata, per quel che riguarda i grappoli, mentre per gli acini si possono avere anche dimensioni medie, sempre a forma sferica, con buone concentrazioni di pruina sulle bucce spesse e blu. Il Picolit Neri è un vitigno del tutto sconosciuto nell'enologia moderna, riscoperto grazie alla passione dei viticoltori locali, in particolare di Emilio Bulfon, che ama risoprire i sapori della sua terra, come nel caso anche dell'Ucelut e della Forgiarin. Il vitigno è comunque da associare ai Refosco, e le prime notizie della sua coltivazione sono piuttosto recenti, nonostante un allevamento più che secolare.

I vini del Picolit Neri

Il Picoli Neri viene vinificato per lo più in purezza con vinificazioni in acciaio, seguendo una macerazione di circa dieci giorni prima della pressatura. La vinificazione si effettua generalmente in acciaio a 27° C, per dar luogo a acciaio a vini da affinare in legno. Produce bei vini rubino intenso, che portano in dote buoni aromi fruttati di bosco, con prugne cotte e marasche in evidenza cesellate su buone speziature e fondi di sottobosco. Il palato è in genere morbido, amabile e mai particolarmente secco. Nel complesso ne risultano vini godibili e di discreta fattura, particolarmente adatti per le carni rosse arrosto e per il maiale, ma anche con la selvaggina. I vini portano in dote anche una buona acidità che ne permette un discreto affinamento. Buona anche la gradazione alcolica, con vini discretamente strutturati con un corpo medio fatto di buona sostanza. La temperatura di servizio ideale è di 18° C.

I produttori

I produttori che si impegnano nella vinificazione del Picult Neri sono esclusivamente locali e la loro produzione è offuscata dai grandi vitigni autoctoni friulani come lo Schippettino. Tra i più impegnati il già citato Emilio Bulfon, con il suo Piculit Neri che presenta buone caratteristiche simili al Refosco, ma con produzioni più morbide, amabili, e certamente non al livello del suo parente.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Piculit Neri?
    Il Piculit Neri si presenta come un vino dal colore rosso rubino intenso, caratterizzato da una struttura media e una buona sostanza. Al naso spiccano aromi fruttati di bosco, con note evidenti di prugne cotte e marasche, sostenute da speziate e sentori di sottobosco. In bocca il profilo è morbido e amabile, raramente secco, con una buona acidità che bilancia l'alcolicità e conferisce freschezza. Si tratta di un vino di discreta fattura, accessibile e godibile, che offre un'esperienza sensoriale calda e avvolgente, tipica delle uve autoctone meno diffuse.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Piculit Neri?
    Grazie alla sua morbidezza e alle note fruttate di prugna e sottobosco, il Piculit Neri è un accompagnatore eccellente per i sapori intensi della cucina tradizionale. È particolarmente indicato per le carni rosse arrosto e per i tagli di maiale, dove la sua acidità aiuta a sgrassare il palato. Trova perfetta armonia anche con la selvaggina da piuma e da pelo, oltre che con minestre calde e zuppe rustiche. La temperatura di servizio consigliata è di 18°C, ideale per esaltare i profumi senza appiattire la struttura del vino.
  • Dove si coltiva principalmente il vitigno Piculit Neri?
    La coltivazione del Piculit Neri è confinata a una ristretta area geografica del Friuli, specificamente nelle zone collinari di Valeriano, Pinzano al Tagliamento e Castelnuovo del Friuli. Questi territori offrono terreni caratterizzati da una forte componente sassosa e una significativa presenza di argilla, condizioni pedologiche che sembrano favorire la maturazione ottimale di questa antica varietà. L'esclusività territoriale contribuisce alla scarsa diffusione commerciale del vitigno, mantenendolo legato a un contesto locale e artigianale.
  • Come avviene la vinificazione del Piculit Neri?
    La vinificazione del Piculit Neri segue solitamente la tecnica in purezza, utilizzando serbatoi in acciaio inox per preservare l'intensità dei frutti. Un passaggio chiave è la macerazione sulle bucce, che dura circa dieci giorni prima della pigiatura, permettendo un'estrazione moderata di colore e tannini. La fermentazione alcolica si svolge a temperature controllate intorno ai 27°C. Successivamente, il vino può subire un'affinamento in legno, che ne arrotonda ulteriormente le asprezze iniziali, portando a un risultato finale morbido e strutturato.
  • Chi sono i principali produttori di vino Piculit Neri?
    La produzione di vino Piculit Neri è quasi interamente affidata a piccoli produttori locali appassionati, poiché il vitigno è oscurato dalla fama di altri autoctoni friulani come lo Schiopettino. Una figura di riferimento è Emilio Bulfon, viticoltore che ha dedicato grande impegno alla riscoperta di questa varietà insieme ad altre come l'Ucelut e la Forgiarin. Le sue bottiglie rappresentano un esempio significativo del potenziale del Piculit Neri, offrendo un vino simile al Refosco ma con una personalità più morbida e accogliente.

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