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Uva e forme

Aggiornato il 09 giugno 20123 capitoli5 domande frequenti
Uva e forme

La vite allo stato selvatico

La vite allo stato selvatico appare come un albero rampicante, con fusto legnoso e ramificazioni che si avvolgono a qualsiasi tipo di sostegno riescono a trovare lungo la loro crescita. Così la videro i primi uomini che iniziarono a mangiarne i dolci frutti e poi a utilizzarli per produrre i primi incerti vini. Lo sfruttamento della vite per questi scopi continuò in modo pressoché identico per millenni, fino all'avvento dei Greci, e le forme della pianta non cambiarono, restando questa più selvatica che domestica. Furono i Greci i principali protagonisti ai primordi della coltivazione della vite. Se i Fenici ebbero il merito di iniziare la coltivazione in vigneti e di espanderla nel Mediterraneo, i Greci furono i prima a progettare le varietà clonali e le forme di allevamento, seppur in modo del tutto “primitivo” per quelle che erano le conoscenze dell'epoca. E da quel momento le forme dell'uva e delle viti iniziarono lentamente a cambiare, a moltiplicarsi e a diffondersi nel mondo.

Le forme delle viti

Oggi la vite non è più una varietà selvatica con la sua forma originaria, anzi, è quasi esclusivamente domestica, e viene allevata seguendo varie forme, che rispondono a quelle che sono le esigenze pedo climatiche della varietà coltivata. Definite forme di allevamento, proprio per il modo in cui appaiono all'osservatore, queste tecniche permettono di creare la crescita più adatta per ottenere i risultati migliori nella qualità. Di questi risultati e di questi tipi di allevamento abbiamo già ampiamente parlato nell'articolo dedicato alle forme di allevamento nella sezione manutenzione vitigni, ed è sulla forma estetica che questo articolo si concentra. Ed ecco che a seconda della potatura eseguita, le viti cambiano forma e all'osservatore possono apparire come semplici e bassi alberelli, o come pergolati dove i grappoli ricadono penzolanti o a tendone, dove rinfrescarsi sotto la calura estiva. I vigneti appaiono da lontano con strutture molto diverse, caratterizzando cosi il territorio con estetiche tipiche, come quella pugliese, dove si possono osservare immense distese di “tendoni” fatti di viti. In Trentino e al nord in generale invece il paesaggio dei vigneti fa apparire tanti grandi pergolati e nel centro invece moltissimi piccoli alberelli. A ogni clima, il suo aspetto estetico dei vigneti.

Le forme dell'uva

Di pari passo con gli incroci e gli ibridi, via via nei secoli, sono cambiate anche le forme dei chicchi e dei grappoli. Se è praticamente impossibile sapere che forma essi avessero anticamente, oggi ne possiamo ammirare tantissime. Nei chicchi troviamo tutte le dimensioni con forme sferiche, ovali ed ellittiche. I grappoli invece sono di due forme principali: a spargolo ed alato, ma possono essere anche conici o cilindrici. Queste in genere indicano anche la densità degli acini nei grappoli, come ad esempio nello spargolo, che indicano grappoli aperti con pochi acini liberi. Ad ala invece si presenterà con una parte superiore densa e larga e una inferiore molto più stretta, come a formare una croce senza la parte superiore. La forma conica rovesciata è invece la classica che tutti immaginiamo mentre quella cilindrica si presenta con un grappolo uniforme nella densità. In conclusione ogni varietà ha le sue forme, non solo nelle cure, ma anche nell'estetica che possono deliziare l'osservatore nei loro vari aspetti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra la vite selvatica e quella coltivata moderna?
    La vite selvatica si presenta come un albero rampicante con fusti legnosi che si avvolgono autonomamente a qualsiasi sostegno naturale disponibile, mantenendo una struttura libera e arborea. Al contrario, la vite coltivata è quasi esclusivamente domestica e viene sottoposta a precise forme di allevamento. Queste tecniche, sviluppate a partire dai Greci, modellano la crescita della pianta per adattarla alle esigenze pedoclimatiche locali, trasformando il paesaggio agrario e ottimizzando la produzione di uva di qualità attraverso interventi umani mirati.
  • Come variano le forme di allevamento della vite in base alla zona geografica italiana?
    Le forme di allevamento riflettono l'adattamento al clima locale e creano paesaggi distintivi. In Puglia, ad esempio, sono comuni i "tendoni", vaste distese di viti che offrono ombra. Nel Trentino e nel Nord Italia prevalgono i grandi pergolati, ideali per gestire le condizioni climatiche settentrionali. Al Centro Italia, invece, si osservano numerosi piccoli alberelli. Ogni regione ha sviluppato estetiche specifiche che bilanciano le esigenze produttive con le caratteristiche ambientali, dimostrando come la potatura modelli visibilmente il territorio.
  • Che cos'è la forma a "spargolo" nei grappoli d'uva?
    La forma a spargolo indica un grappolo aperto e poco denso, caratterizzato dalla presenza di molti acini liberi e spazi vuoti all'interno della struttura. Questa conformazione è spesso associata a una minore compattezza del racemo rispetto ad altre tipologie. Riconoscere questa forma aiuta a comprendere le caratteristiche varietali e la possibile suscettibilità a determinate malattie legate all'umidità, poiché la maggiore aerazione interna può influenzare lo sviluppo della pianta e la maturazione dei frutti in modo diverso rispetto ai grappoli compatti.
  • Cosa distingue la forma a "ala" dagli altri tipi di grappolo?
    Il grappolo a ala si presenta con una parte superiore densa e larga che si restringe drasticamente verso il basso, assumendo una silhouette simile a una croce priva della traversa superiore. Questa morfologia specifica indica una distribuzione particolare degli acini, con una concentrazione elevata nella zona apicale del grappolo. È una delle due forme principali insieme allo spargolo e offre indizi preziosi sulla genetica della varietà e sulle sue abitudini di crescita, distinguendosi nettamente dalle forme coniche o cilindriche più uniformi.
  • Quali sono le principali forme geometriche dei chicchi d'uva moderni?
    Grazie ai secoli di incroci, ibridi e selezione clonale, i chicchi d'uva attuali presentano una grande varietà morfologica. Le forme predominanti includono quelle sferiche, perfettamente tonde, quelle ovali e quelle ellittiche, leggermente allungate. Questa diversità strutturale non è solo estetica, ma è strettamente legata alle caratteristiche della singola varietà coltivata. L'evoluzione umana ha permesso di selezionare ceppi con profili dimensionali e geometrici specifici, adatti a diverse esigenze vinicole o da tavola, rendendo ogni vitigno riconoscibile anche dal profilo del singolo acino.

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