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Vino Bianco · Vino bianco abruzzo

Controguerra

Aggiornato il 25 ottobre 20134 capitoli5 domande frequenti
area vinicola

La zona vinicola

L'area vinicola della denominazione di origine controllata Controguerra si trova nella provincia di Teramo, a circa una ventina di chilometri da San Benedetto del Tronto. L'area viene caratterizzata da una toponomastica collinare di bassa quota e zone subpianeggianti di buona estensione con pendenze dolci che si abbassano costantemente verso il mare. Qui la caratteristica geologica principale è la forte erosione che qui viene identificata con i calanchi (scrime o scrimoni abruzzesi) forme geologiche molto famose. Le colline sono caratterizzate da argille mioceniche e plioceniche che hanno subito erosione estrema per i corsi d'acqua e le alluvioni in generale, testimoniate dalla presenza di pianure alluvionali. In particolare l'area si presenta con serie di colline tra le quali scorrono vari torrenti e fiumi, come ad immaginare una forma a pettine. Questa orografia favorisce la formazione di diversi microclimi, e quindi una produzione variegata di vini con caratteristiche peculiari. La zona viene delimitata dal mare che la influenza con le brezze marine ma specialmente con forti escursioni termiche tra le varie stagioni.

I vitigni bianchi

I vitigni bianchi utilizzati e autorizzati dal disciplinare del Controguerra sono i classici dell'Italia centrale, come vitigno principale il Trebbiano, e poi il Passerina, un classico in Abruzzo, e il Malvasia. Nella tipologia spumante vengono usati anche il Pecorino e il Verdicchio. Del Trebbiano sappiamo praticamente tutto. È il vitigno bianco più usato in Italia e tra i più usati al mondo, che regala alte rese ma qualità medio-basse. Chiaramente queste rese vengono limitate per aumentare la qualità ma questa non riesce mai ad elevarsi oltre un certo livello. I profumi sono generalmente fruttati, cosi come i gusti. Il Passerina è originario dell’Italia centrale, probabilmente delle Marche anche se la provincia di Frosinone rivendica la provenienza originale. Il Passerina è un vitigno molto antico e questo può lasciare spazio a più interpretazioni anche se l'origine marchigiana è la più reputata. Comunque deriva dai Trebbiani, e infatti ha generato in passato delle confusioni, ma rispetto al suo antico avo è di qualità nettamente superiore. È diffuso, oltre che nelle due aree che ne rivendicano l'origine anche a macchia di leopardo in tutta l'Italia centrale. Certamente il Trebbiano, e in particolare nelle rese, lo ha sfavorito nella diffusione. Il nome deriva dalla golosità dei piccoli uccelli riguardo ai chicchi. Allevato con sistemi espansi gli acini hanno il giusto equilibrio tra concentrazione di zuccheri e acidità residua, molto alta che si riflette nei vini. Si segnala anche per alcune proprietà officinali benefiche dovute ad alcuni elementi tra i quali l'acido glutationilcaftarico, l'idrossitirosolo, e la quercitina glucuronide. Il Passerina apporta notevole acidità ai vini, note di frutta tropicale agli agrumi, miele e spezie, con tocchi talvolta erbacei. Ottima bocca acida equilibrata dalla sapidità. I vini sono perfetti per i crostacei o i risotti, ma anche per i fritti di pesce.

Il Controguerra DOC bianco

La denominazione di origine controllata Controguerra è stata autorizzata solo recentemente tanto che viene datata ufficialmente al 10 febbraio 2011. La produzione dei vini autorizzata per i bianchi è anche in tipologia spumante e passito oltre che fermo. I comuni coinvolti sono quelli si Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella, della provincia di Teramo. “Controguerra” bianco deve avere la base ampelografica con il Trebbiano ad almeno il 50% e con un minimo del 10% di Passerina. Possono concorrere anche le altre uve prima menzionate, in particolare nel “Controguerra” passito bianco dove Trebbiano, Malvasia e Passerina devono essere presenti con almeno il 60% indifferentemente se soli o assemblati. Nel “Controguerra” spumante metodo classico si torna ad un 60% di Trebbiano, tagliate poi con un minimo del 30% da Chardonnay, Verdicchio e Pecorino. I bianchi possono avere in etichetta anche la menzione Passerina, Chardonnay o Pecorino quando questi sono presenti per almeno l'85%. Le rese massime sono limitate per le uve bianche a 14 tonnellate per ettaro, con grado alcolico una volta vinificato di 11,00% vol. Sono idonei i vigneti in buona esposizione che esclude il fondovalle ma anche quelli a quote superiori ai 440 metri di quota. Lo spumante può essere vinificato solo con il metodo classico della seconda fermentazione in bottiglia con una permanenza sulle fecce di almeno 18 mesi.

Le aziende

Tra le aziende più in vista c'è sicuramente Dino Illuminati che produce ottimi vini sotto la denominazione Controguerra come il Bianco Daniele con il 60% di Trebbiano, il 25% di Chardonnay e il 15% di Passerina. Splendido color oro per un fantastico vino ai profumi di dattero, mela cotogna, caffè e miele di castagno. Morbida e vivace, grazie all'elevata acidità, la bocca si abbina perfettamente allo stinco di maiale. Discreto Controguerra Passerina Sol anche da Lepore, con il vitigno in purezza. Anche qui color oro profumi di frutta matura cotta con mele e uva spina speziata dall'incenso e dai fiori di acacia. Morbido e fresco è ottimo con il vitello tonnato.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali che compongono il Controguerra DOC bianco?
    Il Controguerra DOC bianco si basa principalmente sul Trebbiano, che deve costituire almeno il 50% dell'assemblaggio, affiancato da un minimo del 10% di Passerina. Possono concorrere anche Malvasia, Pecorino e Verdicchio, a seconda della tipologia specifica. Per le versioni monovitigno, è possibile trovare etichette dedicate esclusivamente a Passerina, Chardonnay o Pecorino, purché questi rappresentino almeno l'85% del contenuto. Questa struttura permette di ottenere vini sia complessi e strutturati, grazie al Trebbiano, sia più aromatici e freschi, grazie alla Passerina.
  • Come si caratterizza il vitigno Passerina presente in questo vino?
    La Passerina è un vitigno antico, probabilmente originario delle Marche, noto per la sua elevata acidità residua che conferisce ai vini freschezza e longevità. A differenza del Trebbiano, spesso associato a rese elevate e qualità media, la Passerina offre profili aromatici più distinti, con note di frutta tropicale, agrumi, miele e spezie, talvolta accompagnate da tocchi erbacei. Inoltre, possiede proprietà antiossidanti grazie a composti come l'acido glutationilcaftarico. Nel Controguerra, apporta quella sapidità e struttura necessarie per bilanciare la morbidezza del Trebbiano, rendendo il vino ideale per accompagnare piatti di pesce e crostacei.
  • Quali sono le peculiarità geografiche e climatiche della zona di produzione?
    La zona DOC Controguerra si estende nella provincia di Teramo, in Abruzzo, caratterizzata da colline di bassa quota e zone subpianeggianti con pendii dolci verso il mare. La geologia è dominata da argille mioceniche e plioceniche soggette a forte erosione, che creano formazioni note come 'calanchi'. Questa conformazione, insieme alla vicinanza immediata al mare Adriatico, genera microclimi favorevoli e forti escursioni termiche stagionali. Le brezze marine mitigano il caldo estivo, preservando l'acidità delle uve, mentre le notti fresche aiutano a sviluppare aromi complessi. I vigneti devono trovarsi a quote superiori ai 440 metri ed evitare i fondovalle, garantendo così esposizioni soleggiate e drenaggio ottimale.
  • Cosa distingue il Controguerra Spumante dalle altre tipologie?
    Lo spumante Controguerra si differenzia per il metodo di produzione e l'assemblaggio specifico. Deve essere elaborato esclusivamente con il metodo classico (seconda fermentazione in bottiglia), garantendo bollicine fini e persistenti. Il disciplinare richiede un minimo del 60% di Trebbiano, completato da un'aliquota non inferiore al 30% composta da Chardonnay, Verdicchio e/o Pecorino. Un aspetto tecnico cruciale è la permanenza obbligatoria sulle fecce per almeno 18 mesi, un periodo che sviluppa note di pane tostato e lievito, aumentando la complessità aromatica e la struttura in bocca rispetto alle versioni ferme.
  • Con quali piatti di cucina si consiglia di abbinare il Controguerra bianco?
    Grazie al suo profilo bilanciato tra acidità e morbidezza, il Controguerra bianco è estremamente versatile in tavola. Le versioni ricche di Passerina, con la loro nota sapida e fruttata, eccellono con crostacei, fritti di pesce e risotti delicati. I vini più strutturati, come quelli assemblati con Chardonnay e Trebbiano, mostrano una buona capacità di accompagnamento con carni bianche; ad esempio, un Bianco Daniele si sposa armoniosamente con uno stinco di maiale grazie alla sua vivacità acidica che sgrassa il palato. Anche il vitello tonnato trova nel Controguerra Passerina un partner ideale, dove la freschezza del vino esalta la cremosità della salsa senza coprire i sapori del piatto.

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