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Malvasia Bianca Lunga o del Chianti

Aggiornato il 28 marzo 20133 capitoli5 domande frequenti
Malvasia Bianca Lunga o del Chianti

Il vitigno

Il Malvasia Bianca Lunga o del Chianti è una delle tante varietà che fanno parte della galassia delle Malvasie, una famiglia definita non tanto per parentela quanto per origini storiche e similitudini organolettiche nei vini. Questa famiglia è molto antica, e per questo la sua definizione è piuttosto vaga. Le varie varietà infatti non sono nemmeno imparentate fra loro, ma hanno alcune caratteristiche, come il classico profumo di muschio, toni piccanti e fruttati di albicocche, e soprattutto alte concentrazioni di zuccheri naturali. Inoltre le Malvasie si prestano bene alla spumantizzazione e all'appassimento, per la produzione di vini dolci. Il nome comune dei vari vitigni si deve al nome Monembasia, cittadella greca fortificata dell'antico impero bizantino da cui venivano importati a Venezia vini dolci identificati con il nome della città a partire dal Medioevo. Il Malvasia Bianca Lunga è conosciuto anche con il nome di Malvasia del Chianti in quanto parte del famoso taglio del Chianti che fu messo a punto nel 1870 dal Conte Benito Ricasoli insieme al Sangiovese, al Trebbiano e al Canaiolo. Lo si trova in buone estensioni vitate anche nelle altre regioni dell'Italia centrale, in Puglia e in Liguria, per assemblaggi classici spesso con il Trebbiano, come avviene nell'Orvieto DOC dove viene vinificato sia secco che passito. Il vitigno si presenta con grappoli di grandi dimensioni a forma piramidale e lunga, dotati di ali e a densità compatta. I chicchi invece sono di piccole dimensioni, a volte medie, ben sferiche e pruinose, con colori che tendono all'oro con sfumature verdi. Si segnala per le buone rese a maturazione tardiva, e la sua eccellente vigoria.

I vini del Malvasia Bianca Lunga

In purezza il Malvasia Bianca Lunga fornisce vini paglierini, con buone profumazioni aromatiche e gusti equilibrati, dotati di sapidità e acidità, ottimi in versione Vin Santo o assemblati in molte denominazioni specie toscane, dove è presente in quasi tutti i disciplinari, oltre a far parte del Chianti. È presente anche in molte delle altre denominazioni dell'Italia centrale.

I produttori

Un ottimo Malvasia viene vinificato da molti produttori. Ad esempio nel Vin Santo del Chianti Classico di Badia a Coltibuoni, in assemblaggio con il 50% di Trebbiano, per un bel colore ambrato luminoso. I profumi sono quelli della vaniglia, dei fichi secchi, della mandorla caramellata e del miele d'acacia. Grande dolcezza al palato, equilibrata. Un vino da meditazione. Ottimo anche nel Barco Reale Vin Santo DOC, sempre in assemblaggio con il Trebbiano, dove riesce ad essere abbinato con la pasticceria secca classica della Toscana ma anche con i formaggi di buona stagionatura e gli erborinati.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del Malvasia Bianca Lunga?
    Il Malvasia Bianca Lunga, noto anche come Malvasia del Chianti, è un vitigno bianco dalle origini antiche e complesse, appartenente a una vasta famiglia di uve non strettamente imparentate geneticamente ma unite da profili sensoriali simili. Si distingue per grappoli piramidali lunghi e compatti, con acini piccoli, sferici e color oro-verdastro. Dal punto di vista enologico, offre vini paglierini dall'equilibrio tra sapidità e acidità, dotati di aromi tipici come muschio, note speziate e fruttate di albicocca. La sua elevata concentrazione zuccherina naturale lo rende particolarmente adatto sia alla vinificazione in bianco secco, sia alla produzione di vini passiti e da dessert come il Vin Santo.
  • Come si inserisce il Malvasia Bianca Lunga nella storia del Chianti?
    La presenza del Malvasia Bianca Lunga nel Chianti risale al XIX secolo, quando il Conte Bettino Ricasoli formulò la ricetta originale del celebre vino toscano nel 1870. In quel taglio storico, questa uva bianca veniva combinata con il Sangiovese, il Trebbiano e il Canaiolo per bilanciare l'acidità e la struttura del rosso. Oggi rimane un componente fondamentale in quasi tutti i disciplinari delle denominazioni toscane e centrali, spesso utilizzato in assemblaggio con il Trebbiano. La sua persistenza storica testimonia la sua capacità di armonizzarsi con altri vitigni, conferendo ai vini finali eleganza e note aromatiche distintive.
  • Dove viene coltivato principalmente questo vitigno?
    Sebbene il nome 'Malvasia del Chianti' ne ricordi l'origine, la coltivazione di questa varietà si è diffusa ampiamente nell'Italia centrale, mantenendo buone estensioni vitate in Toscana, Umbria e Lazio. Oltre a queste aree tradizionali, si trovano vigneti significativi anche in Puglia e in Liguria, dove viene spesso impiegato in assemblaggi classici. Un esempio notevole è la zona dell'Orvieto DOC, dove il Malvasia Bianca Lunga viene vinificato sia in versione fresca e asciutta, sia attraverso la tecnica dell'appassimento per ottenere versioni più ricche e dolci, dimostrando la sua adattabilità a diversi terroir e stili produttivi.
  • Che tipo di abbinamenti culinari suggerite per i vini ottenuti da questo vitigno?
    I vini in purezza o in assemblaggio da Malvasia Bianca Lunga offrono profili versatili. Nelle versioni secche, la loro acidità e sapidità li rendono ideali come aperitivi o accompagnamento a piatti leggeri, antipasti marini e primi piatti delicati. Tuttavia, la loro vera eccellenza emerge nelle versioni da dessert, come il Vin Santo. In questa veste, i vini sviluppano note di vaniglia, fichi secchi, mandorla caramellata e miele, diventando compagni perfetti per la pasticceria secca toscana tradizionale, biscotti al burro e formaggi stagionati o erborinati, dove il contrasto tra dolcezza del vino e sapidità del formaggio crea un equilibrio raffinato.
  • Perché la famiglia delle Malvasie ha un nome così particolare?
    L'etimologia del termine 'Malvasia' deriva dal nome della cittadella greca fortificata di Monembasia, situata nell'antica Grecia sotto l'impero bizantino. Durante il Medioevo, i mercanti veneziani importavano da questa località vini dolci di alta qualità. Per identificare questi prodotti, si iniziò ad usare il toponimo della città di origine, trasformandolo progressivamente in 'Malvasia'. Non si tratta quindi di una classificazione botanica precisa, ma di un termine commerciale e storico che raggruppa numerose varietà diverse accomunate da origini geografiche legate al commercio veneziano e da caratteristiche organolettiche simili, come l'elevata gradazione zuccherina e il profumo caratteristico.

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