Vinook.it · guide e consigli pratici
Vino Rosso · Vino rosso siciliano

Santa Margherita di Belice

Aggiornato il 30 settembre 20114 capitoli5 domande frequenti
Uva siciliana

La zona vinicola

La zona vinicola del Santa Margherita di Belice è una piccola l'area meridionale a 30 chilometri dalla costa siciliana di Sciacca e adiacente al territorio comunale di Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento. La zona era interessata alla viticultura fin dall'antichità, come tutta la Sicilia. Qui si affermarono le civiltà mercantili antiche, con Greci, Fenici e Cartaginesi, , vista la sua vicinanza con Cartagine, posta proprio dall'altro lato del Canale di Sicilia, Sicani, Siculi e poi Romani a favorire la produzione di vini poi imbarcati per i principali porti dell'antichità. Le produzioni di vino seguirono poi battute d'arresto, con difficoltà nei commerci dovute alle altalenanti situazioni politiche, a seconda delle dominazioni succedutesi, con notevoli decrescite durante il periodo musulmano. La zona è a carattere calcareo, argilloso e ciottoloso, con i rilievi bassi originari della formazione della Sicilia, emersa dalle profondità marine nel periodo antecedente alla formazione del bacino del Mediterraneo e successivamente sottoposte all'evaporazione dal caldo tropicale che all'epoca resero il Mediterraneo poco più di un lago salato e salmastro. Il clima è molto favorevole per la maturazione delle uve, risente delle brezze marine con lunghe estati e primavere a favorire la maturazione delle uve. Nella valle del Belice la coltivazione e la commercializzazione della vite e dei vini è oggi una delle economie trainanti della zona, ma le denominazioni sono ancora molto giovani e onestamente forse troppo suddivise in microzone della stessa area che continua a coltivare gli stessi vitigni. Per questo le produzioni sono ancora locali e ancora non si stanno affacciando nel contesto nazionale. La Sicilia dell'ultimo decennio sta conoscendo una fama internazionale per i suoi vini ma alcune aree, come questa nella zona meridionale, devono ancora sviluppare bene le loro strategie commerciali.

I vitigni rossi

I vitigni principali della denominazione sono il Cabernet Sauvignon e il Sangiovese. A queste si affiancano le altre nobili autorizzate nella provincia di Agrigento come il Syrah, il Merlot e il Nero d'Avola pur non rappresentando la percentuale maggiore nell'assemblaggio ad eccezione del monovarietale. Il Sangiovese matura tardi, produce vini ricchi, alcolici e longevi a queste latitudini calde, che risolvono anche il problema delle muffe dovute alle bucce sottili che attecchiscono nei climi più freddi. Anche la scarsa piovosità dell'isola impedisce la formazione del marciume.

Il Santa Margherita di Belice DOC rosso

La denominazione di origine controllata Santa Margherita di Belice è stata istituita per decreto ministeriale il 9 gennaio 1996 per autorizzare la produzione di vini bianchi e rossi nei soli comuni di Santa Margherita di Belice e Montevago in provincia di Agrigento. Le uve disciplinate principali sono il Cabernet Sauvignon e il Sangiovese, che concorrono dal 50% al 80%. Possono concorrere alla restante percentuale in assemblaggio le altre uve a bacca rossa autorizzate nella provincia. Le rese non devono essere superiori alle 12 tonnellate per ettaro, con gradazioni alcoliche nei vini di almeno 11,0% vol. Le operazioni di vinificazione possono essere svolte anche nei comuni di Castelvetrano, Partanna, Poggioreale e Salaparuta in provincia di Trapani e i territori comunali di Menfi e Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento e inoltre nel comune di Contessa Entellina in provincia di Palermo. Le tipologie autorizzate per avere diritto sull'etichetta alla denominazione sono il Rosso, e i monovarietali Nero d'Avola e Sangiovese. Le caratteristiche al consumo sono disciplinate dal decreto per rispondere alle caratteristiche tipiche della zona. Il Santa Margherita di Belice Rosso è di colore rosso rubino con sfumature granata. Il naso presenta un profumo vinoso, etereo di particolare finezza con un sapore asciutto, leggermente tannico, con buona struttura Nel Santa Margherita di Belice Nero d’Avola ritroviamo il colore rosso rubino vivo sempre con profumi vinosi e gusto asciutto, leggermente tannico, con buona struttura. Il Santa Margherita di Belice Sangiovese ha colore rosso rubino con eventuali riflessi cerasuolo. Al naso vinoso e caratteristico dal sapore asciutto, dotato di buona struttura. Sono vini che si accordano bene con le carni, sia bianche che rosse, con i primi piatti asciutti e i formaggi semi duri. Per il Nero d'Avola invece a tavola si preferiscono piatti di carni grigliate, i formaggi duri e i salumi di media stagionatura.

Le aziende

Le aziende sono ancora al livello locale e stanno cercando di affermarsi a livello nazionale. Tra le aziende si segnala Catalanovini, che produce il Santa Margherita di Belice Nero d'Avola Il Buggise dal colore rosso rubino, con sentori classici di ribes nero, mora e lampone con palato fresco e intenso, con una struttura equilibrata e morbida.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Santa Margherita di Belice DOC rosso?
    Il Santa Margherita di Belice DOC rosso è caratterizzato principalmente dall'abbinamento tra Cabernet Sauvignon e Sangiovese, che devono costituire dal 50% all'80% dell'assemblaggio. Questa combinazione permette di ottenere vini strutturati e complessi. Alla quota rimanente possono partecipare altri vitigni a bacca rossa autorizzati nella provincia di Agrigento, come Syrah, Merlot e, in misura minore, il Nero d'Avola. Esistono inoltre versioni monovarietal dedicate specificamente al Nero d'Avola e al Sangiovese, che permettono ai produttori di esprimere appieno il carattere unico di questi vitigni nel contesto climatico e pedologico della zona.
  • Come si presentano olfattivamente e gustativamente i vini Santa Margherita di Belice?
    I vini della denominazione si distinguono per un colore rosso rubino, talvolta con sfumature granata o cerasuolo nei monovarietali. Al naso offrono profumi vinosi, eterei e di particolare finezza, con note fruttate come ribes nero, mora e lampone nelle espressioni più moderne. Al palato si confermano asciutti, leggermente tannici e dotati di buona struttura. La calda esposizione mediterranea e la scarsa piovosità favoriscono una maturazione completa delle uve, evitando problemi di muffe e garantendo vini ricchi, alcolici e longevi, con una freschezza sorprendente data dalle brezze marine.
  • In quali zone geografiche può avvenire la vinificazione del Santa Margherita di Belice DOC?
    Sebbene la denominazione riguardi principalmente i comuni di Santa Margherita di Belice e Montevago in provincia di Agrigento, il disciplinare permette una flessibilità territoriale per le fasi di vinificazione. Le operazioni possono essere svolte anche nei comuni di Castelvetrano, Partanna, Poggioreale e Salaparuta in provincia di Trapani, oltre che nei territori di Menfi e Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento, e nel comune di Contessa Entellina in provincia di Palermo. Questa ampia estensione operativa riflette le connessioni storiche e logistiche tra queste aree della Sicilia occidentale.
  • Con quali piatti è consigliato abbinare il Santa Margherita di Belice Rosso e il Nero d'Avola?
    L'abbinamento ideale varia leggermente in base alla tipologia. Il Santa Margherita di Belice Rosso, grazie alla sua struttura e al tannino morbido, si accompagna perfettamente a carni bianche e rosse, nonché a primi piatti asciutti e formaggi semi duri. Per il monovitigno Nero d'Avola, la struttura più intensa suggerisce l'accostamento con carni grigliate, formaggi duri e salumi di media stagionatura. Questi abbinamenti valorizzano la sapidità dei vini e bilanciano la componente lipidica e proteica dei cibi, creando un'esperienza gastronomica armoniosa tipica della tradizione siciliana.
  • Quali sono le caratteristiche ambientali e storiche che influenzano la qualità di questo vino?
    La zona viticola si trova a circa 30 km dalla costa di Sciacca, in un terreno prevalentemente calcareo, argilloso e ciottoloso, erede di antiche formazioni marine. Il clima è favorevole alla maturazione grazie alle lunghe estati e alle brezze marine, mentre la scarsa piovosità riduce il rischio di crittogame. Storicamente, l'area fu crocevia di Greci, Fenici e Cartaginesi che vi commerciavano vino; oggi, nonostante la rinascita qualitativa degli ultimi decenni, le produzioni restano spesso locali, con aziende come Catalanovini che stanno lavorando per portare queste eccellenze su scala nazionale.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche