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Vino Rosso · Vino rosso piemontese

Vini Rossi D.O.C.G.

Aggiornato il 06 settembre 20114 capitoli5 domande frequenti
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I Rossi D.O.C.G. del Piemonte e le loro zone di Produzione

Il Piemonte è una regione situata nel nord della penisola italiana. Questa località è molto affascinante e viene classificata come uno dei paesi che produce i maggiori vini dalle qualità eccelsi. Molti dei vini prodotti in questa regione hanno ottenuto il titolo di rinascimento di Denominazione di Origine Controllata, meglio conosciuto con l’acronimo D.O.C. Oltre a questo titolo, i vini piemontesi hanno ricevuto anche la nomina di vini di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, meglio conosciuto con l’acronimo D.O.C.G. Questi titoli di riconoscimento determinano le fasce geografiche in cui avviene la viticoltura, le varietà di uve che vengono coltivate, il periodo di invecchiamento a cui devono sottostare. Come ogni vino che si rispetti, ognuno di loro deve seguire determinate regole per non danneggiare le qualità delle uve che verranno in seguito sottoposte a vinificazione: una giusta esposizione ai raggi solari per garantire una buona maturazione delle uve e, inoltre, la coltivazione di terreni non umidi. Anche il quantitativo di uve necessarie per la produzione di un vino sono fondamentali. Ogni vino, infatti, viene prodotto con una percentuale prestabilita di uve.

I Rossi D.O.C.G. e le loro caratteristiche Organolettiche

I vini di colorazione rossa di Denominazione di Origine Controllata e Garantita, meglio conosciuto con l’acronimo D.O.C.G. sono in tutto quindici e ve li elenchiamo qui di seguito, ognuno con le proprie caratteristiche: • Barbaresco: è un vino che presenta un colore arancio con dei riflessi granati. Il suo profumo ricorda la mandorla e le spezie, con un sapore molto forte e speziato. Si consiglia di serviro ad una temperatura pari a16°C e va accompagnato da pietanze quali bolliti misti e carni arrostite; • Barbera d’Asti: è un vino il cui colore è di un rosso rubino molto intenso, che dopo essere stato sottoposto ad un preciso periodo di invecchiamento tende al colore granato. Il suo sapore è forte e corposo e il suo profumo è alquanto vinoso. Va servto ad una temperatura ambiente pari a 16°C e lo si può accompagnare con pietanze quali primi piatti a abse di carne. La sua gradazione alcoolica deve essere pari a 12,5% vol; • Barbera del Monferrato Superiore: è un vino rosso rubino che con l’invecchiamento tende al granato. Il suo odore è molto forte proprio come il sapore. Si consiglia di servirlo ad una temperatura pari a 18°C e di accompagnarlo con pietanze a base di carne e formaggi stagionati; • Brachetto d’Acqui è un vino dal colore rosso rubino, che può tendere al granato o al rosato. Il suo sapore è alquanto dolce e delicato, anticipato da un profumo che presenta le medesime caratteristiche. La sua gradazione alcoolica è pari a 5-6,5% vol. Si consiglia di lasciarlo invecchiare per almeno tre anni e di accompagnarlo con pietanze da fine pasto. • Dolcetto di Diano d’Alba è un vino rosso con un profumo con essenza di frutta e un sapore fruttato come il profumo, ma con un retrogusto acidulo. La sua gradazione alcoolica deve essere pari a 12,5% vol e va accompagnato con pietanze a base di carni, piatti molto elaborati e saporiti, ma anche con formaggi, preferibilmente molli. Altri vini che presentano la Denominazione di Origine Controllata e Garantita sono il Gattinara, il Gattinara Riserva, Ghemme, Ghemme Riserva, Dolcetto di Ovada, Dolcetto di Dogliani Superiore. Ognuno di questi vini presenta determinate caratteristiche: un colore rosso rubino, chi più chi meno intenso, come il Dolcetto di Dogliani superiore che mostra un colore rosso con un contorno che tende al violaceo. I sapori sono quasi tutti molto forti e vinosi o asciutti come il Gattinara e il Ghemme, i quali presentano anche un retrogusto amarognolo. I dolcetti hanno n sapore più delicato e tendente al fruttato. Questi vini sono tutti di ottima qualità e difficilmente possono lasciare deluso qualche consumatore, che sia esso un esperto oppure no.

L’azienda vitivinicola Terradavin

L’azienda vinicola Terradavin è un locale specifico il cui compito è quello di produrre vini dall’alta qualità. Questa si trova nel Barolo e dispone di circa 4500 ettari adibiti a vigneto, la cui unica regola di vita è quella di produrre vini di Denominazione di Origine Controllata e vini di Denominazione di Origine Controllata e Garantita. La produzione vinicola di questa azienda è altamente biologica e non danneggia l’ambiente circostante.

L’azienda Vinicola Travaglini

L’azienda vitivinicola Travaglini Gattinara la si può trovare nell’omonima città di Gattinara ed è gestita da una conduzione familiare. Ingredienti principali per il funzionamento di questa attività sono costanza nel lavoro e tanta passione, che ogni generazione si tramanda. L’ azienda è in possesso di circa 42 ettari di terreno, tutti adibiti a vigneto, da cui ne vengono prodotti vini dalle grandi qualità.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vini rossi D.O.C.G. del Piemonte e come si distinguono?
    Il Piemonte vanta ben quindici denominazioni D.O.C.G., tra cui spiccano il Barbaresco, noto per i suoi riflessi granati e profumi di mandorle e spezie, e il Barbera d'Asti, dal colore rosso rubino intenso e corpo robusto. Altri nomi importanti includono il Barbera del Monferrato Superiore, il Dolcetto di Diano d'Alba e il Brachetto d'Acqui, quest'ultimo unico per la sua dolcezza e bassa gradazione alcolica. Vi sono poi Gattinara e Ghemme, entrambi caratterizzati da sapori forti, vinosi e talvolta amarognoli. Questa diversità permette di scegliere il vino perfetto in base alle preferenze personali, spaziando da vini strutturati a quelli più delicati e fruttati.
  • A quale temperatura bisogna servire i vini rossi piemontesi D.O.C.G.?
    La temperatura di servizio è cruciale per esaltare le caratteristiche organolettiche di ciascun vino. Per il Barbaresco e il Barbera d'Asti, la temperatura ideale è di 16°C, un valore che bilancia freschezza e struttura. Il Barbera del Monferrato Superiore richiede invece una lieve variazione, servendosi a 18°C per sprigionare appieno il suo aroma forte. È fondamentale evitare temperature eccessive che potrebbero alterare l'equilibrio alcolico o nascondere i profumi complessi tipici di queste denominazioni, garantendo così un'esperienza gustativa ottimale fin dal primo sorso.
  • Quale cibo abbinare al Barbaresco e al Barbera d'Asti?
    L'abbinamento gastronomico dipende dalla struttura del vino. Il Barbaresco, con il suo sapore forte e speziato, si abbina magnificamente a pietanze robuste come bolliti misti e carni arrostite, dove la sua acidità e tannicità puliscono il palato. Il Barbera d'Asti, altrettanto corposo e vinoso, è eccellente con i primi piatti a base di carne, sfruttando la sua versatilità per accompagnare sughi ricchi e preparazioni elaborate. Entrambi i vini dimostrano grande capacità di armonia con la cucina tradizionale piemontese, valorizzando i sapori intensi dei piatti senza sovrastarli.
  • Come si presenta il Brachetto d'Acqui e quando berlo?
    Il Brachetto d'Acqui si distingue nettamente dagli altri rossi piemontesi per il suo profilo dolce e delicato. Di colore rosso rubino che può tendere al granato o al rosato, offre un profumo e un sapore fruttato e gradevole, con una gradazione alcolica contenuta tra il 5% e il 6,5%. Essendo un vino da dessert, è consigliato come accompagnamento a dolci da fine pasto. Sebbene possa essere bevuto giovane, alcuni produttori suggeriscono un invecchiamento di almeno tre anni per affinare ulteriormente le sue note aromatiche, rendendolo un'opzione perfetta per chi cerca morbidezza.
  • Cosa significano le sigle D.O.C. e D.O.C.G. per i vini piemontesi?
    Le sigle indicano il livello di garanzia e controllo della qualità. D.O.C. sta per Denominazione di Origine Controllata, mentre D.O.C.G. significa Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Quest'ultima rappresenta il massimo riconoscimento, imponendo regole più severe riguardo alla zona di produzione, alle varietà di uve ammesse, ai periodi di invecchiamento obbligatori e ai limiti di resa per ettaro. Queste normative assicurano che ogni bottiglia rispetti standard qualitativi elevati e rifletta fedelmente il territorio di origine, tutelando il consumatore e preservando la tradizione enologica piemontese.

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