ruchè di castagnole

Vino rosso piemontese

Ruchè di Castagnole di Monferrato

Il Ruchè è un vitigno autoctono, uno dei vitigni più rari tra quelli coltivati nel Monferrato astigiano. La sua origine proviene probabilmente da un vitigno della Borgogna, importato da monaci che li impiantarono vicino al convegno di San Rocco.

di Redazione

29 luglio 2011

Le Zone di Produzione del Rouchè di Castagnole Monferrato

Il Rouchè è un vitigno autoctono, uno dei vitigni più rari tra quelli coltivati nel Monferrato astigiano. La sua origine proviene probabilmente da un vitigno della Borgogna, importato da monaci che li impiantarono vicino al convegno di San Rocco. I terreni migliori in cui poterli coltivare sono quelli calcarei, asciutti, con elevata insolazione, grazie ai quali si ha unaa produzione di vini di alta qualità ma in quantità limitata. In passato, questo vino era destinato al consumo delle famiglie, ma grazie alla sua originalità, oggi sta conoscendo un grande successo.. La zona di produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita Rouchè di Castagnole Monferrato comprende l’intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Asti: Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. Le condizioni ambientali ottimali per la coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino Rouchè di Castagnole Monferrato devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità previste dal presente disciplinare. In particolare le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai seguenti requisiti: i terreni adibiti a viticoltura devono essere argillosi, limosi, sabbiosi e calcarei. Il luogo deve essere esclusivamente collinare. I terreni non adatti alla coltivazione di vigneti sono quelli umidi e dove non c’è molta presenza di sole. L’altitudine non deve essere inferiore a metri 120 s.l.m. e non superiore a metri 400 s.l.m. è necessaria una giusta esposizione al sole per garantire una giusta maturazione delle uve.

Il Ruchè di Castagnole di Monferrato e le sue Caratteristiche Organolettiche

Il vino Ruchè di Castagnole di Monferrato viene prodotte con le uve ruchè, utilizzate almeno per il 90%, mentre per il resto vengono usate eventualmente uve Barbera e Brachetto, a un massimo del 10%. Questo vino esiste in due varianti: Secco o Amabile. Il Ruchhè di Castagnolo di Monferrato, vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, può invecchiare fino a 2-3 anni, ma è preferibile consumarlo entro 15-18 mesi per poter degustare al meglio le caratteristiche che presenta nel momento dell’assaggio. Tra le sue peculiarità organolettiche mostra un colore rosso rubino non molto intenso, con dei riflessi violacei, alcune volte sono anche tendenti al color aranciato. Il suo sapore è secco o amabile, lievemente tannico, armonico, di medio corpo, con leggera componente aromatica. La sua gradazione alcoolica minima deve essere pari al 12% vol. Va servito ad una temperatura ambiente pari a 15-18° C per accompagnare pietanze quali: salumi, primi piatti saporiti, brasati di vitello e formaggi.

La Cantina Sant’Agata, re della viticoltura

La Cantina Sant’Agata è gestita dalla famiglia Cavallero, gestori della cantina stessa. Essi si interessano maggiormente dei vitigni autoctoni della regione, tra cui alcuni sono molto noti, come il Barbera, il Nebbiolo e il Grignolino. Ovviamente, il loro interesse principale è rivolto soprattutto verso il Ruchè, un vino prodotto in una zona molto limitata, che si conferma oggi come uno dei vini più famosi e interessanti della regione piemontese. Tra i vini prodotti in questa azienda vinicola abbiamo: il Ruchè in tutte le sue varianti e sottodenominazioni, 9.99, Pro Nobis, il Cavaliere e ‘Na vot, le riserve, tra cui Genesi, Monterovere, Cavalè, e i classici, tra cui Altea, Baby, Monte Rosso e Miravalle. Interesse principale della cantina Sant’ Agata è quella di non tralasciare mai il consenso dei consumatori mirando ad una sempre più alta qualità dei vini.

L’azienda Dacapo e la sua originalità dei vini

L’azienda vitivinicola Dacapo nasce nel 1997, a seguito di una ristrutturazione di una cantina vecchia situata nel comune di di Agliano Terme. Tali lavori hanno portato alla costruzione di una cantina nuova ubicata sotto ai vigneti che la circondano. Il fine principale di tale azienda vitivinicola è quello di creare e produrre dei vini caratterizzati dall’originalità, che si differenziassero da quelli costruiti con l’unico scopo del gusto internazionale. In questa canntina vengono quindi prodotti vini molto tipici e con un impronta immediatamente riconoscibile. Nella creazione di questa bevanda alcoolica molto amata in tutto il mondo, la cantina si proccupa soprattutto di non peccare per quanto riguarda la finezza, l'eleganza e il terroir delle Barbere, cercando di sfruttare al meglio il potenziale dei vigneti presenti nei territori di Agliano Terme, i quali sono da sempre considerati tra i migliori "cru" della Barbera. I vigneti della cantina Dacpo Sant’Agata sono prodotti con una vitivinicoltura tradizionale, cercando di non forzare la produzione sperando così di ottenere una bassa resa per ettaro senza rovinare ciò che la natura ha donato.

La Mondianese, l’Arte di Produrre il Vino

L’azienda vitivinicola Mondianese è contornata dai suoi sei ettari di vigneti. La vendemmia viene effettuata manualmente e l’unico interesse dei produttori del vino Ruchè è quello di mantenere la giusta e ottima qualità. La cantina è stata progettata con vinificatori orizzontali e serbatoi di stoccaggio in acciaio inox.

Il Vino dei Padri, una tradizxione familiare nella Coltura dei Vini

L’azienda vinicola il Vino dei Padri segue una tradizione familiare, il cui lavoro passa di generazione in generazione, i cui ingredienti fondamentali per andare avanti sono l’impegno e la passione per la produzione vitivinicola. I vigneti di collina sono situati in posizioni ideali per esposizione, microclima e composizione del suolo.

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Domande frequenti

  • Quali sono i piatti ideali da abbinare al Ruchè di Castagnole Monferrato?
    Il Ruchè di Castagnole Monferrato, grazie al suo profilo aromatico distintivo e alla struttura media, si abbina magnificamente con la cucina piemontese tradizionale. È eccellente accompagnato da salumi locali, formaggi stagionati e pasta o primi piatti saporiti. Per le portate principali, consiglio vivamente brasati di vitello o carni rosse cotte lentamente, poiché i tannini delicati del vino aiutano a bilanciare la ricchezza di questi piatti. Evita invece pietanze troppo speziate o dolci, che potrebbero sovrastare le note floreali tipiche di questo vitigno raro.
  • A quale temperatura va servito il Ruchè di Castagnole Monferrato?
    Per apprezzarne appieno le caratteristiche organolettiche, il Ruchè di Castagnole Monferrato deve essere servito a una temperatura compresa tra i 15°C e i 18°C. Questa fascia termica permette di esaltare l'aromaticità floreale e fruttata senza nascondere la struttura tannica. Servirlo troppo freddo ridurrebbe la percezione degli aromi, mentre una temperatura eccessivamente alta accentuerebbe l'alcolicità, alterando l'equilibrio del vino. Assicurati di utilizzare bicchieri di medie dimensioni per consentire una corretta ossigenazione durante la degustazione.
  • Quanto tempo si conserva un Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG?
    Sebbene il disciplinare permetta un'invecchiamento fino a 2-3 anni, gli esperti consigliano di consumare il Ruchè entro 15-18 mesi dalla vendemmia. Questo periodo garantisce di cogliere il vino nel suo massimo splendore aromatico, preservando quelle note floreali e speziate che lo rendono unico. Con il passare del tempo, il vino evolve diventando più complesso ma perdendo parte della sua freschezza originaria. Se acquisti una riserva, puoi permetterti di attendere qualche anno in più, ma per la versione standard, la giovanezza è il suo punto di forza.
  • Dove si producono ufficialmente i vigneti di Ruchè DOCG?
    La denominazione DOCG Ruchè di Castagnole Monferrato è riservata esclusivamente ai vigneti situati nelle colline della provincia di Asti. I comuni autorizzati sono sette: Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. I terreni devono essere collinari, con altitudini comprese tra i 120 e i 400 metri sul livello del mare, e caratterizzati da composizioni argillose, limose, sabbiose e calcaree. Queste condizioni pedoclimatiche specifiche sono essenziali per conferire al vino il suo carattere unico e irripetibile.
  • Qual è l'origine storica del vitigno Ruchè?
    Le origini del vitigno Ruchè sono legate alla storia monastica della zona. Si ritiene che sia stato introdotto in Italia dai monaci, probabilmente provenienti dalla Borgogna, che lo impiantarono vicino al convento di San Rocco. Questo collegamento storico suggerisce una parentela con vitigni borgognoni, sebbene nel tempo si sia adattato perfettamente al terroir del Monferrato astigiano. Oggi è considerato uno dei vitigni autoctoni più rari e preziosi del Piemonte, tutelato rigorosamente dal disciplinare DOCG per mantenerne l'integrità genetica e qualitativa.

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