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Vino Rosso · Vino rosso piemontese

Dolcetto di Ovada

Aggiornato il 25 settembre 20266 capitoli4 domande frequenti
ovada

Nel cuore dell'alessandrino, patria del Dolcetto di Ovada

Quando dalla Lombardia si raggiunge il Piemonte, l'alessandrino nella fattispecie, una delle prime zone di cui si varcano i confini è quella che dà i natali ad uno dei vini rossi più famosi ed apprezzati della regione, conosciuto come Dolcetto di Ovada. Come si evince dalla denominazione (garantita), si tratta di una specialità ottenuta per mezzo della lavorazione di uve Dolcetto, ricorrenti praticamente in tutte le province piemontesi. Per quanto riguarda l'esatta zona di produzione del Dolcetto di Ovada, la legge regolamenta la vinificazione di questo rosso in un'area collinare che comprende 23 comuni in provincia di Alessandria: oltre, naturalmente, ad Ovada, si tratta di Lerma, Roccagrimalda, Tagliolo Monferrato e diversi altri. Il vino in questione si presenta all'esame delle caratteristiche organolettiche con un colore rosso rubino piuttosto intenso e tendente al granato. Al pari del Dolcetto d'Alba, negli attimi che seguono immediatamente il versamento nel calice, questo vino produce una schiumetta violacea morbida e gradevole. All'olfatto, questo vino vanta un profumo tipicamente vinoso, mentre in bocca si distingue per un sapore asciutto, morbido e secco, arricchito da un evidente retrogusto amarognolo.

Un vino affascinante e vario negli abbinamenti

Il Dolcetto di Ovada classico ha una gradazione alcolica minima di 11,5 gradi, che diventano 12,5 nel caso si parli di Dolcetto di Ovada Superiore, un'etichetta di origine controllata garantita. Per ottenere quest'ultima specialità l'invecchiamento non può durare meno di 14 mesi e può proseguire fino ad un massimo di 8 anni. Tuttavia, per quanto concerne le modalità di conservazione, se si tratta di un vino giovane e si preferiscono le caratteristiche dei novelli, lo si può consumare entro un anno dall'imbottigliamento, che diventano 2-3 per la maturazione "ordinaria". Il Dolcetto di Ovada classico va servito ad una temperatura compresa tra i 16 e i 18 gradi centigradi, che possono diventare anche 20 nel caso del Dolcetto di Ovada superiore. Notevole è anche la varietà degli abbinamenti enogastronomici possibili con questo vino, e variabili in base all'invecchiamento. Con l'Ovada classico, ad esempio, si possono accompagnare ottimi primi piatti a base di carne, come la pasta asciutta al ragù oppure pasta al sugo di tartufo e funghi, piuttosto che secondi piatti come arrosti di carne bianca o rossa. L'Ovada invecchiato, invece, si sposa a perfezione con i formaggi a pasta dura stagionati e saporiti e con piatti più elaborati.

Vini da due secoli: l'Azienda Accornero

Come capita del resto per ogni provincia del Piemonte, in corrispondenza delle grandi zone di produzione vinicola, anche qui nell'alessandrino, patria del Dolcetto di Ovada, le cantine e le aziende vinicole non mancano e sono pronte ad aprire i battenti a turisti, curiosi e clienti desiderosi di godere dei migliori calici rossi della zona. Tra le cantine più famose, ad esempio, ci sono quelle della famiglia Accornero, gestita a conduzione familiare addirittura dal 1839 e situata a Vignale Monferrato. Dalla prima metà del XIX secolo, ancora oggi, i discendenti di Bartolomeo Accornero sono impegnati nella cura dei vigneti di famiglia e nella produzione di vini di alta qualità. Chi raggiunge l'Azienda Agricola Accornero e Figli trova soprattutto i vini del Monferrato Casalese, a partire da Barbera e Grignolino.

"Terredavin" a Barolo: il meglio del Piemonte DOC

Proprio nella patria del Barolo sorge un'altra azienda vinicola piemontese specializzata, tra le altre cose, nella produzione del Dolcetto di Ovada: si tratta della "Terredavin", situata a Barolo (CN), un'azienda che rappresenta un unicum nella produzione vinicola langarola: 4500 ettari di vigneti e più di 2500 viticoltori che vengono qui ad imbottigliare i loro vini. Da qui nasce una filiera dell'alta qualità che non teme confronti ed è contraddistinta da una varietà senza eguali. Terredavin ha un'unica regola: produrre solamente vini al 100% piemontesi, DOC e DOCG.

"Le Marne" a Parodi Ligure

Più giovane e situata in una zona differente è la Cantina "Le Marne", situata al numero 22 di Salita Colla, a Parodi Ligure (AL). Fondata nel 2002 da un progetto familiare condotto da Federica Carraro e Luigi Grosso, l'azienda produce unicamente vini biologici, lavorando alla ricerca di una fusione perfetta tra le esigenze umane e quelle del territorio. Tramite una produzione non intensiva e rispettosa dell'ambiente, vedono la luce bottiglie di Dolcetto di Ovada e di altri vini del territorio.

Azienda Agricola Gaggino: vini dal 1920

Chiudiamo la nostra rassegna delle cantine considerabili punti di riferimento per turisti e curiosi, con un'azienda situata nel cuore della patria del Dolcetto, ovvero ad Ovada. Stiamo parlando dell'Azienda Agricola Gaggino, fondata nel 1920 e gestita a conduzione familiare: si occupa di un vigneto esteso su 20 ettari. Oggi a capo c'è Gabriele, che conduce le attività con la medesima passione e la stessa dedizione dei suoi avi.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Dolcetto di Ovada classico e la versione Superiore?
    La distinzione fondamentale risiede nel grado alcolico e nei tempi di invecchiamento obbligatori. Il Dolcetto di Ovada classico ha una gradazione massima di 11,5 gradi e viene commercializzato giovane, spesso entro un anno dall'imbottigliamento per preservarne la freschezza. Al contrario, la versione Superiore richiede un titolo alcolometrico minimo di 12,5 gradi e deve essere sottoposta a un invecchiamento di almeno 14 mesi, potendo arrivare fino a 8 anni. Questa maturazione conferisce al Superiore una struttura più complessa, un colore che tende al granato e note più intense, rendendolo adatto a un consumo più tardivo rispetto alla versione normale.
  • A quale temperatura devo servire il Dolcetto di Ovada per esaltarne le caratteristiche?
    La temperatura di servizio varia in base alla tipologia di vino selezionato. Per il Dolcetto di Ovada classico, che è più leggero e fresco, la temperatura ideale si colloca tra i 16 e i 18 gradi Celsius; servirlo troppo caldo potrebbe nascondere la sua vivacità. Se invece opti per il Dolcetto di Ovada Superiore, grazie alla sua maggiore struttura e ai processi di affinamento, puoi servire il vino leggermente più caldo, fino a 20 gradi Celsius. Questo permette di apprezzare appieno i profumi complessi sviluppati durante l'invecchiamento e la morbidezza del tannino.
  • Che tipo di abbinamenti gastronomici consiglia per il Dolcetto di Ovada?
    I piatti ideali dipendono dall'invecchiamento del vino. Il Dolcetto di Ovada classico, asciutto e secco con un retrogusto amarognolo, si abbina perfettamente a primi piatti di carne come la pasta al ragù o al sugo di tartufo e funghi, nonché a secondi di arrosto di carne bianca o rossa. La versione Superiore, essendo più strutturata e matura, si sposa eccellentemente con formaggi a pasta dura stagionati e sapidi, o con pietanze elaborate e saporite che richiedono un accompagnamento robusto per bilanciare la complessità aromatica del vino.
  • Dove si trova esattamente la zona di produzione del Dolcetto di Ovada?
    Il Dolcetto di Ovada proviene dall'Alessandrino, una zona collinare del Piemonte che confina con la Lombardia. La Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) copre un'area specifica comprendente 23 comuni provinciali. Oltre al comune di riferimento, Ovada, la zona include località come Lerma, Vignale Monferrato, Roccagrimalda e Tagliolo Monferrato. È proprio in questo contesto geografico preciso che le uve Dolcetto acquisiscono le caratteristiche organolettiche uniche, come il colore rosso rubino intenso e la tipica schiumetta violacea.

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