La Vernaccia di  Quaquarini

Vino rosso marche

Vernaccia di Serrapetrona

In una piccola area interna del maceratese si vinifica uno spumante dolce e secco dalle antiche origini già descritto nell'ottocento dai protocolli ministeriali dell'allora Regno d'Italia.

di Redazione

13 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area vinicola della Vernaccia Serrapetrona è una piccola area collinare a 50 chilometri dal Mar Adriatico e 50 chilometri dall'Appennino marchigiano, in provincia di Macerata. La geologia è la stessa di tutta la regione Marche già ampiamente descritta. L'era di inizi è il Cretaceo, circa 140 milioni di anni fa, quando nel fondale marino successivamente emerso si formò il primo strato di maiolica da rocce di calcare e selci molto compatte con forte presenza di fossili microscopici. La storia geologica del bacino Mediterraneo è connessa alle aperture e chiusure dello Stretto di Gibilterra susseguitesi nelle varie ere. La prima sedimentazione fu composta dall'argilla e dalle marne, con i calcari marnosi a scaglia rosa, colore conferito dall'ossidazione soprattutto dell'ematite. Parallelamente si originano rocce di tipo lavico, per la presenza di piccoli vulcani attivi nei fondali marini. Nel periodo geologico successivo si ha una nuova chiusura dello Stretto di Gibilterra. La salinità diviene molto alta nel mar Mediterraneo e la poca ossigenazione, favorisce la sedimentazione di strati gessosi e solfiferi con marne scure, argille bituminose e rocce solfatiche e a successivi strati sedimentari di fossili marini invertebrati e pesci primordiali. Nel Pleistocene, si sedimenta l'ultimo strato di natura ghiaiosa e alluvionale, molto importante per la crescita delle vigne attuali, perché la ghiaia riflettete sulle piante la luce solare e trattiene il calore accumulato durante il giorno. Inoltre il nutrimento dei vitigni consiste negli elementi di origine organica e minerale stratificatisi nelle diverse epoche geologiche come il calcare, che favorisce le strutture acide per l'invecchiamento, assieme all'argilla che ne conferisce aromi animali e la ghiaia che ne fissa le strutture negli acini. Il clima collinare dell'interno delle Marche ha caratteristiche sia mediterranee che continentali. L'influenza del mare ha un peso relativo, minore nel determinare le condizioni climatiche rispetto all'altitudine media di 300 metri sul livello del mare e la vicinanza degli Appennini. L'inverno è generalmente freddo e piovoso. Le nebbie sono frequenti e le nevicate, anche se rare, sono assai intense e abbondanti. Per contro le estati sono calde e soleggiate, di durata abbastanza lunga.

I vitigni rossi

Il vitigno principale per la produzione della denominazione di origine controllata Serrapetrona è la Vernaccia Nera. Dopo le recenti indagini sul DNA, si è stabilito che questo vitigno è nettamente differente da quello di San Gimignano e di Oristano, molto più simile alla varietà Grenache che alle sue sorelle italiane. Invecchia ottimamente e, quando vinificato in purezza, fornisce dei vini di buon corpo e colore rubino fitto, con sentori vinosi e retrogusti leggermente amarognoli. Ha un ottima vigorosità e matura tardi; predilige i territori collinari marnosi e arenarei.

La Vernaccia di Serrapetrona DOCG

La denominazione di origine controllata e garantita Vernaccia di Serrapetrona fu istituita per decreto ministeriale il 31 luglio 2003 per modificare la precedente denominazione DOC del 22 luglio 1971. Autorizza la produzione di vino rosso spumante dolce e secco nel comune di Serrapetrona e in parte quello dei comuni di Belforte del Chienti e di San Severino Marche, in provincia di Macerata. L'uva autorizzata per la vinificazione è la Vernaccia Nera per almeno l'85% dell'assemblaggio a cui possono concorrere anche le uve provenienti da vitigni a bacca rossa, idonei alla coltivazione nella provincia di Macerata, da soli o congiuntamente, in misura non superiore al 15% del totale. Ai fini dell'iscrizione nell'albo sono da considerare idonei i vigneti di giacitura ed orientamento adatti con una altitudine non superiore ai 700 metri; sono esclusi i terreni di fondovalle e non sufficientemente soleggiati. La resa massima dell'uva non deve superare le 10 tonnellate per ettaro e si devono assicurare almeno 9.5% vol. alcolici, prima dell'appassimento. L'appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei ed è consentito l'uso di impianti di ventilazione. Il vino ha spuma persistente a grana fine; il colore va dal granato al rubino con odore caratteristico e vinoso. Il sapore è caratteristico, da secco a dolce, con fondo gradevolmente amarognolo. Entrambe le tipologie, secca e dolce, si abbinano bene le crespelle, i calcioni di ricotta, le crostate e i dolci. Per il secco inoltre, con formaggi stagionati semiduri e cotture bollite con salse, mentre il dolce anche biscotti secchi, dolci tipici di carnevale, (chiacchiere e castagnole secche), dolci tipici locali. È un vino spumante molto antico, viene citato nel 1875 in un bollettino ampelografico dell'allora Ministero dell’Agricoltura, in cui si riconosce al vitigno Vernaccia Nera di Serrapetrona l'eccellente vocazione alla produzione di vini da pasto. Il metodo di vinificazione della Vernaccia di Serrapetrona è molto particolare. Prevede tre fermentazioni e rifermentazioni successive : il 60% delle uve viene vinificato al momento della vendemmia, il restante 40% (tutto a base di Vernaccia nera) viene messo ad appassire su graticci con i grappoli legati due a due. Entro la metà del mese di gennaio l’uva viene pigiata e alla fine del mese inizia l’ultima fase , che consiste l’unione del mosto ottenuto dalle uve appassite con il vino base e si procede alla terza ed ultima fermentazione naturale. Non si hanno altre notizie riguardanti procedure simili nel mondo.

Le aziende

L'Azienda Agricola Alberto Quaquarini vinifica la Vernaccia Nera DOCG dal colore rosso rubino vivace, con perlage ricco e persistente. Al naso presenta aromi primari tipici del vitigno. Al palato risulta molto corposo, sapido, rotondo fino al dolce, morbido e lungo, al retrogusto gradevole ed amarognolo. L'Azienda Agricola Colleluce di Malavolta Franca vinifica la Vernaccia dolce e secca al 100% in purezza.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Vernaccia di Serrapetrona e gli altri vitigni Vernaccia?
    Nonostante il nome condiviso, la Vernaccia Nera di Serrapetrona è geneticamente distinta dalle varietà di San Gimignano e Oristano. Studi sul DNA hanno dimostrato che essa è filogeneticamente più affine al Grenache francese che alle altre 'sorelle' italiane. Questa specificità genetica si riflette nelle caratteristiche enologiche: il vino risultante offre un corpo robusto, un colore rubino intenso e note aromatiche tipiche, con un finale lievemente amarognolo che lo rende unico nel panorama dei vini italiani.
  • Come funziona il complesso processo di vinificazione a tre fermentazioni?
    La produzione della Vernaccia di Serrapetrona segue un metodo unico al mondo basato su tre fasi distinte. Il 60% dell'uva viene vinificato immediatamente dopo la vendemmia per ottenere il vino base. Il restante 40%, sempre Vernaccia Nera, subisce un processo di appassimento su graticci per concentrare zuccheri e aromi. A gennaio, le uve appassite vengono pigiate e il loro mosto viene unito al vino base, innescando una terza e definitiva fermentazione naturale che genera la frizzantezza caratteristica e la complessità del prodotto finale.
  • È vero che esistono versioni sia secche che dolci? Come si distinguono?
    Sì, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) autorizza la produzione di entrambe le tipologie, offrendo un'esperienza sensoriale diversificata. La versione secca presenta una spuma persistente e note vinoshe, ideale per accompagnare piatti salati. La versione dolce mantiene la struttura ma evidenzia maggiore morbidezza e sapidità. Entrambe condividono il colore dal granato al rubino e un retrogusto gradevolmente amarognolo, garantendo coerenza stilistica pur nella diversità di gradazione zucchina residua.
  • Con quali cibi è consigliato abbinare la Vernaccia di Serrapetrona?
    La versatilità di questo spumante permette abbinamenti diversi in base alla tipologia. La versione secca si sposa eccellentemente con formaggi stagionati semiduri e primi piatti con salse o cotture bollite. La versione dolce, grazie alla sua acidità e struttura, è perfetta per accompagnare dolci tipici come crespelle, calcioni di ricotta, crostate, nonché biscotti secchi e specialità carnovalesche come chiacchiere e castagnole. In generale, funge da ponte armonioso tra la sapidità dei piatti e la dolcezza dei dessert.
  • Quali sono le caratteristiche pedoclimatiche ideali per questa DOCG?
    I vigneti devono trovarsi in zone collinari, escluse le fondovalle poco soleggiate, con un'altitudine massima di 700 metri. Il terreno, eredità geologica del Cretaceo, è composto da calcari, marne, selci e ghiaie alluvionali. Questo mix è cruciale: il calcare garantisce acidità e struttura per l'invecchiamento, l'argilla conferisce aromi animali, mentre la ghiaia riflette la luce solare e trattiene il calore notturno. Il clima, influenzato dagli Appennini, combina frescura invernale con estati calde, favorendo la maturazione tardiva della Vernaccia Nera.

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