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Vino Bianco · Vino bianco siciliano

Sciacca

Aggiornato il 24 novembre 20114 capitoli5 domande frequenti
Panorama al tramonto

La zona vinicola

La produzione del vino a denominazione Sciacca, in provincia di Agrigento, comprende una piccola porzione di territorio sulla costa sud occidentale della Sicilia. Grazie all'approvazione di numerose piccole denominazioni locali, il vino della parte occidentale dell'isola sta conoscendo una nuova identità, che sicuramente si affermerà a breve sul mercato nazionale. I vini di Sciacca sfruttano terreni molto calcarei con notevole presenza di ciottoli molto benefica ai vitigni, soprattutto allo Chardonnay che potrebbe risentire di improvvise, anche seppur molto improbabili, eccessive escursioni termiche. I rilievi collinari possono essere anche molto ripidi nelle loro terminazioni sul mare. Il clima è caldo e temperato, con estati lunghe e ventilate dal mare che apporta salinità ai vigneti conferendo al vino aromi caratteristici.

I vitigni bianchi

Nella produzione dei bianchi sotto la denominazione Sciacca vengono utilizzati i vitigni delle varietà Grecanico, Chardonnay, Inzolia e Catarratto bianco lucido. Lo Chardonnay è uno dei grandi vitigni nobili, forse il più conosciuto e tra i più piantati ormai in tutto il mondo, tanto che il suo nome è ormai famigliare anche agli astemi. La sua origine è chiaramente francese, per la precisione della Borgogna, dove per lungo tempo è stato l'unico vitigno utilizzato per i grandi bianchi. Fornisce vini di elevato grado alcolico, talvolta lievemente dolce, e spesso, se invecchiato, con leggeri profumi di rovere. La sua gamma aromatica è ampissima, e comprende anche profumi di lamponi, frutti tropicali, pesce, vaniglia, pomodoro, tabacco, tè e rose. Ha anche una estrema facilita di coltivazione, fatto che lo rende ancora più popolare nei vigneti, dove riesce ad esprimersi al meglio con rese intorno alle 8 tonnellate per ettaro e rese in vino di 30 ettolitri per ettaro. L'unica sua controindicazione sembra essere una germogliazione precoce, che la rende soggetta a rischio per le gelate primaverili, inconveniente che non sussiste nei climi caldi e i territori spesso ciottolosi della Sicilia. Le bucce molto sottili possono essere soggette al marciume e una maturità eccessiva può fargli perdere velocemente acidità. È molto adattabile alle numerose metodologie di vinificazione tanto da essere essenziale anche nella spumantizzazione, con notevoli capacita di invecchiamento che lo rendono il protagonista dei famosissimi Champagne Blanc de Blancs ottenuti in purezza. Quando attaccato dal marciume invece produce ottimi tagli per i vini dolci.

Lo Sciacca DOC bianco

La denominazione di origine controllata Sciacca fu istituita dal decreto ministeriale del 5 giugno 1998 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rosati e rossi, nei soli comuni di Sciacca e Caltabellotta, in provincia di Agrigento. Le tipologie disciplinate sono lo Sciacca bianco, lo Sciacca Grecanico, lo Sciacca Chardonnay, lo Sciacca Inzolia e lo Sciacca Riserva Rayana. Per la produzione dei bianchi si usa una base ampelografica composta dai quattro vitigni autorizzati per almeno il 70% del taglio a cui si possono aggiungere altre uve coltivate nella zona. Il Riserva Rayana invece deve essere composto per almeno l'80% dai soli vitigni Inzolia e Catarratto Bianco Lucido. Le rese massime autorizzate sono fissate a 12 tonnellate per ettaro ad eccezione del Riserva Rayana per cui le rese massime sono autorizzate fino ad un massimo di 10 tonnellate. Questa Riserva deve essere invecchiata per almeno due anni, di cui uno in botte, prima di essere commercializzato. I vini sono di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, ad eccezione dello Chardonnay che prende sfumature dorate e del Riserva Rayana che invece è di colore giallo dorato. Il naso è intenso e delicato e per gli Chardonnay e l'Inzolia fruttato. I vini sono secchi e a volte freschi. Negli abbinamenti il Bianco si accorda con gli antipasti di mare e le sarde ripiene, mentre allo Chardonnay possiamo abbinare anche il tonno ai ferri e gli spaghetti all'astice. Con il Grecanico si preferiscono i molluschi, i crostacei, i formaggi molli e i risotti ai frutti di mare. Gli Inzolia sono ottimi con le grigliate, gli spaghetti con le seppie e pomodorini freschi e le insalate di mare. Il Riserva si accorda con sapori più strutturati come gli spaghetti alle vongole, l'orata e le grigliate.

Le aziende e il vino in piazza

Le aziende commercializzano lo Sciacca ancora a livello locale e molte preferiscono utilizzare le denominazioni IGT dei vitigni seguendo una moda recente di valorizzazione della varietà. Per la degustazione di questi vini si può partecipare alle numerose manifestazioni e sagre organizzate per valorizzare i prodotti tipici locali della Sicilia occidentale, molto attiva in questo genere di eventi. Uno di questi eventi è la “Festa di Carnevale” di Sciacca, dove tra la sfilata dei carri allegorici e le bande musicali vengono organizzate le degustazioni dei vini, degli oli, del pane e di tanti altri prodotti. Altrimenti potreste partecipare alla Sagra del vino di Montevago che si tiene tra la seconda e la terza settimana di ottobre, dove vengono invitati tutti i produttori delle provincie occidentali.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre lo Sciacca DOC bianco?
    Il disciplinare dello Sciacca DOC bianco prevede l'utilizzo di un blend di uve autoctone e internazionali. I vitigni autorizzati come base per il taglio sono Grecanico, Chardonnay, Inzolia e Catarratto bianco lucido, che devono costituire almeno il 70% dell'assemblaggio. È possibile integrare il restante 30% con altre uve bianche coltivate nell'area geografica specifica. Una menzione particolare merita la tipologia 'Riserva Rayana', che richiede una composizione diversa: deve essere composto per almeno l'80% esclusivamente da Inzolia e Catarratto Bianco Lucido, garantendo profili organolettici distinti rispetto alle altre versioni.
  • Come influisce il territorio costiero e il suolo calcareo sulle caratteristiche dello Sciacca?
    I vigneti dello Sciacca DOC si trovano nella fascia costiera sud-occidentale della Sicilia, in provincia di Agrigento, su terreni prevalentemente calcarei e ricchi di ciottoli. Questa conformazione pedologica è fondamentale perché trattiene bene l'acqua e riflette la luce solare, favorendo la maturazione delle uve. Inoltre, il clima caldo e temperato, mitigato dalle brezze marine, permette una ventilazione naturale che riduce i rischi fungini. La vicinanza al mare apporta salinità all'aria e al suolo, conferendo ai vini finali note aromatiche minerali e saline tipiche, oltre a una struttura equilibrata nonostante le temperature elevate.
  • Cosa distingue lo Sciacca Riserva Rayana dalle altre tipologie di bianco?
    Lo Sciacca Riserva Rayana si differenzia nettamente dalle altre categorie per composizione, invecchiamento e colore. Mentre gli altri bianchi possono essere un blend di quattro vitigni, il Rayana deve contenere almeno l'80% di Inzolia e Catarratto Bianco Lucido. Dal punto di vista normativo, è sottoposto a un periodo di affinamento obbligatorio di due anni, di cui almeno uno in botti di legno, prima della commercializzazione. Questo processo conferisce al vino un colore giallo dorato più intenso, una struttura più corpulenta e aromi complessi che ricordano la frutta matura e le spezie, distinguendolo dalla freschezza e dal colore giallo paglierino delle versioni giovani.
  • Con quali piatti della cucina siciliana è consigliato abbinare lo Sciacca Chardonnay?
    Lo Sciacca Chardonnay, grazie alla sua versatilità e alla capacità di esprimere note fruttate e talvolta di rovere se affinato, si abbina splendidamente a piatti di mare strutturati. È ideale per accompagnare il tonno ai ferri, che richiede vini con buona struttura e acidità per bilanciare la carne del pesce, oppure con gli spaghetti all'astice, dove i sentori del vino dialogano con la dolcezza del crostaceo. A differenza del Grecanico, più adatto ai molluschi delicati, il Chardonnay offre una presenza in bocca capace di reggere sapori più intensi e cotture alla brace, mantenendo l'equilibrio salino tipico del territorio.
  • Dove e quando posso trovare eventi dedicati alla degustazione dello Sciacca DOC?
    Anche se la commercializzazione rimane spesso a livello locale, la promozione di questi vini avviene attraverso vivaci eventi enogastronomici. Un appuntamento fisso è la 'Festa di Carnevale' di Sciacca, dove durante le sfilate dei carri allegorici vengono organizzate degustazioni dedicate ai vini locali, insieme ad oli e pane. Un'altra occasione importante è la Sagra del vino di Montevago, che si svolge tra la seconda e la terza settimana di ottobre. Durante questa manifestazione, i produttori delle province occidentali siciliane presentano le proprie etichette, offrendo l'opportunità unica di assaggiare direttamente le diverse annate e tipologie dello Sciacca DOC.

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