pinot nero

Vitigni rossi

Pinot Nero

Il Pinot Nero è tra le grandi nobili rosse mondiali, un uva dai risultati straordinari sia nella produzione dei vini fermi che in quella degli spumanti. Amante dei climi freddi e secchi, il Pinot Noir è il capostipite di una grande famiglia di uve, nate nella Borgogna di molti secoli fa, e oggi diffuse in tutte le regioni a clima freddo del mondo.

di Redazione

11 maggio 2012

La varietà

Il Pinot Nero è il nome italiano del Pinot Noir, la nobilissima uva francese che riesce a fornire splendidi risultati in tutto il mondo, là dove viene piantata nel suo clima ideale. È la grande uva originaria della Borgogna, non facile da coltivare, in quanto va seguita costantemente e impone molta fatica da parte dei viticoltori e dei produttori, chiaramente in cambio di risultati straordinari, tanto da essere comunque una delle più coltivate. È il capostipite della grande famiglia dei Pinot, sicuramente il vitigno più pregiato tra tutti quelli appartenenti alla stirpe. Questa caratteristica di modificazioni genetiche numerose si deve al fatto che questo vitigno fu uno dei primi ad affacciarsi sul pianeta milioni di anni fa, poi modificata in continuazione antropologicamente con altre uve selvatiche. Non ha risultati regolari, e questo dà molto da fare ai produttori, e può essere coltivato solo in climi freschi o freddi, mentre non riesce a svilupparsi nelle aree calde, dove chiaramente è del tutto assente. Fornisce vini sensuali, meno strutturati sia in tannini che nel corpo rispetto ai vari Syrah e Cabernet, ma con impatti gusto-olfattivi unici, che i francesi vinificano da secoli in Borgogna ed è uno dei vitigni che più esprime le caratteristiche del territorio. I vini Pinot Noir sono affascinati da giovani, ma possono invecchiare molto lentamente, tanto da essere tra i grandi di Borgogna. Nei primi anni di età i vini si indirizzano su gusti di lampone, fragola, ciliegia e violetta, mentre con il passare degli anni si affacciano i tocchi di spezie, pepe nero, vegetali autunnali e infine, nei grandi invecchiati, toni animali. Solo in Francia si usano 46 cloni diversi a seconda delle scelte del produttore che vuole indirizzare il suo vigneto verso una maggiore resistenza al marciume, o verso rese maggiori o maturazioni più longeve. Generalmente il Pinot Noir germoglia e matura precocemente, e quindi soffre di colatura nei terreni umidi e particolarmente freddi di pianura. Va quindi meglio in collina, dove la ventilazione porta via l'umidità. Ma il clima freddo gli impedisce di accelerare la maturità delle uve, che in questo vitigno si traduce in una rapida perdita di aromi e struttura. Preferisce i terreni calcarei, che conferiscono una buona acidità. A causa della sua buccia sottile è particolarmente difficile da vinificare, in quanto deve essere trattato con molta delicatezza. Il Pinot Noir è anche utilizzatissimo nella produzione dei grandi Champagnes o dei grandi spumanti per la sua particolare predisposizione alla vinificazione in bianco. È l'uva storica della Borgogna, ma anche della Champagne e si sta affermando sempre più nella Loira, mentre in Alsazia è l'unico vitigno rosso degno di nota.

Il Pinot Noir nel mondo

Un uva cosi nobile non poteva mancare anche negli altri paesi viticole del mondo. In Germania dagli anni 80 del novecento si è assistiti ad una esplosione della sua richiesta, dove è conosciuto con il nome di Spätburgender. I tedeschi tendono a vinificarlo alla borgognona, secco e strutturato, utilizzando macerazioni lunghe. È diffuso anche in Austria, Croazia e Serbia dove fornisce ottimi risultati. Al di fuori dell'Europa se ne contano alcuni ettari in Azerbaijan e nei paesi limitrofi. In America, nella classica California e nel clima freddo dell'Oregon ha invece notevole importanza, e i produttori stanno vinificando ottimi vini dal Pinot Nero, anche se alcuni cloni sembrano essere non realmente corrispondente al vero Pinot. Naturalmente è presente anche nello Stato di Washington, al confine canadese, e nello stesso Canada, paesi che per ragioni climatiche sono molto adatte a questa varietà. Il Sud Africa ha iniziato a coltivare il Pinot Noir nelle sue zone più fredde meridionali, ma ancora il vitigno non è riuscito a farsi apprezzare come i rossi autoctoni sudafricani. Non potevano mancare nel panorama mondiale del Pinot Noir l'Australia e la Nuova Zelanda, con una crescita esponenziale delle superfici vitate nelle aree fredde. Questi paesi non solo hanno importato le uve, ma anche le conoscenze dalla Borgogna, ingaggiando numerosi enologi francesi e nonostante un clima, quello australiano, non propriamente da Pinot Noir, stanno ottenendo buoni risultati soprattutto nella spumantistica.

Il Pinot Nero in Italia

Il Pinot nero sta rivestendo grande importanza anche nel nord Italia, in particolare nei freddi climi della Lombardia e del Friuli, adatti a questa varietà. Se in Friuli si preferisce vinificarlo secco e fermo, in Lombardia invece è alla base della spumantistica di Franciacorta, che sta dando fantastici risultati, e nella spumantistica dell'Oltrepo Pavese Metodo Classico. I risultati per queste due denominazioni di origine sono a dir poco esaltanti, grazie anche all'attenta vinificazione dei produttori e a dei disciplinari molto precisi e a difesa di un metodo antico. Anche il Trentino Alto Adige partecipa ad un'ottima produzione di vini dal Pinot Noir, anche se lì il Lagrain è ancora il vitigno rosso per eccellenza.

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Domande frequenti

  • Perché il Pinot Nero è considerato un vitigno così difficile da coltivare e vinificare?
    Il Pinot Nero richiede cure costanti perché germoglia e matura precocemente, rendendolo vulnerabile alle gelate tardive e alla colatura in terreni umidi. La sua buccia sottile lo rende fragile durante la vendemmia e delicato in cantina, necessitando di trattamenti morbidi per evitare ossidazioni o estrazioni eccessive di tannini amari. Inoltre, non offre rese regolari: ogni annata può essere diversa dall'altra, costringendo i viticoltori a monitorare costantemente i vigneti. Per questi motivi, è spesso definito "l'uva dei santi" poiché premia solo chi possiede pazienza, precisione e competenze tecniche elevate, richiedendo generalmente posizioni collinari ben ventilate per evitare ristagni di umidità.
  • Quali sono i principali sapori e profumi tipici del Pinot Nero giovane e invecchiato?
    Da giovane, il Pinot Nero si distingue per la sua eleganza fruttata, offrendo note vivaci di lampone, fragolina di bosco, ciliegia e talvolta fiori come la violetta. Man mano che il vino invecchia, sviluppa complessità notevoli: emergono sfumature di spezie dolci, pepe nero, funghi porcini, foglie autunnali e humus. Nelle versioni più longeve e di alta qualità, possono apparire note animali, cuoio e tabacco. A differenza di vitigni strutturalmente potenti come il Cabernet Sauvignon, il Pinot Nero mantiene una struttura più leggera e setosa, affidandosi alla sua acidità naturale e alla finezza dei tannini per evolversi armoniosamente nel tempo.
  • In quali regioni italiane si produce il Pinot Nero di migliore qualità?
    In Italia, il Pinot Nero trova il suo habitat ideale nelle regioni settentrionali caratterizzate da climi freschi. La Lombardia è probabilmente la regione più importante, specialmente in Franciacorta e nell'Oltrepò Pavese, dove il vitigno è fondamentale per la produzione di eccellenti spumanti Metodo Classico. In Friuli Venezia Giulia, il Pinot Nero viene vinificato prevalentemente come vino fermo, secco e strutturato, mostrando grande espressività. Anche il Trentino-Alto Adige contribuisce con produzioni di pregio, sebbene qui il Lagrein resti il vitigno rosso storico per eccellenza. L'attenzione ai disciplinari e alle pratiche enologiche tradizionali garantisce risultati di altissima qualità in queste aree.
  • Come si posiziona il Pinot Nero rispetto ad altri vitigni internazionali come Syrah o Cabernet?
    Rispetto a vitigni come Syrah, Cabernet Sauvignon o Merlot, il Pinot Nero è generalmente meno strutturato, con un corpo più leggero e tannini molto più fini e setosi. Non cerca la potenza aggressiva, ma piuttosto la sensualità e l'espressività aromatica. Mentre i rossi del Nuovo Mondo o del Sud Italia tendono a essere più alcolici e densi, il Pinot Nero punta sull'eleganza, sulla mineralità e sulla capacità di esprimere il terroir in modo trasparente. Questa delicatezza lo rende anche estremamente versatile in cucina, accompagnando piatti più sottili come carni bianche, selvaggina leggera, pesci grassi e formaggi a pasta tenera, senza sopraffare il palato.
  • Qual è il ruolo del Pinot Nero nella produzione dello Champagne e degli spumanti?
    Il Pinot Nero è uno dei tre vitigni fondamentali (insieme al Chardonnay e al Pinot Meunier) autorizzati nella produzione dello Champagne, dove apporta struttura, corpo e note fruttate rosse al blend. Grazie alla sua vocazione alla vinificazione in bianco (spremitura delicata per non estrarre colore dalle bucce), permette di creare spumanti bianchi da uve nere. Questa stessa caratteristica lo rende indispensabile anche in Italia per spumanti di pregio come Franciacorta e Oltrepò Pavese Metodo Classico. Qui contribuisce a dare profondità e persistenza agli spumanti, elevandoli oltre la semplice freschezza acida, creando profili sensoriali complessi e raffinati.

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