Lambrusco Marani

Vitigni rossi

Lambrusco Marani

Il Lambrusco Marani è uno dei tanti sottotipi di Lambrusco, usato negli assemblaggi emiliani, ma anche lombardi, per produrre vini freschi e leggeri da abbinare con salumi e piatti estivi. Trova spazio anche in qualche DOC ma il suo utilizzo più frequente è nei buoni vini da tavola frizzantini.

di Redazione

24 ottobre 2012

La varietà

Il Lambrusco Marani è uno dei tanti vitigni a bacca rossa della famiglia della vitis labrusche, che come ripetuto in altre occasioni non è da confondersi con la varietà americana, ma piuttosto da associare alle viti selvatiche europee, in particolare quelle appenniniche, che trovano nell'Emilia la loro patria d'origine e diffusione. Qui infatti viene miscelato con gli altri sottotipi di Lambrusco per dare vita al famoso vino emiliano, spesso frizzantino, prodotto soprattutto nelle provincie centrali della regione, ovvero quelle di Parma, Modena e Reggio Emilia. Viene anche coltivato sporadicamente in Basilicata, Trentino, Lombardia e Piemonte, ma è nella regione del parmigiano che trova i suoi significati. Il vitigno si presenta con grappoli di dimensioni medio-grandi, a forma piramidale o cilindrica, lunghi e leggermente alati, con densità mediamente compatte. Le bacche hanno dimensioni medie con forma sferica. Le bucce sono molto concentrate in pruina, spesse e coriacee con colori blu tendenti al nero. Il vitigno è dotato di un'ottima vigoria, con rese molto alte e costanti. La coltivazione trova i migliori risultati nei terreni alluvionali, dove freschezza e lavorazioni in profondità ne favoriscono una produzione qualitativa più alta che negli altri tipi di territori. Ma trova buone risposte anche in presenza di argilla, purché in terreni di ottimo drenaggio. Nell'allevamento si utilizzano sistemi espansi e potature invece corte. Il nome Marani venne utilizzato per la prima volta nel 1825 da Acerbi che cominciò a differenziare i vari sottotipi del Lambrusco, prima sempre identificati come un unico vitigno.

I vini del Lambrusco Marani

I vari sottotipi di Lambrusco vengono raramente vinificati separatamente e in purezza per dar luogo ai vini, ma piuttosto si preferisce assemblarli. Comunque non mancano alcune vinificazioni in purezza specialmente come vino da tavola o in IGT. Nelle denominazioni di origine invece, il Lambrusco Marani trova spazio nei disciplinari di molte DOC, non solo in Emilia. In Lombardia fa parte della denominazione Lambrusco Mantovano, dove è impiegato tra l'85 e il 100 per cento, così come nella sua patria d'origine, dove nel Reggiano trova le stesse percentuali impiegate a Mantova. Nel Colli di Scandiano e di Canossa invece viene impiegato fino al 15 per cento. Viene vinificato anche nel Emilia IGT e nel Mantova IGT. I vini prodotti con alte percentuali di Lambrusco Marani ricalcano le caratteristiche della famiglia, con bei colori rubino brillante, quasi sempre frizzantini e freschi, leggeri di corpo con una gamma olfattiva fruttata di frutti rossi giovani e talvolta tocchi floreali.

I produttori

Un Lambrusco Marani, in assemblaggio al 50 per cento con il Lambrusco Salamino, è quello di Rinaldini nel suo Lambrusco Reggiano Frizzante rosato, con un bel colore cerasuolo e bei profumi profondi di fragola, susine e gerani. Il palato è semplice ma fresco, equilibrato da una buona sapidità e arricchito da una bella persistenza. Viene spumantizzato in autoclave e poi servito con le insalate di riso nelle estati caldi, con un tocco di freschezza in tavola. Venturini invece lo assembla con il Lambrusco Maestri e il Salamino nel Rubino del Ducato, un vino che esprime aromi di mirtilli e di sottobosco su un penetrante fondo floreale. Il palato è ben sapido, per abbinamenti con i salumi anche un pochino stagionati e con la soppressata.

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Domande frequenti

  • Qual è l'origine geografica principale del Lambrusco Marani?
    Il Lambrusco Marani ha come patria d'origine e principale area di diffusione l'Emilia, in particolare le province di Parma, Modena e Reggio Emilia. Sebbene sia coltivato in modo sporadico anche in Basilicata, Trentino, Lombardia e Piemonte, è nella zona del Parmigiano che trova i suoi significati produttivi più importanti. Qui viene prevalentemente miscelato con altri sottotipi di Lambrusco per creare il celebre vino emiliano frizzante.
  • In quali percentuali viene utilizzato nelle DOC lombarde ed emiliane?
    Nelle denominazioni di origine, il Lambrusco Marani gioca un ruolo cruciale. Nella DOC Lambrusco Mantovano in Lombardia, viene impiegato in percentuali molto elevate, dal 85% al 100%. Similmente, nel Reggiano (Emilia) mantiene queste stesse percentuali di impiego. Tuttavia, nelle zone dei Colli di Scandiano e di Canossa, il suo utilizzo è più limitato, arrivando fino al 15% degli assemblaggi, dove contribuisce alla struttura del vino senza dominarlo completamente.
  • Come si presentano fisicamente i grappoli e le bacche di questa varietà?
    Il vitigno si distingue per una notevole vigoria e rese alte. I grappoli sono di dimensioni medio-grandi, con forma piramidale o cilindrica, lunghi e leggermente alati, presentando una densità mediamente compatta. Le bacche sono di media grandezza e sferiche. Le bucce si caratterizzano per essere spesse, coriacee e ricche di pruina, assumendo un colore blu scuro che tende al nero, elementi che conferiscono al vino finale una buona struttura e colore rubino brillante.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche tipiche dei vini prodotti con Lambrusco Marani?
    I vini ottenuti da alte percentuali di Lambrusco Marani sono generalmente freschi, leggeri di corpo e spesso frizzantini. Al naso mostrano una gamma olfattiva fruttata dominata da frutti rossi giovani, accompagnata talvolta da note floreali. Al palato, se ben strutturati, offrono una buona sapidità e persistenza. Spesso vengono vinificati in assemblaggio, ma anche in purezza o IGT mantengono queste linee guida di immediatezza e bevibilità, ideali per un consumo giovane.
  • Con quali cibi è consigliato abbinare il Lambrusco Marani?
    Grazie alla sua freschezza, leggerezza e acidità, il Lambrusco Marani è eccellente per accompagnare piatti estivi e salumi. Si abbina perfettamente con le insalate di riso durante le giornate calde, grazie al suo effetto rinfrescante. È inoltre ideale con salumi, anche leggermente stagionati, e con la soppressata. La sua versatilità permette di apprezzarlo sia come vino da tavola quotidiano, sia in abbinamenti più specifici come il Rosato di Rinaldini con pietanze leggere.

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