Vigneti a Lipari

Vitigni rossi

Corinto Nero

Il Corinto Nero è un raro vitigno siciliano rimasto intonso dalla crisi di filossera della fine dell'ottocento, ancora utilizzato in qualche rara vinificazione a Lipari. Sempre nell'isola si stanno effettuando alcune vinificazioni in purezza giudicate interessanti.

di Redazione

11 ottobre 2012

La varietà

Il Corinto nero è un vitigno a bacca rossa autoctono della Sicilia, particolarmente legato alle isole Lipari, che come moltissimi vitigni ormai italiani, fu introdotto durante la colonizzazione ellenica del VII secolo avanti Cristo conosciuta poi con il nome di Magna Grecia, fondamentale nella costruzione della civiltà romana e quindi italica dell'antichità. Lo stesso nome indica la sua provenienza dalla città di Corinto e lo si trova in abbondanza proprio nella sua patria d'origine e nella vicina Turchia è comunque molto coltivato, ma è coltivato anche in altre aree europee. Le prime notizie vengono infatti fornite dallo storico e scienziato romano Plinio con il nome di Uva Marina Nera, poi riaggiornate dal Gallo in pieno Rinascimento nei sui lavori del 1595. Il Molon lo indica invece nel 1906 con il nome di Passerina Nera. Il Corinto Nero viene a volte associato al Corinto bianco e al Corinto rosa ma si tratta di sue varieta similari ma distinte. Tra i vari sinonimi lo si trova con il nome di Tarmarina nel Reggiano, mentre in altre aree viene indicato con i sinonimi di Passolina, Aiga Passera, Staphina, Patras Currant, Niuriduzzi e molti altri. Il vitigno si presenta con grappoli di dimensioni medio-piccole, a forma conica e lunghi, raramente alati, con densità a spargolo. Le bacche invece sono di dimensioni molto ridotte, sferiche e ricoperte con moltissima pruina. Le bucce sono molto fini e poco consistenti, delicate, di colore rosso tendente al viola. Una delle caratteristica che distinguono questo vitigno è la partenocarpia vegetale, ovvero la fruttificazione senza sviluppo di semi. Il vitigno è poco vigoroso, con rese basse viste le dimensioni degli acini e dei grappoli, ma offre una buona adattabilità alle varie condizioni pedo-climatiche e poca sofferenza alla malattie. Matura precocemente.

I vini del Corinto Nero

Il Corinto Nero viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio. Nella purezza offre poco colore al vino ed un naso delicatamente aromatico, ma con profumi profondi, mentre al palato risulta speziato e leggermente strutturato. Trova impiego anche nel commercio di uva passa. Viene utilizzato in assemblaggio nella denominazione di origine Malvasia delle Lipari DOC bianco mentre in purezza sta vivendo delle interessanti sperimentazioni, come nell'azienda di Nino Caravaglio che vinifica il Nero du Monti dalle uve cresciute su terreni fortemente vulcanici a 400 metri di quota. Il vino assume quindi un bel carattere per essere abbinato con carni rosse di una certa elaborazione.

I produttori

Tra i produttori si segnala Hauner che taglia la sua Malvasia con il % per cento di Corinto Nero sia per vinificare il passito. Il Malvasia delle Lipari Passito Selezione Carlo Hauner è molto reputato, ricco di profumi di caramello, cedro, datteri, miele ed erbe aromatiche. Palato sopraffino, denso ma fresco, pieno di aromi dolci di miele per essere abbinato alla torta di mele. Ottimo anche l'altro passito, ambrato e luminoso con le confetture d'albicocca e il torrone finite dalle erbe aromatiche. Palato equilibrato con piccoli tocchi alla nocciola nel finale per abbinarsi al parfait di pistacchi. Nella versione non passito il Malvasia delle Lipari DOC di Hauner si fa ambra chiaro con belle sensazioni di gelsomino, fiori d'arancio e pompelmo. Bocca delicata e sapori di miele e frutta secca, da associare al tortino al pistacchio.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino prodotto in purezza dal vitigno Corinto Nero?
    Il vino ottenuto dal Corinto Nero in vinificazione pura si distingue per una struttura leggera e un colore piuttosto tenue, tipico dei vitigni a bacca piccola. Al naso offre un profilo aromatico delicato ma profondo, con note speziate che ne definiscono il carattere. Al palato risulta leggermente strutturato, non eccessivamente tannico, e mostra una buona freschezza. Sebbene non sia un vino potente e concentrato come quelli derivanti da vitigni più robusti, il suo valore risiede nella complessità olfattiva e nell'eleganza, rendendolo adatto a chi cerca vini leggeri ma intriganti, specialmente quando proviene da terroir specifici come quelli vulcanici delle Eolie.
  • Perché il Corinto Nero è considerato un vitigno antico e quale legame ha con la storia greca?
    Il Corinto Nero è un vitigno autoctono siciliano le cui origini risalgono alla colonizzazione ellenica del VII secolo a.C., nota come Magna Grecia. Il suo nome stesso deriva dalla città greca di Corinto, da cui sarebbe stato importato. Fonti storiche come Plinio il Vecchio lo citano già come 'Uva Marina Nera', confermandone la presenza in Italia fin dall'antichità. Questa lunga tradizione lo rende un reperto vivente della biodiversità agricola mediterranea, sopravvissuto intatto alla crisi fillosserica della fine dell'Ottocento che decimò molte altre varietà, mantenendo viva la memoria enologica classica nelle zone di produzione attuali, principalmente a Lipari.
  • Come si presenta fisicamente il grappolo e la bacca del Corinto Nero?
    Il vitigno presenta grappoli di medie-piccole dimensioni, dalla forma conica e allungata, spesso raramente alati e con una densità aperta (spargolo). Le bacche sono estremamente piccole, sferiche e ricoperte da una consistente pruina biancastra, che protegge la pelle sottile. Le bucce sono molto fini, delicate e di colore rosso-violaceo. Una peculiarità botanica importante è la partenocarpia vegetale, ovvero la capacità di produrre frutti senza lo sviluppo di semi, il che influisce sulla dinamica di maturazione e sulla resa enologica, contribuendo alla bassa vigoria e alle rese contenute della pianta.
  • In quali contesti produttivi siciliani si trova attualmente il Corinto Nero?
    Attualmente, il Corinto Nero è un vitigno raro, confinato prevalentemente alle Isole Eolie, in particolare Lipari. Qui viene impiegato sia in vinificazioni in purezza, oggetto di recenti sperimentazioni interessanti che ne esaltano il potenziale su terreni vulcanici, sia in assemblaggio. Un uso tradizionale e diffuso è nell'ambito della Denominazione di Origine Controllata Malvasia delle Lipari DOC, dove viene aggiunto in percentuali limitate ai vini bianchi per aggiungere struttura e aroma. Inoltre, data la natura delle sue bacche piccole e zuccherine, trova impiego nella produzione commerciale di uva passa e nei passiti, dove contribuisce a profili sensoriali ricchi e complessi.
  • Quali abbinamenti gastronomici sono consigliati per i vini a base di Corinto Nero?
    Gli abbinamenti variano in base alla tipologia di vino. Per il Corinto Nero vinificato in purezza, specialmente nelle versioni più strutturate ottenute da vigneti ad alta quota su suolo vulcanico, si consiglia l'accostamento con carni rosse elaborate, che possono sostenere la leggerezza del vino senza coprirne gli aromi. Per le versioni passito, come quelle prodotte da aziende storiche locali, i profili intensi di miele, cedro, datteri ed erbe aromatiche trovano perfetta armonia con dessert dolci come la torta di mele, il parfait di pistacchi o tortini alla frutta secca, creando contrasti piacevoli tra dolcezza e acidità/frutta.

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