Aglianico

Vitigni rossi

Aglianico

L'Agliano è uno dei vitigni rossi più importanti dell'Italia meridionale, in grado di fornire vini pregiati e aristocratici di livello internazionale. Si esprime al meglio sul monte del Vulture, con i suoi territori vulcanici che conferiscono ai vigneti spettacolari profumi e mineralità.

di Redazione

28 luglio 2012

La varietà

L'Aglianico è uno dei vitigni rossi più importanti dell'Italia meridionali, di origini antichissime e con quasi assoluta certezza greche con il suo nome che ha il significato appunto di ellenico. Comunque ormai lo si può considerare a tutti gli effetti un autoctono del sud visto che la sua importazione in Italia dovrebbe risalire all'antichità e alla Magna Grecia, con diffuse coltivazioni un po in tutto il sud anche se in modo particolare in Campania, nelle province di Avellino e Benevento, in Basilicata, nelle provincie di Potenza e Matera, in Molise e in qualche terreno pugliese. L'introduzione dovrebbe risalire all'ottavo secolo avanti Cristo e il nome Aglianico dovrebbe essere stato introdotto solo con la dominazione spagnola nel Rinascimento, anche se alcuni fanno derivare il nome dalla parola latina aglaia, che significa splendore. La prima testimonianza scritta di un vitigno dal nome Aglianico risale al 1559 in una lettera di Sante Lancerio, cantiniere del papa Paolo III, al Cardinal Guido Ascanio Sforza per fornire delle informazioni sul vino del Regno di Napoli. Anche il medico di Paolo III Andrea Bacci scrisse a proposito del vino prodotto dall'Aglianico elogiandone i profumi e la sapidita utili a favorire la digestione. Conosciuto anche con i sinonimi Aglianicone, Ellenico, Uva Nera, Gesualdo e Guanico, viene definito anche il Barolo del Sud per la ricchezza e profondità dei suoi aromi e l'adattabilità a molti tipi di vinificazione. Preferisce i terreni di origine vulcanica, e in questo trova nella Campania una terra ricca di questi elementi con alte concentrazioni di materiale effusivo. Quelli preferiti sono freddi e di alta quota per sincronizzare la sua precocità in maturazione e germogliamento. Il grappolo si presenta compatto, cilindrico, con acini sferici dalla buccia fine molto pruinosa. Il colore è blu e all'interno la polpa risulta ben dotata di acidità e astringenza. Fornisce ottime rese costanti, e buone resistenze a freddo e malattie in generale, soffrendo solo leggermente la peronospora e l' oidio. Il sistema di allevamento più utilizzato è l'alberello con potatura corta. La zona dove si esprime al meglio delle sue capacità è il Vulture della provincia di Potenza., in Basilicata,, dove intorno a questo monte di 1326 metri, antico vulcano inattivo, torva le sue condizioni ambientali perfette, fresche, in quanto teme il caldo, e senza le gelate che teme altrettanto.

I vini dell'Aglianico

L'Aglianico è sicuramente uno dei migliori vitigni italiani nelle vinificazioni sia in purezza che in assemblaggio, con numerose denominazioni d'origine a lui dedicate e la produzione di vini ricchi, longevi, profondi e strutturati. Si presta inoltre a diversi tipi di vinificazione, da quella in rosato ai rossi corposi fino ad alcune spumantizzazioni. I vini dell'Aglianico sono in genere di un bel rubino con affinamenti verso il mattone, con un ottimo corpo e un palato morbido, con dei tannini dolci e mai piccanti, ma con una struttura acida molto intensa. I gusti esprimono subito sapori di more, di prugne selvatiche, seguite dalle delicate viole e dalle fragole selvatiche fino ai più strutturati nelle vinificazioni aristocratiche che si segnalano anche per la presenza intensa del pepe nero, del cioccolato amaro e della liquirizia. I vini piu importanti ed eleganti prodotti con l'Aglianico sono sicuramente il Taurasi in Campania e l'Aglianico del Vulture in Basilicata. Fortemente legati alla loro terra ne rispecchiano i ricchi connotati vulcanici, con colori rubino profondo e la forte astringenza mitigata dall'affinamento in barrique e da quello in bottiglia. La regione che piu sfrutta le sue doti è senz'altro la Campania, che oltre al Taurasi dove il suo vino era conosciuto prima della conquista romana, viene assemblato ovunque nelle varie denominazioni d'origine. In Molise viene coltivato sulle colline di alta quota in 70 comuni e fa parte della DOC Biferno. In Puglia lo si trova nella denominazione d'origine Castel del Monte mentre in Basilicata, come detto, trova la produzione migliore nel Vulture su terreni a base di tufo, con molti sali minerali che arricchiscono il terreno dove sono piantate le vigne a circa 600 metri di quota. Il Vulture è un Aglianico puro, il cui DOCG è valorizzato al massimo con 15 comuni attorno al vulcano che si riservano la parte migliore. Dopo tre anni di affinamento in botte i vini hanno diritto alla menzione Vecchio e dopo cinque alla menzione Riserva e Superiore con gradi alcolici sopra i 13% vol. Questi vini hanno una grande densità e ricchezza minerale, con strutture complesse e alcoliche. I profumi sono ben vinosi e fruttati. Profondi aromi di spezie e fiori appassiti si sprigionano prima di dare spazio a bouquet tostati e complessi, di particolare e eleganza che necessitano un buon invecchiamento per essere degustati a dovere. Gli abbinamenti sono molteplici, strutturati, aristocratici.

I produttori

Difficile stilare una classifica dei produttori in poche righe senza escludere qualche eccellente vino. Facendo riferimento solo all'eccellenza ecco che andiamo in Basilicata, da Cantine del Notaio e il suo Aglianico del Vulture Il Repertorio, un vino magnifico, dal rubino intenso, e i profumi complessi di garofano, gerbera, mora e ribes. Splendide le rifiniture di spezie e gomma vulcanizzata su uno specchio salmastro. Tannini e tanta mineralità metallica in bocca con una chiusura balsamica che richiede la faraona ripiena. Splendido l'Aglianico di Paternoster Don Anselmo, un vino ricco di colore, estremamente identitario con il territorio vulcanico, dove domina la grafite e la pietra lavica, l'aneto e il rabarbaro. Il naso prosegue con un fine cioccolata alla menta e la liquirizia dolce immerse nella marasca. Un palato equilibrato, elegante e minerale. Una fantastica persistenza che chiama come abbinamento il cinghiale.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali dei vini prodotti con uva Aglianico?
    I vini Aglianico si distinguono per un colore rosso rubino intenso che tende al mattone con l'invecchiamento. Al naso offrono un profilo complesso e stratificato: nei giovani predominano note di frutti di bosco come more e prugne selvatiche, unite a fiori delicati come la viola. Con l'affinamento emergono aromi più strutturali di pepe nero, cioccolato amaro, liquirizia, spezie e talvolta note minerali tipiche dei terreni vulcanici. In bocca si presentano corposi, con tannini dolci ma presenti e una struttura acida intensa che garantisce grande longevità e sapidità.
  • In quali regioni italiane si coltiva principalmente l'Aglianico e qual è la zona di eccellenza?
    L'Aglianico è il vitigno rosso simbolo del Sud Italia. Le zone di coltivazione principale sono la Campania (province di Avellino e Benevento), la Basilicata (province di Potenza e Matera), il Molise e sporadicamente la Puglia. Sebbene sia diffuso in queste aree, la sua espressione massima si raggiunge in Basilicata, specificamente sul Monte Vulture. Qui, grazie ai terreni vulcanici ricchi di minerali e al clima fresco, l'uva sviluppa quelle peculiarità aromatiche e minerali che definiscono l'Aglianico del Vulture come uno dei vini più prestigiosi d'Italia.
  • Perché l'Aglianico è definito il "Barolo del Sud"?
    Questa definizione deriva dalla capacità dell'Aglianico di produrre vini di grande struttura, eleganza e potenziale di invecchiamento, paragonabili a quelli del celebre vitigno piemontese. L'Aglianico possiede una forte acidità naturale e tannini robusti che richiedono tempo per ammorbidirsi, regalando vini longevi, complessi e aristocratici. Inoltre, la sua adattabilità a diverse vinificazioni e la capacità di esprimere terroir specifici, specialmente in zone ad alta quota e terreni vulcanici, lo rendono un candidato ideale per vini di fascia alta e di grande prestigio internazionale.
  • Come si comportano i vini Aglianico con l'invecchiamento e quali menzioni possono avere?
    L'Aglianico è un vitigno particolarmente longevo. Con il passare degli anni, i profumi fruttati lasciano spazio a note terziarie complesse come tabacco, cuoio, spezie e sottobosco. Per l'Aglianico del Vulture DOCG, le normative prevedono specifiche menzioni legate all'invecchiamento: dopo tre anni di affinamento in botte si ottiene la menzione "Vecchio", mentre dopo cinque anni si può usare "Riserva" o "Superiore", con gradi alcolici superiori al 13%. Questo lungo affinamento permette ai tannini di integrarsi perfettamente, creando vini morbidi ma ancora vibranti.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per l'Aglianico?
    Data la sua struttura potente, i tannini decisi e l'alta acidità, l'Aglianico richiede piatti altrettanto strutturati e saporiti. È perfetto con carni rosse cotte lentamente, come brasati al vino o arrosti. Si abbina egregiamente alle carni di cinghiale, come suggerito dai produttori del Vulture, e a piatti della tradizione contadina come la faraona ripiena o formaggi stagionati e pecorini forti. La sua mineralità lo rende anche adatto a primi piatti con ragù elaborati o funghi porcini, dove la sapidità del vino bilancia i grassi della pietanza.

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