Verdeca

Vitigni bianchi

Verdeca

Di antica coltivazione, il Verdeca, di probabile origine greca, ha trovato in Puglia da secoli la sua terra. Dopo un lungo periodo in cui veniva poco sfruttato, sta rinascendo con produzioni di qualità sempre maggiore.

di Redazione

22 luglio 2012

La varietà

La Verdeca è un vitigno bianco la cui origine è totalmente sconosciuta, e probabilmente, come molte varietà meridionali, la sua provenienza dovrebbe essere greca, ai tempi della colonizzazione che vide questo popolo fondare la Magna Grecia italiana. Alcuni però ne vedono delle similitudini con l'Alvarinho portoghese. È conosciuta anche con i sinonimi Albese bianco, Verde, Verdera, Verdesca, Verdisco bianco, Vino verde. Viene coltivata in molte zone della Puglia da tempo immemorabile e oggi è molto popolare nella regione, tanto da rappresentare un'importante realtà economica. È diffuso nelle province di Brindisi, Taranto e Bari, e fa parte delle aree viticole del Gravina e del Locorotondo solo per citare le due più famose. Il nome deriva dalla colorazione verdastra degli acini che viene poi trasmessa anche nel vino. Ha grappoli di dimensioni medie con acini ovali e buccia abbastanza e pruinosa. La maturazione è media, compresa tra settembre e ottobre. I terreni preferiti sono quelli poco profondi. Fino a poco tempo fa veniva per lo più utilizzata nei tagli o nelle vendite alle grandi aziende per la produzione di vini dolci e vermouth. Ma anche la Verdeca ha approfittato nell'ultimo decennio delle denominazioni di origine controllata per ritrovare la sua identita e ora viene vinificata anche in purezza in numerosi vini.

I vini del Verdeca

I vini prodotti dal Verdeca in purezza hanno colore giallo paglierino con sfumature verdoline, con una gamma olfattiva di fiori di campo, agrumi quali il bergamotto e frutti esotici come l'ananas. Possono esprimere anche delle note erbacee o di fiori di gelso, seguiti da spiccati profumi di nespola. Al palato sono freschi, dotati di sapidità e persistenza. Anche la struttura è leggera e dotata di fresca acidità.

I produttori

Molto diffusa, la Verdeca si trova sia in purezza che in assemblaggio. Un ottimo taglio è fornito con il 40 per cento di Bianco di Alessano e il 5 di Fiano dal Locorotondo Il Selva di Albea, un buon vino paglierino con pesca, ginestra e mandorla amara predominanti al naso chiuse dalla crosta di pane. Fresco, ma non persistente, si accompagna ottimamente alle fritture di pesce. Ottimo assemblaggio anche da Cantina del Locorotondo con un assemblaggio simile al precedente dove il Verdeca viene aumentato del 10 per cento per il Locorotondo Vigneti in Talinajo. Profondi profumi di cedro accompagnano i fiori di limone e le erbe officinali, il tutto chiuso da ricordi marini. Bel palato fresco e minerale, morbido. Un ottimo prodotto per le lumache alla provenzale. La Cantina Petrelli invece vinifica il Verdeca in purezza nel Stelline, un ottimo vino dai sentori di nespola e acacia, finiti dalla dolcezza della pesca e da una discreta mineralità. Palato persistente e dal finale ammandorlato per la trota al vapore. Il miglior Verdeca puro è forse quello di Ognissole, minerale, floreale, con erbe aromatiche, sapido e iodato. Ottimo per il pollo al mirto. Immancabile anche un buon Verdeca puro di Leone De Castris, il Messapia con pesca, ginestra e mandorla. Minerale e fresco per il tortino di verdure.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali abbinamenti gastronomici consigliati per il vino Verdeca?
    Il Verdeca, grazie alla sua freschezza, sapidità e struttura leggera, si abbina magnificamente ai piatti di mare e alle preparazioni leggere. È eccellente con le fritture di pesce, grazie alla sua capacità di sgrassare il palato, e con le lumache alla provenzale, dove i suoi aromi minerali e marini trovano perfetta risonanza. Si dimostra inoltre ideale con la trota al vapore, il pollo al mirto e il tortino di verdure. La sua acidità vivace e il finale spesso ammandorlato lo rendono un partner versatile per antipasti delicati e primi piatti leggeri, evitando pietanze troppo ricche o speziate che potrebbero coprire le sue sfumature floreali e fruttate.
  • Come si presenta il profilo aromatico e gustativo di un Verdeca in purezza?
    Un Verdeca vinificato in purezza offre un colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso espande una gamma complessa che include fiori di campo, agrumi come il bergamotto e la citronella, oltre a frutti esotici come l'ananas e note erbacee o di gelso. Spesso emergono profumi distintivi di nespola, pesca e mandorla amara. Al palato si conferma fresco, sapido e dotato di una spiccata acidità che garantisce buona persistenza. La struttura è generalmente leggera ma elegante, con un finale che può variare dal floreale allo iodato, a seconda dell'annata e della zona di produzione, offrendo una bevibilità immediata e piacevole.
  • In quali zone della Puglia il vitigno Verdeca è maggiormente diffuso?
    Il Verdeca è storicamente radicato in Puglia, dove rappresenta una realtà economica importante. La sua coltivazione è particolarmente intensa nelle province di Brindisi, Taranto e Bari. Tra le aree viticole più celebri che includono questa varietà vi sono quelle del Gravina e del Locorotondo. In queste zone, il vitigno ha trovato terreni adatti, spesso poco profondi, che favoriscono la produzione di vini caratteristici. La sua popolarità è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni, passando dall'essere usato prevalentemente in tagli o per vini dolci, a diventare protagonista di produzioni di alta qualità in purezza, valorizzando il territorio pugliese.
  • Quali sono le caratteristiche botaniche e fenologiche del vitigno Verdeca?
    Il Verdeca presenta grappoli di dimensioni medie, composti da acini ovali con una buccia piuttosto pruinosa. Il nome stesso deriva dalla tipica colorazione verdastra degli acini, che si riflette poi nel colore del vino. La maturazione avviene in un arco temporale medio, concentrato tra settembre e ottobre. Sebbene le origini siano incerte, con ipotesi che lo collegano alla Magna Grecia o a varietà come l'Alvarinho, le sue caratteristiche morfologiche sono ben definite. Questa varietà si adatta bene a diversi tipi di terreno, preferendo comunque quelli meno profondi, e ha subito una significativa evoluzione produttiva, passando da uva da taglio a vitigno monovarietale di pregio.

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