Ucelut

Vitigni bianchi

Ucelut

L'Ucelut è un vitigno quasi dimenticato che riesce a dare buoni vini vellutati, ma in coltivazioni prettamente di nicchia nel friulano. Non viene vinificato mai in purezza, ma quando questo accade, accompagna bene dei piatti strutturati, anche nella versione dolce da uve leggermente appassite.

di Redazione

21 luglio 2012

La varietà

L'Ucelùt è un vitigno bianco autoctono friulano la cui origine resta oscura come spesso succede nelle piccole realta italiane di nicchia. Quel poco che si sa è la sua appartenenza alle cosiddette uve uccelline che crescono anche spontaneamente quando non allevate dall'uomo ai margini dei boschi e trovano apprezzamenti da parte degli uccelli, da cui il nome uccelline. Sembra che alcune legende popolari raccontano che un vino prodotto con l'Ucelut sia stato alla base delle cene dei cardinali impegnati nel Concilio di Trento del XVI secolo. Ma non vi è nessun documento che possa confermarlo anche se ai locali piace raccontarlo. Comunque la sua coltivazione è secolare in tutto il Friuli, dove una volta era molto diffuso. Sembra venisse coltivato anche in Piemonte. Oggi trova pochissimi estimatori a Castelnovo del Friuli e Pinzano, in provincia di Pordenone. Le prime documentazioni storiche certe riguardano invece la sua partecipazione all'Esposizione di Udine del 1863 e nel 1921 Castelnovo veniva appellato come la zona dell'Uccellut. Sembra che il vitigno fosse qui coltivato in collina con dei risultati nettamente migliori rispetto alle zone pianeggianti di origine. L'Ucelut preferisce i terreni argillosi e sassosi di questa zona, con sistemi di allevamento a cordone speronato. La sua maturazione è abbastanza tardiva, tra la fine settembre e gli inizi di ottobre e la raccolta viene effettuata manualmente. Ben poco si sa rispetto al suo ciclo vegetativo, vista la scarsa rilevanza che occupa nel panorama nazionale.

I vini dall'Ucelut

Il vitigno quasi mai viene vinificato in purezza, e si preferisce in genere assemblarlo nel IGT Friuli. Nelle vinificazioni in purezza comunque fornisce dei vini secchi di buona struttura che aprono la gamma olfattiva a dei profumi floreali. Con fiori d'acacia e miele di tiglio in evidenza e poi della frutta bianca a chiudere, ma anche fiori di campo e favo d'api. Al palato risulta sempre morbido, dotato di una certa sapidità e freschezza. I color sono pallidi, paglierini. Viene vinificato anche nella tipologia dolce utilizzando uve in sovra-maturazione o leggermente appassite. In questa versione si abbina bene alla pasticceria secca, oppure servito molto freddo in aperitivo alla francese o con i formaggi. Può andar bene anche come vino da meditazione. Nella versione secco invece si serve bene con antipasti, prosciutto, pesce, verdure, risotti bianchi, frittate alle erbe di stagione e formaggi stagionati. Può essere affinato anche in botte. In genere offre alte concentrazioni zuccherine e viene spesso presentato in versione amabile, con fermentazioni di dieci giorni.

I produttori

Il produttore più noto è certamente Emilio Bulfon che più di tutti ha cercato di far tornare questo vitigno alla ribalta. A lui si devono numerose iniziative nell'ambito dei DOC e IGT in Friuli.

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Domande frequenti

  • Cos'è l'Ucelut e perché ha questo nome?
    L'Ucelut è un vitigno bianco autoctono del Friuli, appartenente al gruppo delle 'uve uccelline', piante che crescono spontaneamente ai margini dei boschi e attirano gli uccelli per i loro frutti. Il nome deriva proprio da questa attrazione avicola. Sebbene le sue origini siano oscure e legate a leggende, come quella di un vino servito al Concilio di Trento, la sua coltivazione è storicamente radicata in Friuli, specialmente nelle zone collinari di Castelnovo del Friuli e Pinzano. Oggi è considerato un vitigno di nicchia, quasi dimenticato, ma capace di produrre vini unici grazie alla sua adattabilità ai terreni argillosi e sassosi tipici della zona.
  • Quali sono i caratteri organolettici principali del vino Ucelut?
    I vini ottenuti dall'Ucelut presentano colori pallidi, tendenti al paglierino. Al naso spiccano note floreali, in particolare fiori d'acacia e tiglio, accompagnate da frutta bianca, fiori di campo e sentori di miele. Al palato si mostrano morbidi, dotati di una buona sapidità e freschezza, con una struttura solida. Anche se raramente vinificato in purezza, quando lo è offre profili olfattivi complessi che ricordano il favo d'api. Questa combinazione di aromi delicati e struttura equilibrata rende l'Ucelut un vino elegante, adatto a chi cerca profili aromatici distinti ma non eccessivamente invasivi.
  • Come si abbinano i diversi tipi di vino Ucelut?
    La versione secca dell'Ucelut si abbina perfettamente ad antipasti, prosciutto crudo, pesce leggero, verdure, risotti bianchi, frittate alle erbe di stagione e formaggi stagionati. La versione dolce, prodotta da uve appassite o in sovramaturazione, è ideale per la pastaia secca o servita freddamente come aperitivo alla francese. Inoltre, può essere utilizzato come vino da meditazione. Entrambe le versioni, soprattutto quella dolce, apprezzano l'abbinamento con formaggi, sfruttando la loro sapidità per creare contrasti armoniosi con la dolcezza residua del vino.
  • Quando avviene la vendemmia dell'Ucelut e come si raccoglie?
    L'Ucelut è un vitigno a maturazione tardiva, con la vendemmia che si svolge generalmente tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre. La raccolta viene effettuata manualmente, una pratica comune per preservare l'integrità dei grappoli, dato che il vitigno è coltivato in aree collinari specifiche come quelle di Castelnovo del Friuli. Questo periodo di raccolta permette ai grappoli di raggiungere una piena maturazione fenolica e zuccherina, essenziale per sviluppare i profili aromatici floreali e fruttati caratteristici, specialmente nelle versioni dolci o amabili che richiedono uve in condizioni ottimali di concentrazione.
  • Chi è il principale produttore di vino Ucelut oggi?
    Il produttore più noto e significativo per la rinascita e la valorizzazione dell'Ucelut è Emilio Bulfon. Egli ha dedicato numerosi sforzi a riportare questo vitigno quasi dimenticato alla ribalta, promuovendone la coltivazione e la vinificazione attraverso iniziative nel ambito delle denominazioni DOC e IGT friulane. Grazie al suo impegno, l'Ucelut sta recuperando una certa visibilità, passando dall'essere un vitigno locale quasi estinto a una risorsa per i vini di nicchia di alta qualità. La sua opera è fondamentale per conservare la biodiversità viticola del territorio pordenonese.

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