Semidano

Vitigni bianchi

Semidano

Il Semidano è un vitigno bianco una volta largamente diffuso in Sardegna ma che fu poi decimato dall'epidemia di filossera nell'ottocento. Oggi ha finalmente ottenuto una sua denominazione di origine controllata e si segnala come un buon vino elegante.

di Redazione

18 luglio 2012

La varietà

Il Semidano è un vitigno bianco diffuso in Sardegna di origine incerta forse giunto negli antichi porti di Karalis e Nora, in tempi molto remoti, quando fenici e Romani si dividevano l'isola e i commerci del vino con la Grecia e come per il Nuragus si diffuse nell'attuale nel Campidano nel Cagliaritano. È stato per secoli un vitigno molto diffuso in questa parte dell'isola ma la grande epidemia di filossera dell'ottocento ne limitò moltissimo la superficie vitata essendo tra i vitigni più sensibili e colpiti. Passata la crisi si preferì comunque ripiantare il Nuragus, più produttivo e resistente. Oggi è coltivato in pochi ettari nel Campidano di Oristano. Ha rese medie ma incostanti ed è sempre sensibile alle crittogame. Non ha peculiarità nel terreno e per le condizioni climatiche, ma preferisce i terreni piani e la presenza di calcare, dove i risultati sono più alcolici e particolarmente aromatici. Anche la presenza di argilla è gradita.

I vini del Semidano

Il Semidano ha visto riconosciuti recentemente i suoi meriti con il DOC Sardegna Semidano a cui vengono iscritte molte tipologie diverse ottenute da questo buon vitigno. Si vinifica sia in purezza che in assemblaggio. Coltivato sui suoi terreni preferiti si ottengono vini eleganti, di grande finezza, di un bel colore paglierino dorato. all'olfatto si evidenziano profumi floreali e fruttati, con la frutta bianca come la pesca e l'albicocca in primo piano mentre un secondo naso di note ancora di frutta ed erbe aromatiche si apre successivamente alla degustazione. La Denominazione di Origine Controllata Sardegna Semidano comprende anche la sottodenominazione Mogoro dal 1995. Il Semidano deve essere presente con un minimo del 85 per cento dell'assemblaggio. Può essere prodotto in tutta l'isola anche se viene quasi esclusivamente coltivato nel Campidano con rese di circa 13 tonnellate per ettaro nella denominazione generica e di 11 in quella Mogorio. Viene vinificato anche nelle tipologie superiore, spumante e passito. Per il generico lo si accompagna bene con dei crostacei e delle grigliate. Nella versione superiore o Mogoro si usa accompagnarlo con crostacei più nobili come l'aragosta, o anche con i formaggi molli, mentre con il passito, oltre che per i dessert, si serve con i formaggi erborinati. Lo spumante invece è ottimo sia come aperitivo che per antipasti grigliati di pesce o con il prosciutto crudo.

I produttori

Tra i migliori produttori si segnala l'azienda Il Nuraghe Cantina di Mogoro con il suo Sardegna Semidano Mogoro Anastasia con il vitigno vinificato in purezza di un bel colore oro antico. Al naso compare la nespola, l'albicocca e il glicine. Il finale è citrino, di buona fattura. Un ottimo vino con le crocchette di riso.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Sardegna Semidano?
    Il vino Sardegna Semidano si presenta con un colore paglierino dorato e offre un profilo aromatico complesso ed elegante. Al naso predominano note floreali e fruttate, in particolare quelle della frutta bianca come pesca e albicocca. Durante la degustazione, il palato rileva un secondo strato aromatico che evolve verso altre sfumature fruttate e erbe aromatiche, garantendo una bevuta fine e strutturata. Questa versatilità olfattiva rende il vino adatto a diversi abbinamenti, mantenendo sempre un'eleganza distintiva tipica dei vitigni autoctoni sardi ben gestiti.
  • In quali zone della Sardegna si coltiva principalmente il vitigno Semidano oggi?
    Attualmente, il vitigno Semidano è coltivato prevalentemente nel Campidano, con una forte concentrazione specifica nel Campidano di Oristano. Sebbene la denominazione DOC permetta la produzione in tutta l'isola, la realtà produttiva è quasi esclusivamente legata a quest'area storica. Le vigne prediligono terreni pianeggianti ricchi di elementi calcarei e argillosi, condizioni ideali per sviluppare la massima espressione aromatica e alcolica del mosto. Questa ristretta area geografica contribuisce a rendere il vino un prodotto di nicchia, recuperato dopo la grave contrazione subita nel XIX secolo.
  • Come si consiglia di abbinare il Semidano in base alla sua tipologia?
    L'abbinamento ideale varia in base alla versione del vino. Il Semidano generico si abbina perfettamente a crostacei leggeri e grigliate miste. La versione Superiore o la sottozona Mogoro richiede accostamenti più raffinati, come aragoste o formaggi molli. Il vino passito, ricco e dolce, è eccellente con dessert ma anche con formaggi erborinati per contrasto. Infine, la versione spumante è versatile: ottima come aperitivo, si sposa bene con antipasti di pesce grigliato o prosciutto crudo, sfruttando la sua freschezza e bollicine per pulire il palato.
  • Quali sono i requisiti minimi di uva per ottenere la DOC Sardegna Semidano?
    Per ottenere la certificazione di Denominazione di Origine Controllata Sardegna Semidano, il vitigno deve costituire almeno l'85% dell'assemblaggio totale. Questo requisito garantisce che il carattere varietale autentico del Semidano risalti chiaramente nel bicchiere. La denominazione include diverse tipologie, tra cui il normale, il superiore, lo spumante e il passito. Inoltre, esiste una sottozona specifica chiamata Mogoro, disciplinata dal 1995, che impone rese leggermente inferiori (11 tonnellate per ettaro rispetto alle 13 del generico) per aumentare la concentrazione e la qualità del vino finale.
  • Perché il vitigno Semidano era a rischio estinzione e come è sopravvissuto?
    Il Semidano rischiò l'estinzione a causa della grande epidemia di fillossera che colpì la Sardegna nell'Ottocento. Essendo un vitigno estremamente sensibile al parassita, le sue superfici vitate furono drasticamente ridotte. Dopo la crisi, molti vigneti furono ripiantati con il Nuragus, che risultava più produttivo e resistente. Solo recentemente il Semidano ha trovato nuova linfa vitale grazie al riconoscimento della DOC, permettendone la rinascita su piccoli appezzamenti nel Campidano. Nonostante le rese incostanti e la sensibilità alle crittogame, il recupero qualitativo ha trasformato una minaccia in un'eccellenza enologica moderna.

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