Pecorino

Vitigni bianchi

Pecorino

Il Pecorino è un vitigno autoctono bianco della zona tra le Marche e l'Abruzzo, riscoperto da poco ma dai risultati molto positivi nonostante delle scarse rese che ne limitano la diffusione. Conquistato il DOC, è riuscito a farsi conoscere anche a Londra dove ha fatto parte per qualche tempo delle liste di vini.

di Redazione

09 agosto 2012

La varietà

Il Pecorino è un vitigno bianco autoctono della zona tra Marche e Abruzzo. Nonostante la sua origine sia data ancora per incerta, si hanno delle testimonianze scritte su questo vitigno già a partire dal II secolo avanti Cristo quando fu descritto da Catone il Censore genericamente insieme ai Grechetti della zona. Il suo nome attuale invece deriva dalla transumanza dei pastori della zona verso la Puglia che sembra usassero portare questo vino con loro. Con il nome del formaggio di pecora allora veniva indicato anche questo vino che arrivava con i pastori. Era molto coltivato infatti non solo nella sua zona d'origine, ma anche nel Lazio e nella Puglia che decisero di allevarlo per le sue buone qualità fino ai primi del novecento. I problemi di maturazione precoce e incostanza delle basse rese lo fecero cadere in disuso con il finire del fenomeno della transumanza, ma negli ultimi due decenni è stato riscoperto tanto da ottenere una sua denominazione di origine e sbarcare anche a Londra in uno dei più famosi ristoranti della capitale inglese che lo tenne in lista per qualche tempo con buoni risultati. Viene coltivato sulle alte e fresche colline dove non posso ricevere esposizioni troppo accentuate e posso godere invece di elevate escursioni termiche. La sua maturazione precoce non influisce comunque sulla concentrazione zuccherina da fornire poi in alcol al vino, e al tempo stesso a conservare una certa acidità. Si presenta con grappoli lunghi piramidale, con acini di grandezza medio piccola e ben sferici, di un giallo verdolino. Come detto il Pecorino fornisce rese basse e incostanti, motivo per il quale fu abbandonato in passato. La maturazione è precoce, ma non rappresenta un problema per l'apporto alcolico. Viene chiamato anche con i sinonimi Dolcipappola, Luvino, Forconese, Mosciolo, Moscianello,Trebbiano Vecio e molti altri.

I vini del Pecorino

Qualche anno fa un produttore marchigiano dei Colli Ascolani decise di impiegare nuovamente il Pecorino per vinificare i suoi prodotti e da allora questo vitigno si è conquistato un suo spazio di nicchia con ottimi prodotti. Probabilmente i suoi difetti di produttività non lo lanceranno come prodotto mondiale venduto in tutto il mondo ma resta il fatto che chi conosce di vino, ha avuto modo di apprezzarne le poche bottiglie in commercio. E il Pecorino ha avuto anche una sua denominazione con il vitigno in purezza nel DOC Pecorino di Offida. Il Pecorino viene assemblato anche nella spumantistica del DOC Controguerra in Abruzzo. Sperimentazioni stanno iniziando anche in Puglia con il nome di Uva Piccoletta, in Umbria e nel Lazio con il nome di Trebbiano Vicio. Fornisce vini alcolici e di acidi, con buoni invecchiamenti fino ai 3-4 anni. I vini hanno colore paglierino tendente all'ambra, di buona freschezza ed acidità. Nell'impianto olfattivo si possono distinguere le mele renette con speziature di cannella e liquirizia, e in alcune vinificazioni più indovinate anche sentori floreali di ginestra e gelsomino. Ottima la struttura, la sapidità e la mineralità che devono essere attentamente bilanciate per dare il giusto equilibrio al vino specie nella giovinezza. La grande potenzialità del pecorino è bloccata dalla sua incostanza e nelle Marche dalla grande concorrenza del Verdicchio, specialità regionale. Molto guadagna anche nelle sperimentazioni in legno. Ancora poco vinificato sta comunque incontrando molti favori, grazie a produttori attenti.

I produttori

Alcuni produttori stanno puntando forte sul Pecorino, con passione e dedizione, ottenendo degli ottimi risultati, che come detto hanno raggiunto per qualche tempo anche la Londra del suo ristorante più antico, il Rules. Tra i grandi Pecorino abbiamo l'IGT Riseis di Recastro in purezza, con un colore sfumato di verde e ottimi profumi freschi di cedro e pesca, chiusi dai fiori di ginestra e biancospino. Un bel palato morbido prende vivacità da un'intensa mineralità per piatti di verdure come la cicoria. Un ottimo prodotto da provare ad un prezzo assolutamente conveniente. Ottimo anche l'IGT Pecorino Colle dei Venti di Caldora, vestito di un paglierino in cui traspaiono venature oro. Profondi aromi di susine agrumi, pere e artemisia bilanciati alla bocca dalla fresca mineralità. Da provare con le orate e i fiori di zucca. Ancora un IGT di qualità per Ciavolich e il suo Pecorino Aries fresco e solare, con susine, pesche e agrumi a cui si armonizzano bene i sentori floreali della ginestra e dell'uva spina chiuse dalle dolci note della nocciola e della vaniglia. Ancora un vino fresco e minerale, per i tagliolini ai funghi. Ancora in IGT il Pecorino Dora d'Oro di Dora Sarchese giallo brillante che esprime bene il cedro e gli agrumi freschi, l'aromaticità delle erbe e sentori fruttati maturi. Esprime una netta sapidità al palato, un equilibrio gustativo tra caldo e sapido, soffice e finito da piccoli tocchi di miele. Da provare con il baccalà. Di tono leggermente minore il Pecorino IGT di Camillo Montori, con frutta esotica matura e mele, ma accompagnati dai buoni sentori di ginestra e cedro chiusi da una buona mineralità. Sapidità e freschezza per la spigola con le zucchine.

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Domande frequenti

  • Perché il Pecorino è considerato un vitigno di nicchia e quali sono le principali difficoltà colturali?
    Il Pecorino rimane un vitigno di nicchia principalmente a causa delle sue rese agricole basse e fortemente incostanti anno dopo anno. Questa instabilità produttiva, unita a una maturazione precoce che richiede una gestione accurata per non compromettere l'equilibrio tra zuccheri e acidità, ne limita la coltivazione estensiva rispetto ad altre varietà più robuste. Inoltre, nelle Marche deve competere con la forte dominanza del Verdicchio, il vitigno storico della regione. Tuttavia, questa scarsa disponibilità contribuisce al suo esclusivismo, rendendolo ricercato dagli intenditori che apprezzano la complessità e la mineralità unica che riesce a esprimere solo sotto la cura meticolosa di produttori dedicati.
  • Come si presentano i vini Pecorino in termini di aroma, sapore e struttura?
    I vini Pecorino si distinguono per un profilo aromatico complesso e affascinante. Al naso emergono note di frutta bianca come mele renette, pere e agrumi, spesso arricchite da speziate sensazioni di cannella, liquirizia e fiori caratteristici come ginestra e gelsomino. In bocca, questi vini offrono una struttura solida e sapida, sostenuta da una buona acidità e da una marcata mineralità. Il colore varia dal paglierino chiaro all'ambra, specialmente con l'invecchiamento. L'equilibrio tra la freschezza iniziale e la rotondità data dall'alcol e dalla sapidità è fondamentale, creando un'esperienza gustativa vivace e persistente, ideale per chi cerca vini bianchi con carattere e personalità distintiva.
  • Con quali piatti di cucina si consiglia di abbinare il Pecorino?
    La versatilità del Pecorino permette abbinamenti diversificati, sfruttando la sua acidità e sapidità. È eccellente con piatti di mare delicati come orate, spigole e baccalà, dove la mineralità del vino esalta la dolcezza della carne ittica senza coprirne i sapori. Per quanto riguarda la terra, si abbina perfettamente a verdure amare come la cicoria, ai fiori di zucca ripieni e ai tagliolini ai funghi. La presenza di note floreali e fruttuali lo rende adatto anche a antipasti leggeri e formaggi freschi. L'abbinamento ideale dipende dalla vinificazione: i versi più minerali e secchi seguono il pesce, mentre quelli con passaggi in legno e maggiore struttura possono accompagnare piatti più strutturati o carni bianche cotte alla brace.
  • In quali zone geografiche viene coltivato il Pecorino e quali denominazioni possiede?
    Il territorio tradizionale del Pecorino si estende tra le Marche e l'Abruzzo, aree collinari fresche con elevate escursioni termiche ideali per la sua maturazione. La denominazione più prestigiosa è il DOC Pecorino di Offida, che garantisce l'unicità del vitigno in purezza. Oltre a ciò, il Pecorino entra nell'assemblaggio per la produzione di spumanti nel DOC Controguerra in Abruzzo. Recenti sperimentazioni hanno portato alla coltivazione di questa uva anche in Puglia (dove è nota come Uva Piccoletta), Umbria e Lazio (come Trebbiano Vicio), dimostrando la sua adattabilità a diversi terroir italiani, sebbene le origini storiche restino saldamente legate al centro Italia.
  • Quanto può invecchiare un vino Pecorino e qual è il suo potenziale evolutivo?
    Il Pecorino possiede una discreta capacità di invecchiamento, riuscendo a mantenere le proprie caratteristiche organolettiche per circa 3-4 anni. Durante questo periodo, il colore tende a virare dal paglierino intenso all'ambra, sviluppando note terziarie più complesse. La sua struttura, data da una buona acidità residua e da una sapidità equilibrata, gli permette di evolversi positivamente senza appiattirsi prematuramente. Sebbene non sia un vino destinato a lunghe evoluzioni pluridecenniali come alcuni grandi bianchi, un invecchiamento controllato in bottiglia o in legno può arrotondare i tannini verdi e integrare meglio le note floreali iniziali, offrendo al consumatore versioni più morbide e stratificate rispetto alla versione giovane e vibrante.

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