Cortese

Vitigni bianchi

Cortese

Il Cortese è una delle grandi uve bianche del Piemonte, riscoperto negli anni cinquanta con vinificazioni di grande qualità e carattere. Presente anche in Veneto e Lombardia, fornisce vini freschi o strutturati, a seconda del produttore, con una bella gamma olfattiva fruttata e floreale, talvolta leggermente tostata dall'affinamento in botte. Spumantizzato con ottimi risultati, il Cortese fornisce anche una discreta sapidità ai vini, per associazioni con piatti strutturati.

di Redazione

29 agosto 2012

La varietà

Il Cortese è un vitigno a bacca bianca autoctono del Piemonte, probabilmente originario delle colline del comune di Tortona e della provincia di Alessandria. Oggi è diffuso anche nell’Oltrepo Pavese e sulle colline che circondano il Lago di Garda. Molto noto in Piemonte dal XVIII secolo, era tra i più coltivati della zona, poi ridotto in estensioni a causa della fillossera che nell'ottocento rischio di compromettere definitivamente quasi tutti i vigneti europei. Le maggiori estensioni odierne si trovano nell'area della denominazione di origine Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria nella zona del confine lombardo. Dopo un periodo d'oblio causato dalla fillossera, il Cortese fu riscoperto e proposto da Mario Soldati agli inizi dei anni cinquanta. Ma è intorno a Gavi che il vitigno ha ritrovato la sua identità con produzioni molto importanti. È conosciuto anche con i sinonimi dialettali di Corteis, Courteis e Courteisa. Il Cortese si presenta con grappoli di dimensioni medio-grandi, piramidali e molto alati. Anche gli acini hanno dimensioni medio-grandi, ovali e dalla buccia sottile dorata nella parte esposta al sole e gialla in quella esposta alla penombra, poco pruinosi. È un vitigno molto vigoroso, con ottime rese costanti. Per contro ha notevoli problemi con l'oidio e la botrite. Non ha però problemi di terreno a patto che non siano umidi ed eccessivamente fertili. Per ottenere i risultati migliori necessita di zone collinari ed ottime esposizioni che asciughino il clima. Si possono utilizzare più forme di allevamento, ma in preferenza gradisce la potatura corta dove raggiunge ottime qualità.

I vini del Cortese

Il Cortese fornisce vini sia in purezza che in assemblaggio fornendo alte concentrazioni zuccherine e al tempo stesso un'elevata acidità con una bassa alcolicità. Generalmente il Cortese vinifica prodotti morbidi e delicatamente profumati, ma varia a seconda della zona di coltivazione. In Piemonte è il Cortese di Gavi ad essere protagonista, con i vigneti coltivati sulle colline attorno alla città fortificata di Gavi. Questa è stata la seconda denominazione DOCG in Italia. Ai produttori di Gavi si devono infatti le prime vinificazioni di qualità che hanno reso famoso questo vino, con l'introduzione della criomacerazione e della barrique, anche se negli ultimi anni sembra che ci sia un ritorno alla vinificazione più tradizionale. I produttori ormai ritengono che l'affinamento in botte di rovere faccia perdere al Cortese il suo carattere delicato, e lo renda troppo simile a dei classici come lo Chardonnay invece di avere una sua identità. Nel territorio di Gavi si vinificano vini fermi ma anche spumante con il Cortese in purezza, come nell’Alto Monferrato e nel Piemonte Cortese, dove però il disciplinare obbliga solo il minimo del 85 per cento del vitigno. Stessa percentuale in Lombardia, nel Oltrepo Pavese Cortese DOC, sempre vinificato fermo, frizzante o spumante. In Veneto invece il minimo del 85 per cento di Cortese è assemblato nel Garda Cortese DOC prodotto sulle colline della provincia di Verona, oltre che in quelle lombarde di Mantova e Brescia, purché della zona del lago. Qui il vino risulta più dolce, dotato di freschezza e briosità. A seconda della vinificazione i vini ottenuti dal Cortese possono essere leggeri o più strutturati, molto caratteristici, amabili o secchi, specie negli spumanti. In genere presentano una gamma olfattiva delicata, che richiama profumi fruttati di albicocche e mele, con una bocca che porta con se sempre toni sapidi.

I produttori

Descrivendo i produttori non si può che parlare dalla zona di Gavi e dall'azienda La Scolca degli eredi di Mario Soldati. L'azienda è sicuramente la regina del Cortese a partire dal suo Gavi Soldati La Scolca Brut D'antan Riserva, uno spumante DOCG dalle belle sfumature dorate con bollicine molto fini. Ottimi sentori di frutta esotica assemblati con il cedro candito, il ginepro, l'uva passa e la chiusura tostata della nocciola. Fresco e cremoso il palato si associa a molti piatti al tartufo dopo 18 mesi sui lieviti. Vinificato anche in rosato con il 4 per cento di Pinot Nero il vini assume profumi di frutti di bosco, ribes e fragoline, con una vena sapida in bocca per l'aragosta alla catalana. Il Gavi di Gavi Etichetta Nera assume invece i profumi classici della mela sfumati dagli agrumi. Sapido e fresco è un ottimo compagno dei crostacei. Ma La Scolca riserva almeno altri quattro grandi vini con il Cortese in purezza. Ottimo anche il Gavi Montessora di Giustiniana, anche rapporto al prezzo, con bei profumi profondi di mela, pera, mirabella, biancospino e glicine. Ancora sapidità al palato con vene di agrumi, per le frattaglie di maiale alle erbe. Da Cà Bianca invece il Gavi si fa più morbido, con nette sensazioni di gelsomino, selce, agrumi, finite dalle pere e dalle nocciole. Il palato è ben minerale ed equilibrato, ottimo per accompagnare la pasta all'uovo al salmone. Grande Gavi di Gavi Etichetta Oro anche da Morgassi Superiore, un vino profondo, con la nocciola sfumata di caramello che si immerge in nette sensazioni floreali. L'affinamento in legno conferisce struttura e corpo ad un vino sapido, persistente, ottimo con il pesce azzurro alle erbe aromatiche.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le principali zone di produzione del Cortese e quale ne rappresenta il massimo espressione?
    Il Cortese è un vitigno autoctono del Piemonte, originario probabilmente delle colline di Tortona e Alessandria, oggi diffuso anche in Lombardia (Oltrepò Pavese, Garda) e Veneto. Tuttavia, la sua massima espressione si trova nella zona di Gavi, in Piemonte, dove è nato il primo vino bianco italiano ad ottenere la denominazione DOCG. Qui, i vigneti sulle colline circostanti la città fortificata producono vini strutturati e complessi. Altre zone significative includono i Colli Tortonesi e l'Oltrepò Pavese, dove il vitigno viene utilizzato per vini fermi, frizzanti e spumanti, mantenendo sempre caratteristiche di freschezza e sapidità distintive.
  • Come si presentano i profumi e i sapori tipici di un vino Cortese?
    I vini Cortese offrono una gamma olfattiva delicata ma caratteristica, dominata da note fruttate di albicocca, mela, pera e prugna, spesso arricchite da sfumature floreali come gelsomino e biancospino. Al naso possono presentarsi anche ricordi minerali, di selce o agrumi. In bocca, il profilo è marcato da una buona sapidità e da un'acidità vivace che bilancia la leggera alcolicità. A seconda dell'affinamento, specialmente in botti di rovere, possono emergere note tostate di nocciola o caramello, mentre le versioni giovani risultano più fresche e immediate, ideali per accompagnare piatti delicati o sapidi.
  • Quali accorgimenti tecnici sono necessari per coltivare il Cortese e ottenere vini di qualità?
    Il Cortese è un vitigno vigoroso con rese costanti, ma richiede cure specifiche per evitare problemi fitosanitari, essendo particolarmente suscettibile a oidio e botrite. Per ottenere vini di alta qualità, è fondamentale piantarlo in zone collinari con ottima esposizione solare, poiché il clima asciutto aiuta ad asciugare l'umidità e prevenire le muffe. Il terreno non deve essere né troppo umido né eccessivamente fertile; predilige terreni ben drenati. La potatura breve è generalmente preferita rispetto a quella lunga, poiché permette di concentrare meglio le energie della pianta, migliorando la concentrazione aromatica e la salute del grappolo.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il vino Cortese?
    La versatilità del Cortese lo rende adatto a numerosi abbinamenti grazie alla sua sapidità e freschezza. Le versioni più leggere e secche, come il Gavi classico, eccellono con antipasti di mare, crostacei, molluschi e pasta all'uovo con salmone. I Cortesi più strutturati, affinati in legno o provenienti da annate migliori, si sposano perfettamente con primi piatti più elaborati, come la pasta al tartufo, o secondi di carne bianca e selvaggina leggera. Gli spumanti Cortese, ricchi di bollicine fini, sono ideali come aperitivi o per accompagnare fritture e formaggi freschi. Infine, le versioni amabili o dolci, tipiche del Garda, possono chiudere il pasto con dessert alla frutta o torte secche.
  • Cosa distingue il Gavi DOCG dagli altri Cortese e qual è la tendenza attuale nelle vinificazioni?
    Il Gavi DOCG è riconosciuto come la versione più prestigiosa e strutturata del Cortese, nata dalla riscoperta avvenuta negli anni '50 grazie a pionieri come Mario Soldati. Storicamente, i produttori di Gavi hanno introdotto tecniche avanzate come la criomacerazione e l'invecchiamento in barrique per aumentare la complessità. Tuttavia, negli ultimi anni si osserva un ritorno verso vinificazioni più tradizionali e minimaliste. Molti produttori ritengono che l'affinamento prolungato in legno possa appiattire il carattere unico e delicato del vitigno, rendendolo troppo simile allo Chardonnay. Pertanto, la tendenza attuale privilegia la conservazione della freschezza e dell'identità varietale specifica del Cortese.

Potrebbe interessarti anche