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Uva francese

Aggiornato il 25 maggio 20123 capitoli5 domande frequenti
Chardonnay

Le uve francesi

Le uve francesi sono sicuramente le più conosciute e fra le più nobili, con quelle italiane. A differenza delle nostre autoctone, le uve francesi si sono diffuse ormai in tutto il mondo, mentre per quelle del Bel paese solo la California sembra essere molto recettiva. Il successo delle uve d'Oltralpe è dovuto certamente all'indubbia qualità che le contraddistingue, ma anche ad un attento marketing pubblicitario che i nostri cugini hanno saputo mettere in atto già dagli inizi del settecento, quando capirono l'importanza del commercio di vino con i loro dirimpettai d'oltremanica inglesi, protagonisti del mercantilismo tardo rinascimentale che oggi si è trasformato nella grande società dei consumi della nostra epoca. Gli inglesi infatti furono ininterrottamente dal seicento fino all'avvento della potenza mondiale attuale, gli Stati Uniti, i maggiori importatori ed amanti di vino. E tra una guerra e l'altra con gli odiati rivali francesi, il commercio del vino tra la produttrice Francia e la consumatrice Inghilterra, crebbe a livelli molto alti. Il motivo è presto detto e molto semplice. In un'epoca dove i trasporti non erano certamente agevoli come nell'era moderna, la vicinanza tra i due pesi, e chiaramente la bontà dei vini, fu determinante per il successo dei vini francesi. Anche in quei casi dove il clima era troppo rigido per una produzione di vini di qualità, come lo era per la Champagne pre-spumatizzazione, le importazioni erano comunque molto sostenute. Gli Inglesi inoltre occuparono per molti anni le terre del Bordolese, che divenne una delle principali fonti di approvvigionamento per la Gran Bretagna, tanto che spesso per i vini della regione si utilizza ancora il termine Claret di coniazione anglosassone.

Il marketing e le strategie di qualità della Francia vinicola

Oltre alle considerazioni fatte in precedenza, dobbiamo fissare anche alcuni dei passi fatti dai viticoltori francesi per rendere le loro uve e i loro vini rinomati in tutto il mondo con almeno uno o due secoli di anticipo rispetto agli altri paesi. Abbiamo già accennato al marketing e alla Champagne, autentica protagonista di quest'esplosione dell'enologia francese. I grandi produttori di questa regione furono i primi a capire l'importanza della “marca” e della sua pubblicità già ai primi dell'ottocento, quando le grandi casi iniziarono a sponsorizzare lo sport ippico e successivamente quello motoristico, e iniziarono a proporsi come fornitori ufficiali delle case reali europee e dei paesi d'oltreoceano. Inoltre la Francia fu la prima a dotarsi di legislazioni di qualita dei vini, con la prima in assoluto approvata sotto Napoleone III già nel 1855, mentre la prima denominazione riguardò proprio la Champagne nel 1907. e questo lavoro ha premiato i francesi con il primato mondiale in fatto di vini almeno fino al lento risveglio italiano degli ultimi due decenni, che ha iniziato a rimettere in discussione questo primato.

Le uve francesi nel mondo

Nella sezione uva e vitigni potrete trovare tutte le informazioni sulle tantissime uve francesi utilizzate ormai ovunque sul pianeta per la produzione di tutte le tipologie di vini. Queste uve ormai sono presenti in tutte le aree vinicole, dal sud America alla California, dal Sud Africa all'Italia. Ma è in Australia soprattutto, e in Nuova Zelanda, che sono particolarmente apprezzate non solo le uve, ma anche le conoscenze francesi nel campo enologico. Questi due paesi infatti non solo sono dei grandi produttori di uve francesi, ma anche i più importatori di enologi e botanici d'Oltralpe, che stanno prestando le loro conoscenze in modo da sfruttare al meglio le viti. I risultati iniziano ad essere molto soddisfacenti, e l'Australia sta sempre più ponendosi al centro dell'attenzione nel panorama enologico internazionale.

Domande frequenti

  • Perché i vini francesi sono diventati così famosi e diffusi a livello globale fin dal XIX secolo?
    Il successo internazionale dei vini francesi non dipende esclusivamente dalla qualità intrinseca delle uve, ma da una combinazione strategica di fattori storici e commerciali. Già a partire dal Settecento, la Francia seppe sfruttare la vicinanza geografica con l'Inghilterra, principale mercato di consumo dell'epoca, garantendo rifornimenti costanti nonostante le difficoltà dei trasporti. Parallelamente, i produttori francesi adottarono precocemente moderne tecniche di marketing: brandizzarono i propri vini, diventarono fornitori ufficiali delle corti reali e sponsorizzarono eventi sportivi come le corse ippiche. Questa capacità di costruire un'immagine di lusso e affidabilità, unita alle prime leggi sulla tutela della qualità (come quella del 1855), permise ai vini d'Oltralpe di dominare il mercato mondiale per oltre un secolo.
  • Qual è l'importanza storica del termine "Claret" per i vini del Bordeaux?
    Il termine "Claret" deriva dall'anglosassone "claret", usato storicamente per indicare i vini rossi leggeri del Bordeaux. La sua persistenza nel linguaggio enologico è legata al ruolo dominante che la Gran Bretagna ebbe come principale importatore di questi vini per secoli. Durante il periodo in cui le truppe inglesi occuparono parti del territorio bordolese e mantennero stretti legami commerciali, il vino locale divenne un pilastro dell'esportazione francese verso Londra. L'uso di questo termine anglosassone testimonia quanto profondamente il mercato britannico abbia influenzato la percezione e la commercializzazione del Bordeaux, trasformando un prodotto locale in un bene di consumo globale ben prima dell'era moderna.
  • Come ha contribuito la Champagne alla fama mondiale dell'enologia francese?
    La Champagne è stata pioniera assoluta nel concetto di "branding" enologico. Già nei primi dell'Ottocetto, i grandi produttori di questa regione compresero che la reputazione del vino poteva essere costruita attraverso la pubblicità aggressiva e il prestigio sociale. Diventando fornitori ufficiali di case reali europee e promuovendo attivamente il consumo dello spumante in contesti eleganti, riuscirono a elevare il vino a status symbol. Inoltre, la Champagne fu la prima regione a ottenere una denominazione protetta nel 1907, stabilendo un precedente normativo che la Francia avrebbe poi esteso a tutto il territorio nazionale. Questo approccio anticipato ha definito standard di qualità e marketing che altri paesi hanno faticato a eguagliare per decenni.
  • Dove nel mondo le uve francesi trovano il miglior terreno per la loro coltivazione oggi?
    Sebbene le varietà francesi siano coltivate in quasi tutte le regioni vinicole mondiali, dall'America del Sud all'Africa meridionale, è specialmente in Australia e Nuova Zelanda che esse mostrano la massima espressione e integrazione. Questi due paesi non solo producono grandi quantità di uve francesi, ma hanno anche attratto massicciamente enologi e botanici francesi per trasferire know-how tecnico. L'unione tra il terroir locale e l'esperienza tecnica d'Oltralpe ha dato risultati eccezionali, posizionando l'Australia come uno dei centri nevralgici dell'enologia contemporanea. Qui, le uve classiche come Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Pinot Noir vengono interpretate con tecniche avanzate, sfidando direttamente la supremazia tradizionale europea.
  • Quali sono state le prime normative francesi sulla qualità del vino?
    La Francia è stata la nazione pioniere nella regolamentazione legale della qualità vinicola, creando un modello seguito poi da molte altre nazioni. La pietra miliare iniziale fu l'approvazione della prima legge sulla qualità dei vini sotto Napoleone III nel 1855, che gettò le basi per una classificazione strutturata. Poco dopo, nel 1907, la Champagne divenne la prima regione al mondo a ricevere una denominazione ufficiale, proteggendo il nome del prodotto dalle contraffazioni e definendo rigorosamente i metodi di produzione. Queste iniziative legislative non servivano solo a tutelare i consumatori, ma a preservare il valore economico e l'identità dei vigneti francesi, distinguendoli nettamente dalla concorrenza emergente e consolidando il primato del Made in France nel settore enologico globale.

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