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Piantare uva

Aggiornato il 09 giugno 20124 capitoli5 domande frequenti

La pianta

La pianta dell'uva è un albero fruttifero che comprende numerosissime varietà, incroci ed ibridi che via via nei secoli gli uomini hanno realizzato per ottenere le qualità migliori. Le specie sono oramai numerosissime ed adattabili a quasi tutti i climi, tanto da essere coltivata tanto in Russia quanto in Africa. La sua coltivazione è tanto più complicata quanto più si vuole ottenere un prodotto di qualità. Quindi gli sforzi per l'allevamento dipenderanno dal tipo di prodotto che si vuole ottenere, e può partire da uno sforzo minimo, con una pianta che abbia solo scopi di produzione o ornamento, fino a cure molto attente, con forti investimenti per una produzione di assoluta qualità. L'impianto quindi sarà diverso a seconda dell'obbiettivo. La vite in genere cresce spontaneamente su qualsiasi tipo di terreno, anche povero, e necessita di moderate irrigazioni, e là dove le piogge sono sufficienti, può vivere tranquillamente senza dover essere irrigata.

Piantare una vite

Le grandi aziende hanno a disposizione botanici e agronomi di primo livello, che progettano gli impianti dei vigneti con accurate analisi geologiche e topografiche. I viticoltori, grazie alla loro esperienza, sanno già, “saggiando” la terra, le potenzialità delle loro uve. Comunque in linea generale, se anche un non addetto ai lavori volesse piantare una o più viti, potrebbe attenersi a delle linee guida valide ed ottenere dei buoni risultati.

Il terreno

Il terreno deve essere in funzione della varietà prescelta o viceversa. Chiaramente ci si riferisce all'impianto di una sola vite, in quanto sarebbe molto complicato cambiare terreno al solo scopo di impiantare un vigneto, mentre molto più semplice è preparare un piccolo appezzamento di terreno per una sola pianta. La varietà deve rispondere ai requisiti pedo climatici della zona, scegliendola in base a temperature e piogge. Nel preparare il terreno esso dovrà essere livellato, arato in profondità e concimato con letame maturo ricco di organicità o compost di vegetali in decomposizione, in modo da assicurare all'uva l'apporto di minerali. Se disponete della necessaria pazienza potrete far riposare il terreno per tre o quattro anni, piantando delle leguminose che arricchiscono il substrato di azoto.

Semina, talea o partinnesti

Per l'impianto si dovrà effettuare una semina o per accelerare i tempi si potrà effettuare la tecnica della talea o, la soluzione più pratica ed utilizzata, l'innesto su portinnesti facilmente reperibili in commercio. La pratica della semina, dalla crisi nell'ottocento per la filossera, è caduta in disuso, a favore dei portinnesti americani resistenti a questo parassita. Dovrete quindi procedere alla messa a dimora. Una volta effettuata la messa a dimora, o la semina o la talea, a seconda della tecnica prescelta, la pianta dovrà essere ben nutrita con concimazioni di azoto, potassio e fosforo nella crescita vegetativa, irrigata costantemente fino al raggiungimento della consistenza legnosa. Da li in poi si potranno ridurre tutte le cure, per lasciare la pianta crescere liberamente. Le eventuali potature, necessarie per produzioni di qualità, saranno a vostra discrezione. A tal proposito si suggerisce di leggere gli articoli dedicati nella sezione manutenzione vigneti.

Domande frequenti

  • Come devo preparare il terreno prima di piantare un nuovo vitigno?
    La preparazione del suolo è fondamentale per garantire salute e produttività alla vite. Iniziate livellando il terreno e procedendo a un'aratura profonda per ossigenare lo strato radicale. È essenziale arricchire il substrato con letame maturo o compost vegetale, fornendo così i minerali necessari. Per chi ha pazienza, si consiglia un riposo del terreno di tre-quattro anni, durante i quali si possono coltivare leguminose: queste piante fissano l'azoto nel suolo, migliorandone significativamente la fertilità naturale. Ricordate che il terreno deve essere scelto o adattato in base alle esigenze specifiche della varietà che intendete coltivare.
  • Qual è il metodo migliore per moltiplicare la vite: seme, talea o innesto?
    Attualmente, la tecnica più pratica ed efficace è l'innesto su portainnesti americani. Questa metodologia è diventata lo standard perché i portainnesti americani offrono una resistenza naturale alla fillossera, un parassita devastante che colpì gravemente i vigneti europei nell'Ottocento. La semina diretta è oggi raramente utilizzata a causa dei lunghi tempi di attesa per la fruttificazione e della minore uniformità genetica. La talea è un'alternativa valida per accelerare i tempi rispetto al seme, ma l'innesto rimane la scelta preferita dai viticoltori per combinare la resistenza radicale del portainnesto con le caratteristiche qualitative della varietà desiderata.
  • Quanto spesso devo irrigare la vite appena piantata?
    Nelle fasi iniziali, dopo la messa a dimora, la giovane pianta richiede irrigazioni costanti e regolari. Questo è cruciale per favorire l'attecchimento delle radici e sostenere la crescita vegetativa iniziale. L'obiettivo è permettere alla pianta di sviluppare una struttura solida e raggiungere la consistenza legnosa necessaria. Una volta che il fusto e i rami principali si sono induriti e la radice si è stabilizzata nel terreno, le necessità idriche diminuiscono drasticamente. In molte zone, se le precipitazioni naturali sono sufficienti, la vite adulta può sopravvivere senza irrigazione supplementare, adattandosi bene anche a terreni poveri.
  • Che tipo di concime devo usare per la vite in fase di crescita?
    Durante la fase di crescita vegetativa, la vite ha bisogno di un apporto bilanciato di nutrienti specifici. È consigliabile utilizzare concimi ricchi di azoto, potassio e fosforo. L'azoto favorisce lo sviluppo fogliare e la crescita vigorosa, il fosforo supporta lo sviluppo radicale e la fioritura, mentre il potassio migliora la resistenza della pianta agli stress ambientali e la qualità finale dell'uva. Questi elementi devono essere forniti regolarmente nelle prime fasi post-impianto. Successivamente, quando la pianta raggiunge la maturità strutturale, le concimazioni possono essere ridotte o modulate in base alle esigenze specifiche della varietà e alle analisi del terreno.
  • Posso coltivare uva in qualsiasi clima o tipo di terreno?
    La vite è una pianta estremamente adattabile, capace di crescere spontaneamente anche in terreni poveri e in climi molto diversi tra loro, dalle regioni fredde della Russia a quelle calde dell'Africa. Tuttavia, la qualità del frutto dipende fortemente dall'adattamento tra la varietà scelta e il pedoclima locale. Non esiste una varietà universale perfetta; ogni cultivar ha requisiti specifici di temperatura, esposizione solare e quantità di pioggia. Pertanto, sebbene la pianta possa sopravvivere in condizioni difficili, per ottenere una produzione di qualità è indispensabile selezionare il vitigno più idoneo alle caratteristiche ambientali specifiche della vostra zona.

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