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Spumante rosso

Aggiornato il 02 gennaio 20123 capitoli5 domande frequenti
Brachetto e fragole

Lo spumante rosso in Italia

L'Italia vanta una considerevole produzione anche di spumanti rossi, che si è molto consolidata negli ultimi venti anni grazie anche alla notorietà che alcuni di questi hanno conseguito. Nonostante gli spumanti più pregiati siano bianchi, o al massimo rosati, vengono prodotti comunque molti spumanti rossi, alcuni di discreta qualità, anche se non riescono ad avvicinarsi all'eleganza dei bianchi. La produzione degli spumanti rossi è spesso più associata ad esigenze produttive locali piuttosto che a selezioni di qualità, e questo tipo di vini è quasi tutta riservata al consumo quotidiano da tavola. Infatti anche la varietà rossa del Pinot Noir è spesso vinificata in bianco per la produzione spumantistica in quanto la tipologia di vino si presta maggiormente a una vinificazione che le consenta di esprimere meglio le proprietà organolettiche rispetto alla spumantizzazione in rosso. Quest'ultima spesso produce aromi che mal si associano alle bollicine, là dove l'estrazione di troppi elementi dalle bucce e dai grappoli per ottenere il colore non risulta attraente nei profumi del vino. Spesso ne risultano vini spumanti troppo pesanti e dolciastri, che non riescono a fornire quell'eleganza che da uno spumante ci si aspetta, soprattutto in aperitivo. Negli ultimi vent'anni si sono fatti conoscere anche all'estero i Brachetti d'Aqui, che dopo un'attenta strategia commerciale, hanno ottenuto il favore del mondo giovanile grazie soprattutto alla leggerezza alcolica. Molti spumanti rossi d'altra parte sono piuttosto destinati a produzioni locali e artigianali, e raramente si impongono sul mercato nazionale. Moltissimi disciplinari includono la produzione di vini rossi spumanti, apprezzati come eredità di produzioni artigianali soprattutto al sud e in alcune zone del nord Italia.

Lo spumante rosso nel mondo

Anche il resto del mondo non fa eccezione a queste regole. Nessuno spumante rosso è finora riuscito ad imporsi per qualità all'attenzione degli esperti, e le sue produzioni restano più in un ambito puramente commerciale che un'effettiva ricerca organolettica. Anche qui le produzioni raramente riescono ad uscire dall'ambito locale e da un consumo da tavola. La spumantizzazione in rosso è molto limitata ed ha caratteri significativi solo in Italia, Moldova e Australia, dove viene ottenuta in misura quasi esclusiva dallo Shiraz. Sono generalmente vini dolciastri, molto apprezzati, con corpo molto sostenuto e una forte presenza di tannini. In Italia gli uvaggi utilizzati sono moltissimi, tra gli autoctoni. Nel resto del mondo, a parte questi tre paesi dove si è radicato il consumo di questa tipologia, non si hanno segnalazioni di produzioni consistenti e qualitativamente degne di nota.

I migliori spumanti rossi italiani

Pur non raggiungendo assolutamente delle qualità organolettiche degne di nota, i Brachetti d'Aqui rappresentano oggi la migliore espressione della spumantizzazione italiana in rosso. Anche altre singole produzioni riescono a raggiungere buoni livelli. Il Brachetto d'Acqui ha ottenuto una sua denominazione di origine controllata e garantita il 24 aprile 1996, producibile nelle provincie di Asti e Alessandria. Il vitigno Brachetto, che dà il nome alla denominazione deve essere usato in purezza. Questa varietà è autoctona del Piemonte, e viene coltivato soprattutto nelle due provincie sopra menzionate. Ha buccia rosso chiaro e produce vini molto discussi, dolciastri con forti sentori di fragola. È un uva molto delicata, dalle basse rese, con aromi che si riscontrano solo in questa varietà. Tra i migliori Brachetto d'Aqui Spumante c'è il Vigne Regali Rosa Regale Banfi, di un bel rubino intenso e un perlage mediamente fine. Soffici profumi di rosa, fragole, muschio e pesca. Il palato è fresco e leggermente sapido, molto equilibrato. È un famoso abbinamento per l'aspic gelatinoso di fragole e melone. Di discreta qualità anche il Brachetto spumante, di gamma olfattiva intensa ai petali di rosa. Anche per lui un buon abbinamento con i frutti di bosco. Anche il Barbera è una varietà che viene spesso spumantizzata, soprattutto in Piemonte e Campania, precisamente nel Sannio, e altre regioni del sud dove sono presenti piccoli impianti. Nel Sannio il Barbera spumante risponde alla omonima denominazione di origine controllata, e viene prodotto nelle varie tipologie, dal secco al dolce. Viene abbinato con i dessert e la frutta di bosco. Ha buoni sentori di ciliegie e prugne, caratteristiche di questa varietà. Anche la Sardegna ha la sua denominazione che prevede lo spumante rosso. Si tratta dell'Alghero, prodotto nella provincia di Sassari. Uno spumante rosso che sta conquistando i favori degli esperti è il Al Me Russ, di Montesissa, ottenuto dal Barbera e dalla Bonarda con il Metodo Charmat dal famoso produttore Maculan in provincia di Piacenza. Ottimo l'impatto olfattivo, con il lampone in evidenza. In bocca ricorda ancora il lampone, ben maturo, con una bella e lunga nota finale. Ottimo in aperitivo o con gli antipasti.

Domande frequenti

  • Perché gli spumanti rossi sono generalmente considerati inferiori agli spumanti bianchi?
    La spumantizzazione in rosso presenta sfide tecniche complesse perché l'estrazione del colore avviene attraverso le bucce, portando nell'uva tannini e composti fenolici che possono risultare eccessivi. Questo processo tende a conferire al vino aromi pesanti e note dolciastre, che entrano in conflitto con la freschezza e l'eleganza tipiche delle bollicine. A differenza dei vitigni bianchi o rosati, che permettono una vinificazione più pulita e mineralmente orientata, il rosso rischia di apparire strutturato ma poco raffinato, rendendolo meno adatto a un consumo da aperitivo sofisticato.
  • Quali sono i principali vitigni utilizzati per produrre spumante rosso in Italia?
    In Italia, il protagonista assoluto è il Brachetto, utilizzato in purezza per il Brachetto d'Acqui DOCG, noto per i suoi intensi sentori di fragola e rosa. Un altro vitigno diffuso è il Barbera, impiegato sia in Piemonte che in Campania (Sannio) e Sardegna, capace di offrire profili di ciliegia e prugna. Inoltre, si trovano produzioni interessanti che accostano il Barbera alla Bonarda, come nel caso di alcuni spumanti del Piacentino. Questi vitigni autoctoni vengono scelti per il loro carattere fruttato che si sposa, seppur con cautela, con la carbonicazione.
  • Come si consiglia di servire un brachetto d'acqui spumante?
    Il Brachetto d'Acqui Spumante richiede una temperatura di servizio fresca, solitamente intorno ai 6-8°C, per esaltare la sua vivacità e contrastare la percezione di dolcezza residua. Essendo un vino dal profumo intenso di fiori e frutta rossa, va servito in calici a tulipano per concentrare gli aromi. L'abbinamento ideale vede la sua dolcezza armonizzarsi con dessert leggeri, gelatine di frutta, aspic di fragole o melone, oppure semplicemente con la frutta fresca di stagione. Evitare abbinamenti con piatti salati complessi o carni rosse, poiché il vino risulterebbe sovrastato o squilibrato.
  • Dove si producono gli spumanti rossi oltre all'Italia?
    Al di fuori dell'Italia, la produzione di spumante rosso è numericamente limitata e prevalentemente locale. Le aree più significative sono l'Australia, la Moldavia e, in misura minore, altri paesi europei. In Australia, ad esempio, si utilizza spesso lo Shiraz per ottenere spumanti dal corpo sostenuto e dai tannini marcati. Tuttavia, a livello globale, questa categoria rimane di nicchia; la maggior parte delle produzioni non supera i confini nazionali o regionali e non gode dello stesso prestigio internazionale dei grandi champagne o prosecco, rimanendo confinata a un consumo domestico o turistico.
  • È vero che il Pinot Nero viene spesso vinificato in bianco per gli spumanti?
    Sì, è una pratica comune e corretta. Sebbene il Pinot Noir sia un vitigno a bacca rossa, nella produzione di Champagne e di molti spumanti di alta gamma viene pressato delicatamente senza macerazione sulle bucce. Questo permette di estrarre il succo senza il colore rosso e senza i tannini astringenti tipici della vinificazione in rosso. Il risultato è un vino bianco limpido ed elegante, fondamentale per creare la struttura base di uno spumante complesso. Vinificare il Pinot Nero in rosso per uno spumante è raro e sconsigliato dagli esperti, poiché comprometterebbe l'equilibrio aromatico.

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