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Quiz sul vino novello: quanto ne sai davvero

Aggiornato il 08 ottobre 20264 capitoli
Prima domanda: come nasce il vino novello

Prima domanda: come nasce il vino novello

Partiamo dalla domanda che svela subito chi conosce il vino novello e chi lo beve soltanto: con quale tecnica si produce? Le opzioni sono tre: una vinificazione classica accorciata nei tempi, una macerazione carbonica dei grappoli interi, oppure una semplice spillatura anticipata del vino nuovo. Se hai scelto la seconda, hai centrato il punto. Il vino novello nasce da grappoli interi, non pigiati, chiusi in contenitori di acciaio ermetici e saturi di anidride carbonica, dove in assenza di ossigeno parte una fermentazione intracellulare, cioè all'interno degli acini stessi. Questa fase dura in genere da sette a venti giorni, poi la vinificazione si completa con i metodi consueti, in presenza di ossigeno. Ricorda che il disciplinare italiano chiede che almeno il 40 per cento delle uve passi per la macerazione carbonica, mentre il resto può essere lavorato in modo tradizionale: per questo due novelli possono avere personalità diverse pur rispettando la stessa regola. Se vuoi capire quanto un produttore ha puntato su questa lavorazione, valuta al naso l'intensità dei profumi di frutta e di fiori, che ne sono il segno distintivo.

Seconda domanda: da quando si vende e con quali requisiti

Seconda domanda, legata al motivo per cui ne parliamo adesso: da quale giorno il novello può essere venduto in Italia? Molti rispondono San Martino, l'11 novembre, perché le feste di paese lo celebrano in quella data. La risposta corretta è però il 30 ottobre dell'anno di vendemmia: da quel momento le bottiglie possono uscire dalle cantine, e la finestra di vendita si chiude al 31 dicembre dello stesso anno. È un vino con una stagione commerciale brevissima, pensato per essere bevuto giovane. Ci sono altri requisiti che vale la pena conoscere se vuoi leggere l'etichetta con occhio esperto. Il titolo alcolometrico minimo è dell'11 per cento in volume, e un novello può rientrare sia in una denominazione DOP sia in una IGP, quindi puoi trovarlo con nomi di territorio molto diversi. I vitigni ammessi in Italia sono una sessantina, dei quali sette internazionali: questo spiega perché accanto ai novelli da uve autoctone trovi anche versioni da varietà più diffuse nel mondo, con profili morbidi e facili da riconoscere. Verifica sempre l'annata in etichetta, perché un novello dell'anno precedente ha già perso gran parte di ciò che lo rende interessante.

Terza domanda: come si riconosce al bicchiere

La terza domanda mette alla prova naso e palato: quale di queste descrizioni corrisponde a un vino novello ben fatto? Un rosso tannico, austero e con sentori di cuoio; un rosso morbido, poco tannico, con profumi netti di frutta rossa, fiori e un ricordo vinoso; oppure un rosso dolce e frizzante. La seconda è quella giusta. La macerazione carbonica estrae pochi tannini dalle bucce e lascia un'acidità contenuta, così in bocca il vino risulta rotondo, leggero e di pronta beva, senza la struttura che ti aspetti da un rosso maturato in legno. Al naso cerca fragola, lampone e ciliegia, qualche nota floreale e quel carattere vinoso che ricorda il mosto appena fermentato: se trovi invece sentori ossidati o un colore già tendente al mattone, la bottiglia ha sofferto o è troppo vecchia. Per la temperatura, servilo leggermente fresco, più di quanto faresti con un rosso strutturato, perché il freddo moderato esalta la frutta e tiene a bada l'alcol. Un bicchiere non troppo ampio concentra i profumi, che in un vino così giovane sono il pregio principale.

Quarta domanda: quanto dura, cosa abbinare e il tuo punteggio

Ultima domanda: quanto a lungo puoi conservare una bottiglia di novello? Se hai risposto che migliora con qualche anno in cantina, hai commesso l'errore più comune. Il novello è un vino da bere entro pochi mesi dall'uscita, idealmente entro l'inverno, perché i profumi fruttati che lo distinguono svaniscono in fretta e non c'è una struttura tannica che possa sostenere l'evoluzione. Tienilo in un luogo fresco e al riparo dalla luce, ma non pensarlo come un investimento: è un vino di stagione, da condividere. Per gli abbinamenti, la sua morbidezza lo rende adatto a caldarroste, salumi, formaggi freschi e piatti rustici d'autunno, mentre perde il confronto con arrosti importanti o sughi molto saporiti. Ora conta le risposte esatte: con quattro su quattro conosci il novello come un appassionato preparato; con due o tre hai le basi e ti manca solo qualche dettaglio tecnico; con una o nessuna hai una buona scusa per aprire una bottiglia a fine ottobre e ripassare con il bicchiere in mano.

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