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Gewürztraminer con i dolci di Natale: quando funziona

Aggiornato il 21 ottobre 20264 capitoli
Perché il Gewürztraminer tiene testa ai dolci delle feste

Perché il Gewürztraminer tiene testa ai dolci delle feste

Il Gewürztraminer regge il confronto con i dolci di Natale per una ragione precisa: è uno dei pochi bianchi secchi con la stoffa per non sparire accanto allo zucchero. Il corpo pieno, l'acidità contenuta e il ventaglio di profumi di rosa, litchi e spezie dolci gli permettono di dialogare con una fetta di strudel o con un biscotto alla cannella senza farsi mettere in ombra, cosa che a un bianco leggero e sottile non riesce. Molte versioni, anche quelle etichettate come secche, conservano un residuo zuccherino percepibile che ammorbidisce il sorso e accorcia la distanza dal dessert. Vale però la regola che i sommelier ripetono sempre: dolce chiama dolce. Un Gewürztraminer secco funziona con i dolci poco zuccherini, asciutti e speziati, dove conta più l'aroma della dolcezza. Quando il dessert è ricco di zucchero, creme o frutta candita, passa alla vendemmia tardiva o al passito dello stesso vitigno, che ha la dolcezza per stare alla pari e lo stesso corredo aromatico. Se tieni presente questa distinzione, scegli la bottiglia giusta al primo colpo ed eviti il classico errore di un vino che risulta amaro e magro accanto al panettone.

Strudel, zelten e biscotti speziati: l'abbinamento di casa

I dolci della tradizione alpina sono il terreno dove il Traminer aromatico dà il meglio, e non è un caso: sono nati nelle stesse valli. Lo strudel di mele con uvetta, pinoli e cannella trova nel vino un'eco diretta delle sue spezie, mentre la mela cotta e la pasta sottile non aggiungono una dolcezza eccessiva. Qui una versione secca o appena abboccata, servita fresca intorno agli 8-10 gradi, accompagna la fetta tiepida senza stancare. Lo zelten trentino, denso di frutta secca, fichi e canditi, chiede invece una dolcezza maggiore nel bicchiere: orientati su una vendemmia tardiva, che tiene il passo della frutta disidratata e ne riprende i toni di miele. Con i biscotti speziati del periodo, quelli allo zenzero, ai chiodi di garofano o alla noce moscata, l'effetto è di amplificazione reciproca: le spezie del dolce e quelle del vino si sommano invece di coprirsi. Se i biscotti sono glassati o molto zuccherati, resta sul lato dolce del vitigno; se sono asciutti e poco dolci, come molte frolle alle mandorle, il Gewürztraminer secco è sufficiente e lascia la bocca pulita per il biscotto successivo.

Panettone, pandoro e torrone: quale versione del vino scegliere

Il panettone classico, con uvetta e scorze d'arancia e cedro candite, è forse il dolce natalizio che si presta meglio a un Gewürztraminer dolce: i canditi richiamano la frutta esotica del vino, l'uvetta trova corrispondenza nelle note di miele e la pasta lievitata, poco dolce di per sé, non sovraccarica il palato. Scegli una vendemmia tardiva o un passito ottenuto da uve appassite, evitando il secco, che accanto alla fetta sembrerebbe spoglio. Con il pandoro il discorso cambia: è più burroso e meno aromatico, privo di canditi, e la sua grassezza chiede soprattutto freschezza e bollicine. Il Traminer aromatico qui funziona solo nella versione passita e con porzioni piccole di dolce, altrimenti il vino tende a risultare pesante. Il torrone, soprattutto quello morbido alle mandorle o alle nocciole con miele, è un altro compagno riuscito del passito di Traminer: la frutta secca tostata e il miele si rispecchiano nel vino e la masticazione lenta del dolce lascia il tempo al sorso di pulire la bocca. Ricorda che la sequenza conta: se nello stesso pranzo servi anche uno spumante dolce, tieni il Gewürztraminer passito per ultimo, perché è il più intenso e dopo di lui ogni altro vino sembrerebbe sottile.

Quando il Gewürztraminer non funziona e come servirlo bene

Non tutti i dolci delle feste vanno d'accordo con questo vitigno, e saperlo ti risparmia abbinamenti deludenti. Il cioccolato fondente è il caso più chiaro: la sua amarezza e il tannino del cacao contrastano con i profumi floreali e fanno sembrare il vino dolciastro e corto. Lo stesso vale per i dessert a base di crema al burro o di panna molto grassa, dove la struttura del Gewürztraminer si somma a quella del dolce e il risultato è pesante, e per i dolci spiccatamente acidi, come quelli al limone, che fanno apparire il vino piatto per via della sua acidità bassa. In questi casi orientati su un passito di altra natura o su una bollicina dolce. Quando invece l'abbinamento regge, cura il servizio. Il secco va fresco ma non gelido, perché il freddo eccessivo spegne proprio l'aromaticità che cerchi; anche le versioni dolci vanno servite fresche e non fredde di frigorifero, e si apprezzano meglio in un calice da bianco di media ampiezza, non nel bicchierino da liquore, che comprime i profumi. Versane poco: con un vino così intenso una dose contenuta basta ad accompagnare la fetta e lascia spazio al dolce, che a Natale resta al centro dell'attenzione.

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