Vinook.it · guide e consigli pratici
Vino Bianco · Vino bianco piemontese

Gavi: abbinamenti con gli antipasti di Natale

Aggiornato il 20 ottobre 20264 capitoli
Perché il Gavi apre bene il pranzo di Natale

Perché il Gavi apre bene il pranzo di Natale

Il Gavi, bianco secco a base di Cortese prodotto nell'Alessandrino, è uno dei vini piemontesi che meglio si prestano all'inizio di un pranzo importante. Il colore paglierino chiaro, i profumi delicati di fiori bianchi, mela e agrume, l'acidità viva e la gradazione contenuta lo rendono un vino di struttura leggera, che non appesantisce il palato quando davanti hai ancora tre o quattro portate. Proprio per questo ha senso riservarlo agli antipasti piuttosto che ai piatti principali: in apertura la sua freschezza pulisce la bocca tra un assaggio e l'altro e prepara il passaggio ai vini più strutturati. Prima di scegliere la bottiglia, valuta il tipo di antipasto che porterai in tavola. Un Gavi giovane, vinificato solo in acciaio, è la scelta più versatile con i piatti freddi e delicati; una versione Riserva o affinata più a lungo, con una nota più morbida e sapida, regge meglio le preparazioni calde con salse e formaggi. Se il menu prevede molti antipasti diversi, come spesso accade a Natale, una sola etichetta di buona acidità e media struttura accompagna quasi tutto senza farti aprire troppe bottiglie.

Gavi e antipasti di pesce: crudi, affumicati e insalate di mare

Con il pesce il Gavi dà il meglio di sé, a patto di dosare gli ingredienti che lo circondano. Il salmone affumicato su crostini imburrati, le tartine con burro e acciughe, i gamberi al vapore con un filo d'olio e le capesante appena scottate trovano nel vino la freschezza che serve per alleggerire la parte grassa e lasciare in bocca il sapore del mare. Anche l'insalata di mare tiepida, con polpo, seppie e gamberetti conditi con olio, prezzemolo e poco limone, è un abbinamento che funziona con naturalezza, perché la sapidità del piatto trova risposta nella mineralità del vino. Fai attenzione alle marinature troppo acide: se il carpaccio di pesce o l'insalata sono conditi con molto limone o con l'aceto, il vino rischia di risultare piatto al confronto. In quel caso riduci l'acidità del condimento o scegli una versione del Gavi un po' più matura e morbida. Con il pesce crudo semplicemente condito con olio e sale, invece, un Gavi giovane e nervoso è quello che gli accompagna meglio, e una versione spumante, servita più fredda, aggiunge la pulizia della bollicina ai primi assaggi della Vigilia.

Insalata russa, vitello tonnato, flan e fritti: gli antipasti di terra

Nei pranzi piemontesi delle feste gli antipasti di terra sono spesso più numerosi di quelli di pesce, e il Gavi li accompagna con la stessa disinvoltura. L'insalata russa e il vitello tonnato, due classici della tavola natalizia della regione, hanno in comune la maionese: una salsa grassa e avvolgente che chiede un vino acido e pulito, non un bianco morbido e alcolico. La carne cruda battuta al coltello, condita solo con olio, limone e sale, resta leggera e delicata e non copre i profumi del vino. Vanno bene anche i salumi poco speziati e i formaggi freschi o di media stagionatura, mentre con i salumi molto saporiti e i formaggi stagionati conviene passare a un rosso leggero. Sul fronte delle preparazioni calde, i flan di verdure con fonduta, gli involtini di verza con ripieno di carne e i piccoli fritti misti sono abbinamenti riusciti, perché la fonduta e la frittura portano grassezza e il vino la bilancia con la freschezza. Se prepari un antipasto caldo con fonduta di formaggio piemontese, considera un Gavi Riserva o con qualche mese di affinamento in più: la maggiore struttura regge la ricchezza del piatto senza sparire.

Come servire il Gavi con gli antipasti: temperatura, bicchiere e sequenza

Perché l'abbinamento renda, serve anche un servizio corretto. Porta il Gavi fermo a circa 8-10 °C e la versione spumante a circa 6-8 °C: a temperature più alte l'alcol emerge e la freschezza si perde, a temperature più basse i profumi si chiudono. Metti le bottiglie in frigorifero qualche ora prima e tienile in un secchiello con acqua e ghiaccio durante il servizio, perché la tavola delle feste resta apparecchiata a lungo e il vino si scalda in fretta. Usa un calice da bianco di media ampiezza, che concentra gli aromi delicati senza disperderli. Se gli antipasti sono molti, organizzali in sequenza: prima i crudi e i piatti freddi di pesce, poi le preparazioni di terra, infine quelle calde con fonduta e fritti, così il vino accompagna piatti via via più ricchi senza stacchi bruschi. Calcola circa una bottiglia ogni quattro o cinque ospiti per la fase degli antipasti e tieni pronto il vino successivo, più strutturato, per i primi e i secondi.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche