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Greco di Tufo con i frutti di mare della vigilia

Aggiornato il 24 ottobre 20264 capitoli
Perché il Greco di Tufo è il bianco giusto per il cenone di pesce

Perché il Greco di Tufo è il bianco giusto per il cenone di pesce

Il Greco di Tufo nasce in una zona raccolta dell'Irpinia, a nord di Avellino, lungo la valle del fiume Sabato: otto comuni attorno al paese di Tufo, su terreni di origine vulcanica e argilloso-calcarea. Il disciplinare della DOCG, ottenuta nel 2003, richiede almeno l'85% di uva Greco e permette di completare l'uvaggio con la Coda di Volpe fino al 15%, anche se molti produttori lo vinificano in purezza. È un vitigno a maturazione tardiva, raccolto in genere nella seconda decade di ottobre, e questo gli dà un'acidità naturale alta e una struttura importante per un bianco. Sono proprio queste due qualità a renderlo adatto a una cena della vigilia costruita sul pesce. La vena sapida e quasi salina del vino richiama quella di molluschi e crostacei, così i due sapori si rafforzano a vicenda senza che uno prevalga, mentre la freschezza pulisce la bocca dopo ogni boccone condito con olio o burro. Rispetto a un bianco leggero da aperitivo, il Greco di Tufo regge anche le cotture e i condimenti più decisi, quindi puoi tenerlo in tavola per tutto il menù senza cambiare bottiglia a ogni portata.

Antipasti e crudi di mare: ostriche, tartare e crostacei

La vigilia si apre quasi sempre con i crudi, ed è qui che l'abbinamento con il Greco di Tufo risulta più naturale. Ostriche, tartare di ricciola o di spigola, carpacci di pesce e gamberi rossi appena conditi con olio e limone trovano nel vino una sapidità simile e una freschezza che non copre la delicatezza della materia prima. Con i crudi più grassi, come il tonno o il salmone, scegli un'annata giovane e servila ben fresca: l'acidità viva alleggerisce il boccone e lascia il palato pronto per quello successivo. Se nell'antipasto entrano anche l'insalata di mare tiepida con seppie, polpo e cozze, oppure scampi e mazzancolle saltati in padella, il Greco di Tufo continua a funzionare perché la sua struttura regge il condimento senza perdere nitidezza. Evita invece le preparazioni con aceto marcato o con molto limone spremuto: l'acidità del piatto si somma a quella del vino e il risultato in bocca diventa aspro. Un filo d'olio buono, prezzemolo e poca scorza di agrume bastano e rendono il sorso più lungo.

Primi e secondi caldi: vongole, astice, zuppe e fritto di paranza

Dopo i crudi arrivano i piatti caldi, e con i primi di mare il Greco di Tufo dà il meglio. Spaghetti alle vongole, linguine all'astice, paccheri ai frutti di mare e risotti di pesce vanno d'accordo con la sua sapidità, soprattutto se li prepari in bianco o con pochi pomodorini appena scottati. Un sugo di pomodoro lungo e concentrato tende invece a coprire il vino, quindi se la tradizione di casa prevede il baccalà o il capitone in umido con molto pomodoro, tienilo presente quando scegli la bottiglia. Anche l'impepata di cozze e la zuppa di pesce in bianco funzionano bene, perché il pepe moderato e il brodo marino richiamano la nota minerale del bicchiere. Con il fritto misto o la frittura di paranza l'acidità del Greco di Tufo mostra tutta la sua utilità: sgrassa, rinfresca e lascia la bocca pulita tra un pezzo e l'altro. Vale poi la regola del peso con peso: a un piatto delicato come il pesce al vapore abbina un'annata giovane, mentre per una portata ricca, con cotture lunghe o salse di accompagnamento, valuta la Riserva, che ha più corpo e complessità. Attenzione solo al piccante: un peperoncino deciso nei frutti di mare accentua la sensazione alcolica del vino, quindi dosalo con mano leggera.

Come servirlo la sera della vigilia: temperatura, bicchiere e quantità

Servi il Greco di Tufo intorno ai 10-12 °C: più freddo chiude i profumi di pesca, agrumi e mandorla, più caldo mette in evidenza l'alcol e appesantisce il sorso. Metti le bottiglie in frigorifero qualche ora prima della cena e, se la serata è lunga, tienile in un secchiello con acqua e poco ghiaccio invece che nel congelatore, così la temperatura resta stabile dall'antipasto al secondo. Usa un calice da bianco di media ampiezza, che lasci respirare il vino senza dispersione dei profumi. Per il numero di bottiglie considera che a una cena di pesce con più portate si beve con calma e che la stessa etichetta può accompagnare l'intero menù. Se vuoi un passaggio di tono, apri un'annata giovane sui crudi e una Riserva sui piatti caldi più ricchi. Fermati prima del dessert: lo zucchero fa sembrare un bianco secco più acido e amaro, e per struffoli e roccocò conviene passare a un passito.

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