Perché l'autunno è la stagione giusta per il paesaggio UNESCO
Le colline del Prosecco in autunno mostrano il lato più fotografato del paesaggio che l'UNESCO ha iscritto nel 2019 tra i patrimoni dell'umanità con il nome di Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. La vendemmia della Glera si chiude di norma entro settembre, e da metà ottobre le foglie virano al giallo e al rame, con sfumature rosse dove i filari sono più esposti. Il disegno dei vigneti risalta allora più che in estate: i ciglioni, cioè le terrazze erbose senza muri a secco che sostengono le viti sui pendii più ripidi, e le dorsali strette e affilate che i geologi chiamano hogback si leggono a colpo d'occhio dai punti alti. Il momento migliore della giornata è il primo mattino, quando la nebbia si ferma nel fondovalle del Piave e le creste vitate ne emergono con la luce bassa. Se puoi, programma la visita tra la seconda metà di ottobre e i primi di novembre: i colori sono al massimo, le cantine hanno finito il lavoro più intenso e trovano tempo per accoglierti, e le temperature consentono ancora lunghe camminate tra i filari.
Da Conegliano a Valdobbiadene: borghi e punti panoramici lungo la Strada
Il filo conduttore della visita resta la Strada del Prosecco, istituita nel 1966 come prima strada del vino italiana, che collega Conegliano a Valdobbiadene per una cinquantina di chilometri di saliscendi. Dopo la partenza, sali a San Pietro di Feletto per la pieve romanica affrescata, affacciata sui vigneti, e prosegui verso Refrontolo, dove il Molinetto della Croda, un mulino ad acqua seicentesco addossato alla roccia, si vede al meglio quando il torrente Lierza è gonfio di piogge autunnali. Pochi chilometri più avanti, Follina conserva un'abbazia cistercense con un chiostro di grande equilibrio, mentre Cison di Valmarino, dominato dal castello, merita una sosta lenta tra case di pietra e portici. Il tratto finale verso Valdobbiadene attraversa le frazioni del Cartizze, San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol: un anfiteatro di poco più di cento ettari con pendenze che obbligano ancora alla lavorazione manuale. Qui conviene lasciare l'auto e seguire a piedi le capezzagne tra i filari, perché le strade sono strette e i punti di vista migliori non hanno parcheggio. Se il cielo è limpido, dalla sommità lo sguardo arriva alle Prealpi e al Piave, e capisci in un solo colpo d'occhio perché questi versanti danno un vino diverso da quello della pianura.
In cantina: degustare il Superiore DOCG e i sapori della stagione
Dopo la vendemmia le cantine stanno seguendo le fermentazioni e la presa di spuma in autoclave, perciò una visita in questo periodo ti permette di vedere il metodo Charmat in corso e non solo di assaggiare. In degustazione chiedi di confrontare un Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG Brut con un Extra Dry: il primo è più asciutto, il secondo conserva un residuo zuccherino che lo rende più morbido e adatto all'aperitivo. Se la cantina possiede vigneti classificati come Rive, le quarantatré sottozone di versante che prendono il nome dal paese o dalla frazione, assaggia la stessa annata da due Rive diverse per capire quanto conti l'esposizione. Il Superiore di Cartizze, quasi sempre nella versione Dry, chiude bene la serie. La stagione porta in tavola i marroni, con la mostra mercato di Combai a ottobre, i funghi di bosco e, da novembre in avanti, il radicchio rosso di Treviso tardivo, che si raccoglie dopo le prime gelate. Lo spiedo dell'Alta Marca è il piatto delle trattorie di collina nei fine settimana: con un Brut secco e sapido l'abbinamento regge meglio di quanto si pensi. Prenota sempre, sia le visite che i tavoli, perché il periodo richiama molti visitatori e le aziende piccole ricevono solo su appuntamento.
Come organizzare la visita: a piedi, in auto e con il meteo d'autunno
Per muoverti hai due possibilità complementari. In auto copri in una giornata il percorso da Conegliano a Valdobbiadene con le soste nei borghi, ma chi guida non deve bere: alterna i ruoli tra i compagni di viaggio oppure appoggiati ai servizi di accompagnamento con autista che diverse strutture organizzano nei fine settimana. A piedi, il Cammino delle Colline del Prosecco collega Vidor a Vittorio Veneto in più tappe lungo creste e capezzagne, e attorno a Valdobbiadene esistono anelli più brevi, percorribili in poche ore, che attraversano proprio i vigneti del Cartizze. Scegli scarpe con suola scolpita, perché i ciglioni erbosi restano scivolosi a lungo dopo la pioggia. Il meteo autunnale cambia in fretta, quindi porta uno strato caldo e un impermeabile anche se la mattina è limpida, e tieni d'occhio le previsioni per le nebbie, che possono coprire il fondovalle fino a mezzogiorno. Dormire in un agriturismo tra i filari ti permette di vedere l'alba sulle colline senza dover guidare presto, e nei giorni infrasettimanali troverai cantine e trattorie più disponibili al dialogo rispetto ai fine settimana di ottobre, quando il territorio è nel pieno dei suoi eventi.





