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Grower Champagne: cosa significa la sigla RM in etichetta

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Dove si trova la sigla RM e cosa certifica

Dove si trova la sigla RM e cosa certifica

Il Grower Champagne, in francese champagne de vigneron, è lo Champagne prodotto da chi coltiva le vigne da cui provengono le uve: la stessa azienda vendemmia, vinifica e imbottiglia. La sigla che lo identifica è RM, abbreviazione di récoltant-manipulant, cioè viticoltore che elabora in proprio il vino esclusivamente con le uve dei suoi vigneti. Non si tratta di una dicitura commerciale scelta dal produttore, ma di una categoria professionale riconosciuta dal Comité Champagne, l'organismo interprofessionale della regione, e riportata per obbligo su ogni bottiglia dal 1990. Per trovarla, cerca la riga più piccola dell'etichetta, di solito lungo il bordo inferiore, a volte sulla retro-etichetta: due lettere maiuscole seguite da un numero di registrazione che identifica l'azienda. Spesso il testo è stampato in un colore vicino a quello del fondo, quindi non stupirti se al primo sguardo ti sfugge. Imparare a individuarla ti permette di sapere, prima ancora di aprire la bottiglia, se il nome in grande sul fronte ha coltivato le uve o le ha acquistate.

Le altre sigle in etichetta: NM, CM, RC e le categorie meno comuni

Accanto a RM esistono altre categorie, e conoscerle aiuta a capire quanto vale davvero quella sigla. NM indica il négociant-manipulant, la maison che può acquistare uve, mosto o vini base da altri viticoltori: è lo statuto di tutte le grandi case e non è un segno di qualità inferiore, perché proprio l'acquisto da molti villaggi permette di costruire uno stile costante anno dopo anno. CM è la coopérative de manipulation, la cantina sociale che vinifica le uve dei soci. RC, récoltant-coopérateur, è il caso che più facilmente si confonde con RM: il viticoltore consegna le uve alla cooperativa, che vinifica, e poi riprende le bottiglie per venderle con la propria etichetta. Le uve sono sue, il lavoro in cantina no. Completano l'elenco tre sigle che incontrerai di rado: SR, société de récoltants, un gruppo di viticoltori spesso della stessa famiglia che vinifica insieme le proprie uve; ND, négociant-distributeur, chi acquista bottiglie già pronte e le etichetta; MA, marque d'acheteur, il marchio di proprietà di un rivenditore. Quando valuti uno Champagne di vignaiolo, verifica dunque che le lettere siano proprio RM: una sola lettera di differenza cambia chi ha lavorato il vino.

Cosa fa il récoltant-manipulant e cosa cambia nel bicchiere

Il récoltant-manipulant segue tutta la filiera senza delegare nulla: pota e coltiva la vigna, vendemmia, pressa, vinifica, assembla, imbottiglia, cura il remuage e la sboccatura, veste la bottiglia e la vende. La conseguenza pratica è che la produzione è limitata dalla superficie dei suoi vigneti: in un'annata di forte domanda non può aumentare i volumi, perché ha soltanto la propria vendemmia. Per questo molti Grower Champagne si trovano in quantità ridotte e, se ne scopri uno che ti piace, conviene assicurarti qualche bottiglia per tempo. Nel bicchiere la differenza nasce dalle parcelle: un vignaiolo lavora pochi appezzamenti, spesso in un solo villaggio, e il vino porta l'impronta di quel terroir invece di un assemblaggio ampio pensato per riprodurre lo stesso gusto ogni anno. Aspettati quindi più variabilità tra un'annata e l'altra, che è la natura stessa di questa produzione. Molti vignaioli, inoltre, mettono in commercio i vini un po' più giovani rispetto alle grandi maison, perché l'affinamento lungo richiede capitali e spazio, e tendono a dosaggi più bassi, con versioni extra brut o senza zucchero aggiunto. Se ami gli Champagne tesi e sapidi, un blanc de blancs di un vignaiolo della Côte des Blancs, dove i suoli sono gessosi, è un buon punto di partenza.

Come scegliere un Grower Champagne per le feste di Natale

Per il cenone parti dal menu e non dalla sigla. Un RM non è di per sé garanzia di qualità, così come una grande maison non è sinonimo di vino anonimo: la sigla ti dice chi ha fatto il vino, non quanto è buono. Se cerchi un aperitivo o un abbinamento con crudi di pesce e ostriche, orientati verso un blanc de blancs a basso dosaggio; se in tavola arrivano piatti più ricchi, come arrosti o formaggi stagionati, un vignaiolo della Montagne de Reims che lavora soprattutto pinot noir ti darà più struttura. Chiedi all'enotecario da quale villaggio provengono le uve e quando è avvenuta la sboccatura: con un RM queste informazioni sono spesso in etichetta e sono il modo migliore per capire cosa aspettarti. Considera anche il momento dell'acquisto. Molti vignaioli producono quantità limitate e a dicembre le referenze più richieste finiscono in fretta, quindi fare scorta già a novembre evita di dover ripiegare all'ultimo. Conserva le bottiglie coricate, al fresco e al riparo dalla luce, e se hai scelto un vino sboccato da poco, concedigli qualche settimana di riposo prima di servirlo. Regalare uno Champagne di vignaiolo ha infine un vantaggio in più: dietro la sigla ci sono una famiglia e un villaggio precisi, e conoscerne l'origine rende la scelta più consapevole per chi la riceve.

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