Perché il frico chiede un rosso con acidità e tannino
Il frico è il piatto friulano d'inverno per eccellenza: Montasio fuso in padella, da solo o con le patate, servito caldo e spesso accanto alla polenta. È una preparazione grassa e saporita, con la crosticina dorata del formaggio che porta note tostate e una buona dose di sale. Un bianco leggero fatica a tenere il passo, mentre un rosso troppo morbido si appiattisce sul grasso. Serve un vino che pulisca la bocca a ogni sorso e che abbia abbastanza struttura da non sparire dietro il formaggio. Il Refosco dal Peduncolo Rosso risponde a entrambe le richieste. La sua acidità spiccata sgrassa il palato, il tannino deciso ma vellutato dà contrasto alla parte untuosa del Montasio e i profumi di mora, prugna e viola si accordano con il carattere lattico e leggermente piccante del formaggio stagionato. Anche la chiusura amarognola, tipica del vitigno, qui gioca a favore: asciuga il finale e invita al boccone successivo. Valuta questo rosso come prima scelta ogni volta che il frico è il protagonista della tavola.
Frico morbido con patate e cipolla: il Refosco giovane in acciaio
La versione più diffusa nelle case friulane è il frico morbido, con patate lessate o grattugiate che si sciolgono insieme al Montasio, spesso con un po' di cipolla stufata. Qui il piatto guadagna dolcezza e consistenza, e il vino deve restare fresco e fruttato per non appesantire. Scegli un Refosco dal Peduncolo Rosso giovane, vinificato in acciaio, con il colore rubino e i riflessi violacei che segnalano un'annata recente. In questa versione il vitigno mostra frutto croccante, buona sapidità e un tannino ancora vivace che regge il grasso senza coprire la delicatezza della patata. Le etichette della pianura, come quelle delle Grave, tendono a essere più immediate e fruttate e accompagnano bene il frico di tutti i giorni. Se nel piatto la cipolla è abbondante e ben caramellata, orientati verso un Refosco con qualche mese in più di bottiglia, perché la dolcezza della cipolla smussa il tannino e l'amarognolo finale risulta meno marcato. Servilo intorno ai 16 gradi, un po' più fresco di quanto faresti con un rosso importante: la temperatura contenuta esalta l'acidità e rende l'abbinamento più digeribile.
Frico friabile e antipasti: quando il Refosco va servito con misura
Il frico friabile è tutt'altra cosa: una cialda sottile di Montasio fatta sciogliere e dorare in padella fino a diventare croccante, da servire come antipasto o da sbriciolare su altri piatti. Qui il sale è concentrato e il grasso del formaggio è stato in parte rilasciato in cottura, quindi il boccone è secco e intenso. Un rosso troppo tannico rischia di sommare la propria astringenza alla croccantezza del formaggio. Se vuoi restare sul Refosco dal Peduncolo Rosso anche con la cialda, preferisci una versione leggera e profumata, senza passaggio in legno, e servila fresca. In alternativa, puoi aprire il pasto con uno spumante del Friuli e tenere il rosso per il frico morbido che segue: la bollicina pulisce il palato dal sale e prepara la bocca al vino più strutturato. Se la cialda accompagna un tagliere di salumi friulani, il Refosco torna a essere la scelta più adatta, perché il grasso del prosciutto e del salame recupera la morbidezza che la cialda da sola non ha. Valuta sempre il piatto nel suo insieme, non il solo formaggio.
Polenta, affinamento in legno e gli errori da evitare
Il frico d'inverno arriva quasi sempre in tavola con la polenta, meglio se abbrustolita, e talvolta con un contorno di verze o con qualche fetta di salame. Con la polenta la masticazione si allunga e il piatto diventa più rustico e avvolgente: in questi casi puoi salire di struttura e scegliere un Refosco dal Peduncolo Rosso dei Colli Orientali con un affinamento in legno, dove ai frutti di bosco si aggiungono spezie, pepe nero e un accenno di cuoio. Il tannino più maturo e il corpo maggiore reggono il piatto completo senza perdere la freschezza che resta il tratto distintivo del vitigno. Evita invece i Refosco molto giovani e spigolosi quando il frico è ricco di cipolla e burro, perché l'amarognolo del vino e la dolcezza del piatto si scontrano. Non servire mai il vino troppo caldo: oltre i 18 gradi l'alcol prende il sopravvento e l'acidità, che è la componente più utile con il frico, si perde. Stappa la bottiglia una mezz'ora prima e, se il vino ha qualche anno, decantalo brevemente: avrai un rosso più disteso e un abbinamento che valorizza entrambi.





