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Cerasuolo d'Abruzzo: il rosato che si beve anche d'inverno

Aggiornato il 19 ottobre 20264 capitoli
Un rosato con la struttura di un rosso: perché si beve tutto l'anno

Un rosato con la struttura di un rosso: perché si beve tutto l'anno

Il Cerasuolo d'Abruzzo è un rosato a denominazione di origine controllata prodotto nelle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo, con almeno l'85% di uve Montepulciano, lo stesso vitigno che dà il grande rosso della regione. Per decenni è stato considerato una semplice tipologia del Montepulciano d'Abruzzo, finché a partire dalla vendemmia 2010 ha ottenuto una DOC tutta sua, un riconoscimento raro per un rosato italiano. Il nome richiama il colore della ciliegia, e in effetti nel calice si presenta di un rosso ciliegia vivo e luminoso, ben lontano dal rosa tenue che molti associano ai rosati da aperitivo. Proprio questa intensità spiega perché qui in Abruzzo lo si beve anche d'inverno. Il Montepulciano cede al mosto una buona dose di colore, estratto e polpa, così il vino conserva un corpo pieno e una freschezza che reggono piatti caldi e saporiti. Se cerchi un rosato da bere a tavola con le portate di stagione, e non solo un vino da terrazza estiva, qui trovi un carattere che ti permette di sostituire un rosso leggero senza rinunciare alla bevibilità.

Come nasce il colore ciliegia: macerazione breve e vinificazione in bianco

La differenza rispetto al Montepulciano d'Abruzzo rosso sta tutta in cantina. Le uve sono le stesse, ma per ottenere il Cerasuolo il mosto resta a contatto con le bucce solo per poche ore, giusto il tempo di estrarre il colore e una parte degli aromi senza caricarsi dei tannini che invece caratterizzano il rosso. Alcuni produttori scelgono una vinificazione in bianco, cioè una pressatura soffice senza macerazione, altri preferiscono una breve sosta sulle vinacce: nel primo caso il vino risulta più scarico e delicato, nel secondo più intenso e strutturato. Quando scegli una bottiglia, osserva il colore e leggi la scheda del produttore, perché i due stili si comportano in modo diverso a tavola. Un Cerasuolo più pallido e fragrante accompagna bene antipasti e piatti delicati, mentre uno più carico, vicino al rosso ciliegia pieno, regge le preparazioni invernali di cui parliamo più avanti. Al naso aspettati ciliegia fresca, lampone e melograno, spesso con una nota floreale di rosa; in bocca ritrovi la freschezza del Montepulciano e una leggera trama tannica che lo distingue da quasi tutti gli altri rosati.

Gli abbinamenti d'inverno: brodetto, legumi, carni bianche e formaggi

In Abruzzo il Cerasuolo si serve spesso al posto del bianco con il pesce, e il brodetto alla vastese, la zuppa di pesce con un fondo di pomodoro, è l'abbinamento classico anche nei mesi freddi: la sapidità del pesce e l'acidità del pomodoro trovano nel vino freschezza e corpo adeguati. Lo stesso vale per le zuppe di legumi della tradizione appenninica, come quelle di lenticchie, ceci o fagioli con la pasta, dove un bianco troppo leggero scomparirebbe e un rosso importante coprirebbe tutto. Valuta il rosato abruzzese anche con le carni bianche in umido o al forno, con il coniglio alla cacciatora, con il pollo alle olive e con salumi e formaggi di media stagionatura, come un pecorino giovane o un caciocavallo. Se hai in tavola una pasta alla chitarra con sugo di pomodoro e polpettine, la struttura del vino tiene il passo senza affaticare. Evita invece le preparazioni molto grasse o le carni rosse a lunga cottura, dove il Montepulciano rosso resta la scelta più coerente: lì il Cerasuolo rischia di sembrare sottile. Il vantaggio pratico è avere una sola bottiglia che copre un intero pranzo invernale, dall'antipasto di mare al secondo di terra.

Temperatura di servizio, annate e conservazione nei mesi freddi

D'inverno l'errore più comune è servire il rosato ghiacciato come in estate. Un Cerasuolo d'Abruzzo strutturato dà il meglio a circa 12-14 °C: a questa temperatura il frutto si apre e la leggera trama tannica non risulta dura. Se lo tieni in frigorifero, tiralo fuori una ventina di minuti prima di stapparlo, e scegli un calice di media ampiezza, più vicino a quello da rosso giovane che al bicchiere stretto da bianco, perché gli aromi di ciliegia e melograno hanno bisogno di spazio. Sulle annate, il Cerasuolo è un vino da bere giovane: la finestra indicativa va da zero a circa tre anni dalla vendemmia, con il momento migliore nei primi due. Se trovi una bottiglia dell'annata precedente, non è un difetto: dopo qualche mese il vino ha spesso perso l'esuberanza iniziale e guadagnato equilibrio, ed è proprio quella la versione che regge meglio i piatti invernali. Conservalo al riparo dalla luce e lontano dai termosifoni, in posizione orizzontale se ha il tappo di sughero, e una volta aperto ritappalo e rimettilo in frigo: resta buono per un paio di giorni.

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