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Curiosità vino rosso

Vini pregiati

Probabilmente avrete sentito parlare di vini pregiati almeno una volta. Chi di voi conosce però i vini più pregiati d'Italia? Questo breve articolo vi segnalerà i vini rossi italiani che hanno scalato la vetta della classifica internazionale, per poi andarne a conoscere le grandi zone di produzione.

di Redazione

28 ottobre 2014

I rossi più pregiati d'Italia

Questo viaggio tra i migliori vini della nostra penisola non ha di certo la pretesa di essere un indice definitivo, sia perchè la qualità del vino può variare da annata ad annata, sia perché la sperimentazione delle aziende vinicole può portare a nuovi tipi di vino. Pertanto ai vini di cui andremo a parlare ora, un domani potrebbero aggiungersene altri. Per rappresentare al meglio l'eccellenza della produzione vinicola italiana, dando giustizia a una produzione che non si concentra in un'unica zona ma è sparsa per tutto il paese, esamineremo i migliori vini rossi dividendoli per macroaree: Nord, Centro e Sud. All'interno di queste aree si cercherà di dare un indice diversificato il più possibile, senza specificare le annate ma citando i vini per tipologia.

I vini pregiati dell'Italia del Nord

Parlando dei vini pregiati prodotti nel Nord Italia, bisogna dire che la loro produzione è prevalentemente concentrata in Piemonte e in Veneto. Nella prima di queste regioni viene vinificato un grande vino rosso, che in alcune classifiche rientra tra i primi tre più pregiati d'Italia: stiamo parlando del Barbaresco Gaja DOCG. E' un vino considerato uno status symbol e soprannominato all'estero The King, che ha una notevole capacità di invecchiamento. E' possibile berlo dopo più di 30 anni dall'imbottigliamento. In Veneto troviamo tra i migliori l'Amarone della Valpolicella DOCG. La scoperta di questo vino, da una botte di Recioto lasciata a fermentare per troppo tempo, è avvenuta casualmente. Il vino che ne uscì, secco e amaro, prese per questo il nome di Amarone.

I Grandi Toscani

La produzione dei vini pregiati nel Centro Italia vede la schiacciante presenza ai primi posti di numerosissimi vini toscani. Tra i prodotti di questa regione citeremo obbligatoriamente il Bolgheri Sassicaia DOC, che viene vinificato dalla Tenuta San Guido con i vitigni Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, che furono importati dalla Francia nel tentativo di creare in Toscana un vino che si avvicinasse al Bordeaux francese. Anche il Masseto Ornellaia DOC nasce nello stesso territorio del precedente e viene prodotto dai medesimi vitigni d'importazione del Sassicaia, con l'aggiunta di Merlot e Petit Verdot. Queste tipologie di vini che nascono da vitigni non originari della Toscana, formano una categoria a se, denominata dagli esperti Super Tuscan.

I migliori vini del Sud

Passando ora a elencare le numerose eccellenze vinicole del Sud, troviamo ai primi posti vini prodotti con uve originarie. Il Taurasi DOCG, prodotto in provincia di Avellino con vitigni del tipo Aglianico, in particolare la variante Riserva, dal maggiore invecchiamento e con struttura più corposa. Il ben noto Primitivo di Manduria DOC, prodotto in Puglia nelle provincie di Brindisi e Taranto con uve del vitigno Primitivo. L'Aglianico del Vulture DOC e DOCG prodotto in provincia di Potenza, anche questo con uve autoctone di tipo Aglianico. Sebbene tutte queste tipologie di vini del Sud siano abbastanza note al grande pubblico, vi sono alcune annate e marche che hanno ottenuto importanti apprezzamenti da parte dei più autorevoli esperti nel settore.

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Domande frequenti

  • Quali sono considerati i vini rossi più prestigiosi d'Italia?
    L'eccellenza vinicola italiana è distribuita su tutto il territorio nazionale. Nel Nord, spiccano il Barbaresco Gaja DOCG in Piemonte, noto come 'The King' per la sua longevità superiore ai 30 anni, e l'Amarone della Valpolicella DOCG in Veneto. Al Centro, la Toscana domina con i celebri Super Tuscan come il Sassicaia e il Masseto/Ornellaia di Bolgheri. Nel Sud, le eccellenze includono il Taurasi Riserva (Aglianico), il Primitivo di Manduria e l'Aglianico del Vulture, tutti caratterizzati da forte struttura e utilizzo di vitigni autoctoni.
  • Cosa sono i "Super Tuscan" e quali sono gli esempi principali?
    I Super Tuscan sono una categoria di vini nati in Toscana utilizzando vitigni internazionali non tradizionali per quella regione, come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Questa innovazione nacque dal desiderio di avvicinarsi allo stile del Bordeaux francese. Esempi emblematici sono il Sassicaia della Tenuta San Guido e il Masseto o Ornellaia, entrambi prodotti nella zona di Bolgheri. Questi vini rappresentano una fusione tra tradizione territoriale e sperimentazione globale, ottenendo enorme successo internazionale.
  • Come si è originato l'Amarone della Valpolicella?
    L'Amarone è nato da un caso storico nella Valpolicella veneta. Si trattava inizialmente di un Recioto, vino dolce, lasciato in fermentazione per un periodo eccessivamente lungo. Durante questo processo prolungato, i lievchi consumarono quasi interamente gli zuccheri residui, trasformando il vino da dolce a completamente secco. Il risultato fu un vino dal corpo robusto e dal gusto amaro, da cui il nome 'Amarone'. Oggi è riconosciuto come uno dei vini rossi più pregiati d'Italia, simbolo di complessità e concentrazione.
  • Perché il Barbaresco Gaja è definito uno "status symbol"?
    Il Barbaresco Gaja DOCG è considerato uno status symbol grazie alla sua reputazione storica di eccellenza assoluta e alla straordinaria capacità di invecchiamento. Prodotto in Piemonte, questo vino è soprannominato 'The King' all'estero per la sua eleganza e potenza. Non solo mantiene le sue caratteristiche organolettiche intatte per decenni (spesso oltre 30 anni dall'imbottigliamento), ma rappresenta anche l'apice della viticoltura piemontese. La sua rarità, la cura maniacale nella produzione e il prestigio internazionale lo rendono un punto di riferimento per gli intenditori di vini di lunga conservazione.
  • Quali sono le principali varietà di vitigni usati nei vini rossi del Sud Italia?
    Nel Sud Italia, la produzione di vini pregiati si basa fortemente sull'uso di vitigni autoctoni, unici e tipici del territorio. Le varietà principali includono l'Aglianico, utilizzata per produrre il Taurasi Riserva in Campania e l'Aglianico del Vulture in Basilicata; questi vini sono noti per la loro struttura corposa e grande potenziale di invecchiamento. Un'altra varietà fondamentale è il Primitivo, impiegato per il celebre Primitivo di Manduria in Puglia. Questi vitigni conferiscono ai vini del Sud profili aromatici distintivi, sapori intensi e una struttura tannica marcata.

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