Una regione di rossi dove il bianco è una nicchia da cercare
Quando si parla di vini bianchi della Basilicata bisogna partire da un dato: la regione è piccola, con circa 2.000 ettari vitati, e quasi il 90 per cento di questa superficie è dedicato a uve a bacca nera, con l'Aglianico del Vulture in testa. I bianchi occupano quindi uno spazio ridotto, ma proprio per questo meritano attenzione, perché nascono in zone precise e da vitigni che altrove hanno storie diverse. Il territorio aiuta a capire dove cercarli. La Basilicata è quasi tutta montagna e collina, con poche pianure, e il clima passa dal mite delle coste al continentale dell'interno. La fascia del Metapontino, affacciata sullo Ionio, alterna inverni miti e piovosi a estati calde, secche e ventilate: condizioni che favoriscono le uve bianche come il Greco e la Malvasia, da cui si ottengono vini di media struttura ma con un corredo aromatico deciso. Se cerchi un bianco lucano con un'identità riconoscibile, è da questa zona e dalle colline del Materano che conviene cominciare.
I vitigni bianchi: Malvasia, Greco, Bombino, Verdeca e Chardonnay
Il vitigno bianco più diffuso è la Malvasia bianca di Basilicata, coltivata un po' in tutta la regione e in particolare nel Potentino e sulle pendici del Vulture, dove condivide con l'Aglianico i terreni di origine vulcanica. Dà vini profumati, spesso morbidi, e si presta bene anche alle versioni spumantizzate e passite. Accanto a lei c'è il Greco bianco, vitigno di origine antichissima legato alla colonizzazione greca, con grappoli alati e buccia spessa: regala vini dorati, con note di mandorla tostata e fichi, buoni sia in purezza sia nel taglio con la Malvasia. Completano il quadro il Bombino bianco e la Verdeca, varietà condivise con la vicina Puglia, che portano freschezza e un profilo più semplice e beverino, e lo Chardonnay, vitigno internazionale che alcune aziende usano in purezza o nei blend. Quando leggi un'etichetta lucana, valuta dunque se il vino nasce da uve autoctone o internazionali: nel primo caso aspettati un carattere più aromatico e mediterraneo, nel secondo un profilo più vicino ai bianchi che già conosci.
Le denominazioni che prevedono il bianco: Matera DOC, Grottino di Roccanova e IGT
Le denominazioni lucane sono poche e quasi tutte costruite intorno all'Aglianico: l'Aglianico del Vulture DOC e il Superiore DOCG, unica DOCG regionale, riguardano solo i rossi. Per i bianchi devi guardare altrove, e in primo luogo alla Matera DOC, che nasce sulle colline argillose e sabbiose del Materano e prevede una tipologia Bianco a base di Malvasia bianca di Basilicata e Greco, oltre a versioni dedicate al Greco e allo spumante. È la denominazione in cui i bianchi hanno il ruolo più definito. Nella zona di Roccanova, nella Bassa Val d'Agri, il Grottino di Roccanova DOC comprende anche un bianco basato sulla Malvasia, accanto ai rossi e al rosato. Molti produttori, infine, scelgono l'IGT Basilicata, che copre tutta la regione e lascia più libertà su vitigni e stili: è qui che trovi Chardonnay in purezza, blend con Bombino o Verdeca e prove sulle Malvasie del Vulture. Verifica sempre in etichetta la denominazione e il vitigno, perché con un disciplinare così ampio il nome della zona dice poco sul contenuto del bicchiere.
Come scegliere e abbinare un bianco lucano
Nella scelta pratica conviene ragionare per zona e per vitigno. Un Greco o una Malvasia del Metapontino e del Materano hanno di solito buona consistenza aromatica e un corpo medio: stanno bene con il pesce dello Ionio, con le paste con verdure e con i formaggi freschi della tradizione lucana. Le Malvasie dell'interno, dal Vulture e dai dintorni di Potenza, crescono a quote più alte e con escursioni termiche marcate, quindi possono mostrare più freschezza e reggono anche piatti con una componente grassa, come salumi e fritture. Se trovi una Malvasia passita, riservala al fine pasto con dolci secchi. Servi questi vini freschi ma non ghiacciati, intorno ai 10-12 gradi, perché il freddo eccessivo spegne proprio gli aromi che li distinguono. Nel dubbio, chiedi all'enotecario di indicarti la zona di provenienza e l'annata: la produzione è piccola e le differenze tra una cantina e l'altra contano più che altrove. Scegli con questo criterio e porterai a tavola un bianco che racconta la Basilicata, non una versione anonima.





