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Strada del vino Franciacorta in autunno: itinerario

Aggiornato il 08 novembre 20264 capitoli
Perché partire dal lago d'Iseo quando i filari cambiano colore

Perché partire dal lago d'Iseo quando i filari cambiano colore

La Strada del vino Franciacorta in autunno si percorre con uno spirito diverso rispetto all'estate. La vendemmia qui si chiude presto, spesso già tra la fine di agosto e settembre, perché le uve per il metodo classico si raccolgono con acidità ancora alta; quando arrivi tra ottobre e novembre le cantine hanno il mosto in fermentazione e i filari si tingono di giallo, rame e rosso. L'itinerario misura circa 80 chilometri in tutto e si snoda tra la sponda meridionale del lago d'Iseo e Brescia, in un'area delimitata dal Monte Orfano, dal Monte Alto e dai fiumi Mella e Oglio, quindi puoi dividerlo in due o tre tratti e scegliere quello che più ti interessa. Il consiglio è di cominciare dal lato del lago, dove acqua e vigneti si incontrano. Iseo è il borgo più comodo come base: ha il porto, il lungolago e, a pochi minuti, le prime cantine collinari. Da qui raggiungi in breve Provaglio d'Iseo e la Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, una zona umida con passerelle e sentieri pianeggianti che in autunno si riempie di uccelli di passo e di nebbie leggere al mattino. Sul bordo della riserva sorge il Monastero di San Pietro in Lamosa, di fondazione cluniacense, che vale una sosta prima di salire verso i vigneti. Se arrivi da Milano o da Bergamo, questa parte si fa comodamente in giornata.

Da Corte Franca a Rovato: il cuore collinare e il Monte Orfano

Lasciato il lago, la strada segnalata dagli appositi cartelli porta verso Corte Franca, Adro ed Erbusco, i comuni dove la densità di vigneti è più alta e dove il paesaggio autunnale rende meglio. Qui le colline sono dolci, di origine morenica, e le viti sono allevate soprattutto a guyot e a cordone speronato, con filari ordinati che in questa stagione creano fasce di colore ben distinte tra Chardonnay, che ingiallisce per primo, e Pinot Nero, che vira verso il rosso. Fermati nei punti panoramici lungo le strade secondarie tra Erbusco e Adro nel tardo pomeriggio: la luce bassa di ottobre è quella che valorizza di più i filari. Prosegui poi verso Rovato, ai piedi del Monte Orfano, il rilievo isolato che chiude la Franciacorta a sud. Sulle sue pendici si trova il Convento dell'Annunciata, con l'affresco dell'Annunciazione del Romanino, raggiungibile anche a piedi con una salita breve tra ulivi e boschi che in autunno sono al massimo del colore. Se ti organizzi per il pranzo, Rovato e i paesi vicini hanno trattorie dove la cucina bresciana di stagione, con manzo all'olio, casoncelli e funghi, si accompagna bene a un Franciacorta Brut o a un Curtefranca rosso. Verifica sempre gli orari di apertura dei monasteri, perché in autunno possono ridursi.

Verso Brescia: Passirano, Monticelli Brusati e l'Abbazia di Rodengo Saiano

La terza parte dell'itinerario autunnale attraversa i comuni orientali della Strada: Passirano, con il castello medievale al centro del paese, Monticelli Brusati e Ome, dove i vigneti si alternano a boschi di castagno e il foliage è più intenso perché il terreno sale verso le prealpi. A Rodengo Saiano merita una visita l'Abbazia Olivetana di San Nicola, uno dei complessi monastici più grandi d'Italia, con tre chiostri e affreschi che raccontano la lunga presenza benedettina in questa terra. Da qui a Gussago e Cellatica, già alle porte di Brescia, le colline sono più ripide e le cantine più piccole, spesso a conduzione familiare. Per muoverti puoi scegliere l'auto, che ti permette di toccare più tappe in un giorno, oppure la bicicletta: la Strada propone cinque percorsi cicloturistici segnalati, con dislivelli moderati, adatti anche a chi non è allenato se usa una bici a pedalata assistita. In autunno le giornate sono corte, quindi pianifica al massimo due o tre cantine al giorno e prenota le visite con qualche giorno di anticipo, perché nel periodo del foliage i fine settimana sono molto richiesti e molte aziende ricevono solo su appuntamento. Se viaggi in bici, tieni conto che dopo le piogge le strade bianche tra i filari possono essere fangose.

Cosa degustare e come vestirsi per una gita d'autunno in Franciacorta

In cantina chiedi di confrontare le tipologie della denominazione: il Franciacorta Brut, il Satèn, prodotto solo da uve bianche e con pressione più bassa che lo rende più morbido, il Rosé con una quota di Pinot Nero, e poi i Millesimato e le Riserva, che affinano più a lungo sui lieviti e si abbinano meglio ai piatti autunnali più strutturati. Non trascurare i vini fermi della zona, il Curtefranca DOC bianco e rosso e il Sebino IGT, che raramente trovi fuori dal territorio. Tra i prodotti tipici da assaggiare o portare a casa ci sono il Taleggio DOP, la Robiola Bresciana e l'olio extravergine dei Laghi Lombardi, la cui raccolta avviene proprio tra ottobre e novembre: alcuni frantoi della zona si visitano nello stesso periodo. Sul piano pratico, vestiti a strati: la mattina vicino al lago può esserci nebbia e umidità, mentre a metà giornata sulle colline il sole scalda ancora. Porta scarpe chiuse per le passeggiate tra i filari e nella riserva delle Torbiere. Se guidi, alterna la degustazione con uno sputacchiera o limita gli assaggi, oppure organizza la gita con un accompagnatore che non beve; molte cantine offrono anche degustazioni abbinate a un pranzo leggero, che rendono più sostenibile la giornata. Così torni a casa con qualche bottiglia scelta con criterio e con una visione completa di un territorio che in autunno mostra il suo lato più raccolto.

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