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Strada del Barolo in autunno: cantine e borghi

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Perché l'autunno è il periodo migliore per percorrere la Strada del Barolo

Perché l'autunno è il periodo migliore per percorrere la Strada del Barolo

La Strada del Barolo e grandi vini di Langa è un itinerario di circa cento chilometri che attraversa la zona di produzione del Barolo DOCG, tra Alba e i diciotto comuni delle colline a sud del Tanaro, in provincia di Cuneo. L'associazione che la gestisce è nata nel 2006 e riunisce cantine, ristoranti, agriturismi e musei del territorio, riconosciuto dall'UNESCO come paesaggio culturale. Puoi percorrerla in ogni stagione, ma se hai la possibilità di scegliere, punta sulle settimane che vanno dai primi di ottobre a fine novembre. In questo periodo le vigne di Nebbiolo, appena vendemmiate, passano dal verde al giallo intenso e poi al rosso ruggine, e le colline cambiano colore a ogni curva. L'autunno coincide anche con la stagione del Tartufo Bianco d'Alba, celebrato dalla fiera internazionale che anima la città per diversi fine settimana, e con l'arrivo in tavola di funghi e piatti di stagione. Tieni presente che la nebbia mattutina è frequente: se ti alzi presto, vedrai i borghi arroccati emergere da un velo che si dissolve nel giro di un'ora o due, uno degli spettacoli più belli delle Langhe. Il rovescio della medaglia è l'affluenza: ottobre e novembre sono i mesi più richiesti, quindi prenota alloggio e degustazioni con largo anticipo, soprattutto per i fine settimana della fiera.

I borghi da toccare: Alba, Barolo, La Morra, Monforte e Serralunga

Il punto di partenza naturale è Alba, considerata la capitale delle Langhe, con il centro storico medievale, le torri e le vie dove in autunno si concentrano le bancarelle della fiera del tartufo. Da qui scendi verso Barolo, il paese che dà il nome al vino, dominato dal Castello Falletti dove ha sede il museo del vino: una visita utile per capire la storia della denominazione prima di entrare nelle cantine. Risali poi a La Morra, il comune più alto della zona, il cui belvedere offre la vista d'insieme più completa sulle colline del Barolo e, nelle giornate limpide d'autunno, sull'arco alpino. Se hai una giornata in più, dedica il pomeriggio a Monforte d'Alba, con il borgo antico raccolto attorno all'anfiteatro naturale della piazza alta, e a Serralunga d'Alba, riconoscibile da lontano per il castello trecentesco a torre che svetta sul crinale. Questi due paesi si trovano sul versante dei cru più strutturati e austeri, e le cantine di qui producono Barolo che richiedono più anni di affinamento rispetto a quelli di La Morra, più profumati e pronti prima. Visitare entrambi i versanti in sequenza ti aiuta a cogliere con il bicchiere le differenze tra le sottozone, che sono il vero argomento di conversazione con ogni produttore della zona.

Visite e degustazioni in cantina: come organizzarle durante la vendemmia

Lungo la Strada del Barolo oltre cento cantine accolgono i visitatori, dalle grandi case storiche alle piccole aziende a conduzione familiare che vinificano solo le proprie uve. In autunno però le visite richiedono un'organizzazione diversa rispetto al resto dell'anno: nelle settimane della vendemmia del Nebbiolo, di solito tra fine settembre e la metà di ottobre, molti produttori sono impegnati in vigna e in cantina e ricevono solo su appuntamento, con fasce orarie ridotte. Scrivi o telefona con alcune settimane di anticipo, indica quante persone siete e chiedi se è possibile vedere la lavorazione delle uve: assistere alla pigiatura o alle fermentazioni in corso è un'esperienza che solo questo periodo permette. Valuta di alternare una cantina grande, dove trovi personale dedicato all'accoglienza e verticali di annate diverse, con una piccola azienda dove a condurre la degustazione è spesso chi fa il vino. Nelle degustazioni ti verranno proposti di norma anche Barbera d'Alba, Dolcetto e Langhe Nebbiolo, utili per capire la gamma della casa prima di arrivare al Barolo. Se guidi, limita gli assaggi o affidati a un servizio di accompagnamento con autista: le strade collinari sono strette e, con la nebbia o le foglie bagnate, richiedono attenzione. Due o tre cantine al giorno sono un ritmo realistico che lascia spazio anche ai borghi.

A tavola in autunno: tartufo, tajarin e gli abbinamenti con il Barolo

Il viaggio tra le cantine trova il suo complemento nella cucina di Langa, che in autunno dà il meglio. I piatti della tradizione sono i tajarin, la pasta all'uovo tagliata fine, i plin, i piccoli agnolotti pizzicati a mano, il brasato al Barolo e i bolliti, a cui in questo periodo si aggiungono i funghi porcini e, nelle settimane della fiera, il Tartufo Bianco d'Alba grattugiato al momento sopra tajarin al burro o uova al tegamino. Se vuoi assaggiarlo, chiedi sempre il prezzo al grammo prima di ordinare, perché la quotazione varia molto da un anno all'altro in base all'andamento della stagione e il conto può salire rapidamente. Per gli abbinamenti, un Barolo con qualche anno di affinamento accompagna bene brasati, carni rosse e formaggi stagionati, mentre con i tajarin al tartufo molti sommelier della zona preferiscono un Langhe Nebbiolo o un Barolo giovane, meno tannico, per non coprire il profumo del tartufo. Prenota i ristoranti con lo stesso anticipo delle cantine: nei fine settimana d'autunno le trattorie dei borghi si riempiono presto, e le osterie di campagna fuori dai centri più noti offrono spesso la stessa cucina con più tranquillità. Molte strutture organizzano anche pranzi in vigna o in cantina, un modo per chiudere la giornata di visite restando nel paesaggio che hai attraversato.

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